lunedì, Luglio 4, 2022
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Rigamonti: “Il Monza è sempre in vendita, la situazione è precaria. Clarence non è stato sfruttato a dovere”

Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato Nicola Rigamonti durante la conferenza stampa. "Sono due le parole chiave: rispetto e trasparenza. Chiediamo il rispetto del nostro lavoro mosso da passione e non da remunerazioni particolarmente alte, quindi siamo disponibili a ricevere critiche al nostro operato, ma non tolleriamo gli insulti o le mancanze di rispetto: giusto o sbagliato che sia ciò che facciamo lavoriamo per questo club con l’intento di fare il bene del Monza".

Rigamonti conferma poi il fatto che il Monza è in vendita: "Il Monza è sempre in vendita. Siamo alla ricerca di azionisti, finanziatori che si prendano sulle spalle l’onere di un club di C1. Onere che non è di tipo secondario per quanto riguarda il denaro che serve per mandarlo avanti. Investitori che prendano la maggior parte delle quote degli azionisti olandesi. Clarence Seedorf? E’ un assett, qualcosa di molto importante che tutto il territorio di Monza e Brianza non è stata in grado di sfruttare adeguatamente. Lui stesso potrebbe aver commesso degli errori di comunicazione così come la società. Lui è troppo autorevole ed importante nel nostro settore per pensare che non ci sia un modo per sfruttarlo al meglio. Ora bisogna trovare un azionista: dal mio punto di vista sarebbe necessario una compagine mista che andrà nella stessa direzione verso cui vanno gli attuali soci che possono rimanere con una quota meno impegnativa dal punto di vista finanziario. Ma sarà anche fondamentale risvegliare l’evidentemente sopito interesse del territorio: e con questo mi riferisco alla provincia di Monza e Brianza. Pochissime hanno risposto in maniera favorevole. L’amministrazione comunale è comunque abbastanza presente alla vita del club, anche se non è l’unica entità della provincia: qui tutti adorano farsi belli con il centro sportivo del Monzello ma nessuno pensa a quanto costa mantenerlo".

Poi Rigamonti ha proseguito: "La valenza del club non è solo quella di giocare nel campionato di C1. Tra parentesi non ho letto da nessuna parte che giocare in C1 è una bella cosa o meglio l’ho letto da molte poche parti. Ci sono anche centinaia di ragazzini che giocano qui da noi. A me dicono che l’ultimo presidente proprietario residente da queste parti oramai è passato da decenni. Poi se arriva qualcuno di altre parti viene etichettato come non monzese e colonizzatore. Ma l’alternativa qual è?".

La conseguenza alla messa in vendita del club è ben messa in luce dall’amministratore delegato: "La situazione societaria è precaria. Il Monza nell’ambito del settore calcistico è un pelino una mosca bianca perché ha dei finanziatori che hanno nominato un CdA autonomo di manager che gestiscono l’azienda, con quello che hanno a disposizione. Considerate questo aspetto: se Tridico avesse i soldi, comprerebbe sicuramente i migliori giocatori. Ma i soldi non ci sono. Quindi dobbiamo giudicare il tutto nel contesto reale e materiale in cui ci troviamo: secondo me il ds ha fatto un ottimo lavoro con le risorse che aveva a disposizione".

L’ad commenta quindi il mercato, incentrandosi sull’affare Djokovic: "Il ragazzo era felicissimo del trasferimento. Dopo che siamo stati presi per il naso dal Novara per un mese e mezzo, anche lui si era preoccupato perché gli avevamo prospettato un futuro un pochino più importante e invece sembrava dovesse continuare la sua avventura in C. Oggettivamente non se lo meritava neanche. Tridico ha risolto il problema nel modo migliore possibile, per noi e per lui". Poi passa ad analizzare l’interesse suscitato da alcuni giocatori biancorossi, i quali hanno ricevuto richieste concrete che non si sono realizzate: "Si tratta di Chemali in Prima Squadra e di Parodi, un classe 1995. Entrambi hanno ricevuto molto interesse da più di una squadra. Questo per noi è un sintomo che le cose stanno andando bene. E’ questo il modo con cui il club si può sostenere, soprattutto se è così difficile trovare finanziatori".

Sulla struttura societaria rivela infine: "E’ stabile e non abbiamo bisogno di altre figure. La società è molto contenta di aver investito su Andrissi per il settore giovanile. Così come del lavoro di Tridico, di Motta (confermato ancora prima di sapere come finivano i play-out), Vincelli continua ad essere il consigliere delegato al settore giovanile. Recentemente abbiamo stretto una collaborazione con Andrea Amighetti".

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