martedì, Novembre 29, 2022
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Questo non è il Monza che conosciamo, ma non tutti i mali vengono per nuocere…

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Bisogna ammetterlo: il Monza visto ieri a Zingonia, non è quella bella squadra che abbiamo ammirato nelle altre uscite pre campionato.
Ho avuto la possibilità, per cui va un grazie alla società Atalanta, di seguire la partita a bordo campo, al fianco di alcuni addetti ai lavori, famigliari e figli di giocatori. Prima del fischio d’inizio erano tutti curiosi di vedere finalmente dal vivo questa corazzata che ha dato del filo da torcere alla Fiorentina.
Peccato che poi le cose siano andate per il verso opposto…

Scelte tattiche a parte, a mio avviso più che comprensibili e condivisibili visto l’avvio del campionato imminente, forse qualcuno si è dimenticato l’avversario chi si affrontava: un’Atalanta che si appresta a giocare un girone di Champions League…

Si poteva organizzare un’amichevole con una squadra diversa, magari una compagine del territorio affiliata? Vero, ma forse l’obiettivo di mister Brocchi era proprio questo: vedere la reazione contro una big di chi, come D’Errico, Sommariva o Anastasio (riscattato a titolo definitivo dal Napoli) assaporavano già una maglia da titolari a giugno ma che con l’arrivo di giocatori di esperienza si sono visti spostare fra le seconde linee. Non una scelta definitiva però. Si parte tutti da zero, tutti sullo stesso livello. Chi ha giocato in A sullo stesso piano di chi non ha mai fatto nemmeno la C, penso a Rigoni e Di Munno. La maglia va conquistata, nulla è già scritto, è il messaggio lanciato da mister Brocchi, e ha ragione.

Quello andato in campo ieri sera a Zingonia però, non è il Monza che conosciamo, i giocatori li abbiamo visti lo scorso anno, hanno qualità ben superiori a quelle dimostrate contro l’Atalanta, sarà quindi l’avvio del campionato a far venire fuori in loro quella che in un dialetto non proprio brianzolo si dice “la cazzimma“, perché è quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare e loro, sicuramente, non avranno voglia di guardare tutto il campionato da bordo campo.

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Simone Castelli
Simone Castelli
Lavoro nel mondo televisivo. Da piccolo dicevo di tifare Inter perché era la squadra "di famiglia". Nel frattempo ho cominciato a seguire le vicende del Calcio Monza grazie a mio papà - frequentatore del Sada ai tempi d'oro - tra le stagioni 2007/08 e 2008/09 ma la prima partita che ricordo in maniera nitida, quasi dettagliata, è un Monza-Pergolettese (2-2), prima giornata del campionato 2010/11 vista dalla curva sud. Mi ci sono appassionato sempre di più fino a capire che la mia vera squadra era quella biancorossa. Ho due grandi passioni: la politica e il giornalismo, soprattutto quello d'inchiesta e quello locale; adoro raccontare tutto quel che riguarda il territorio che abitiamo. Ho collaborato con il Giornale di Monza, la Gazzetta della Martesana e MBNews.

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