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Riboni: Sogno di diventare una bandiera

Riccardo Riboni, contro la Paganese hai ottenuto il debutto assoluto fra i professionisti: un debutto amaro ma sicuramente emozionante…

“Certo, ero molto emozionato per la mia prima partita ufficiale da professionista. Anche durante il riscaldamento ero abbastanza teso. Prima della partita, parlando con Iaco ed altri compagni però, mi hanno detto che il gruppo aveva fiducia in me ed hanno aggiunto di stare tranquillo e fare quello di cui ero capace. Durante i primi minuti di gara, un po’ di tensione c’era ma, con il passare del tempo, questa si è sciolta”.

Come debutto, sotto il profilo della prestazione, è stato buono: Mister Cevoli si è dichiarato soddisfatto di come ti sei comportato in campo. Tu cosa ne pensi? Sei d’accordo o giudichi meno positivamente la tua gara?

“In partita domenica ho fatto cose belle e meno belle; difensivamente, ho giocato una buona partita: abbiamo preso gol sull’unico vero tiro della Paganese – perché il primo gol è frutto di una deviazione su un tiro-cross – che è arrivato al 93’. Quello per il quale non sono soddisfatto, sono alcuni passaggi sbagliati – e so che su questo devo migliorare – ed alcune situazioni nelle quali potevo comportarmi diversamente”.

Altra opinione del Mister è che il Monza ha fatto passi indietro rispetto alle partite precedenti. Quali sono stati i passi indietro che il Monza ha compiuto?

“Domenica abbiamo avuto delle difficoltà perché non riuscivamo a trovare la maniera giusta per sfondare la loro difesa. In settimana avevamo provato un metodo di gioco basato sui lanci lunghi: questo perchè sapevamo che i campani si chiudevano molto e perchè il campo sarebbe risultato pesante a causa della pioggia. Non siamo riusciti ad applicare questa tattica e, secondo me, il passo che ci avrebbe permesso di aprire la gara a nostro favore, era prendere più iniziativa in attacco. Sotto questo punto di vista siamo tornati un po’ indietro: con le altre squadre non riuscivamo a trovare subito la maniera per sfondare la difesa ma, attraverso azioni personali o situazioni di gioco di vario genere, prima o poi riuscivamo a trovare un varco ed invece domenica questo passaggio è mancato”.

Ora il Monza è atteso dal Lumezzane e dal Pergocrema nei rispettivi stadi: a livello di punteggio, vi siete dati degli obiettivi per queste due trasferte consecutive?

“Sicuramente, per la gara contro il Lumezzane abbiamo una grande voglia di vincere: dobbiamo assolutamente rifarci della sconfitta. Però pensiamo di partita in partita e quindi non abbiamo parlato del ‘minimo’ di punti da racimolare in queste due gare. Domenica andremo a giocare con il coltello fra i denti perché sarà una partita difficile però l’obiettivo è cercare sempre la vittoria”.

Tu che eri in campo ed hai assistito direttamente all’espulsione di Cudini, potresti spiegare cosa veramente è accaduto fra il vice-capitano biancorosso e l’arbitro?

“L’arbitro ha dichiarato che Cudini era dall’inizio della partita che gli stava addosso, che lo tampinava. Io, onestamente, questa cosa non l’ho notata… L’espulsione è avvenuta subito dopo il gol e può essere che, in un attimo di nervosismo, Mirko abbia detto qualcosa di troppo al direttore di gara ma non sono sicuro neanche di questo perché dalla mia posizione non ho sentito le parole che i due si sono scambiati”.

Parliamo ora della stagione scorsa: hai giocato in Berretti e la stagione è terminata con la finale del campionato – purtroppo persa – contro il Benevento. Quale’è il ricordo più bello di una annata, nel complesso, molto soddisfacente?

“Non ho solo un ricordo: una stagione così ti lascia tante cose belle e brutte. All’inizio dell’anno facevamo parecchia fatica perché eravamo un gruppo poco amalgamato: eravamo stati presi un po’ da altre squadre e un po’ dal Monza stesso. Il girone d’andata è stato giocato con questa problematica di base ed è quindi andato male. Poi ci siamo chiusi nello spogliatoio un po’ di volte di fila ed abbiamo parlato con Mister Andrissi ed abbiamo capito che, la strada che avevamo imboccato, non era quella giusta. Abbiamo reindirizzato quindi il nostro cammino e siamo riusciti a vincere otto gare di fila: questa serie di vittorie ha, di fatto, formato il gruppo perché ci ha infuso una carica tale da portarci direttamente in finale. Nelle fasi finali del campionato, abbiamo giocato contro squadre che, sulla carta, erano favorite ma siamo riusciti comunque a batterle. Ricordo la doppia sfida con il Cesena: abbiamo perso a casa loro ma siamo riusciti a ribaltare la situazione al Monzello e questo è stato frutto anche dell’ottimo gruppo che si era formato. La vittoria contro i bianconeri ha avuto ancora più senso per come era partita il campionato.”

La dimostrazione della bontà di quel gruppo c’è stata anche domenica con la Paganese: a fine partita ben quattro uomini in biancorosso erano provenienti dalla Berretti dell’anno precedente…

“Si, a fine match eravamo in quattro: due classe ’91 e cioè Kyeremateng e Anghileri e due dell’anno ’90 cioè io e Campinoti. Questo significa che non eravamo proprio scarsi! (ride ndr)”

La tua ‘gavetta’ nel settore giovanile è sempre passata da Monza?

“Praticamente si: questo è il nono anno che gioco nel Monza. Sono arrivato quando ancora facevo la prima media quindi negli Esordienti. Ho giocato due anni con Monelli come allenatore, altri tre con Monguzzi, poi l’anno scorso con Andrissi e gli altri anni, anche se non ricordo i nomi dei miei Mister, sono sempre stato a Monza”.

Tu quindi sei passato, presente e futuro del Monza. Come immagini il tuo futuro da calciatore?

“Non so dove arriverò, parlando di categoria, però voglio arrivare più in alto possibile, secondo le mie qualità. Voglio lavorare tanto perché credo di poter arrivare a buoni livelli e con questa convinzione sono sicuro di essere sulla strada giusta. Lavorando giorno per giorno mi miglioro e posso raggiungere quei traguardi che, tempo fa, potevo solo sognare”.

Più in alto possibile, magari con la maglia del Monza…

“Certo, non sarebbe male. Dato che sono qui da nove anni, ho tanto affetto verso questi colori. Potrei anche sognare di poter diventare una bandiera biancorossa!”

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