martedì, Giugno 28, 2022
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Said: “Io poco utilizzato? Non è il momento degli individualismi. Tutte le nostre energie per la Torres. Ecco dove vedrei bene Gas…”

"Ho un fastidio alla coscia, ma sto lavorando per esserci domenica e spero di farcela" non è al top fisico l’attaccante biancorosso Said che infatti non ha partecipato al test infrasettimanale del Monza in quel di Carugate. Il classe 1993 si è allenato nella palestra di Monzello, sottoponendosi a terapie specifiche per risolvere il problema che lo affligge in questi giorni. Ancora con l’incertezza sulla sua disponibilità "Saio" – così lo chiamano simpaticamente i compagni di squadra – azzarda sorridendo: "Manca ancora una mia rete in biancorosso e spero di segnarla il più presto possibile, ma soprattutto che aiuti il Monza ad arrivare dove merita, cioè la Lega Pro unica. Poi vedremo".

– Domenica col Bassano sei andato veramente vicino a timbrare il cartellino dei marcatori, invece…

"E’ stato veramente un peccato, ma la palla mi è capitata sul destro… Se fosse capitata sul mancino avrei potuto fare qualcosa di meglio".

– Sei arrivato qui con altre aspettative rispetto al minutaggio che sei riuscito a mettere insieme finora o sei soddisfatto? Dopo tutto hai raggranellato solo tre presenze da titolare, sei da subentrato, per un totale di poco più di 300 minuti.

"Dico che sono soddisfatto perché sto lavorando e sto cercando di dare una mano alla squadra. Le cose stanno andando bene e ne beneficiano tutti. Anche se speravo di giocare un po’ di più, non ho nessun problema. L’importante è solo conquistare la Lega Pro unica: questo è il nostro obiettivo e non è il momento di fare individualismi".

– Domenica scorsa contro il Bassano, nonostante la prestazione deludente generalizzata, è spiccato il tuo contributo offensivo riconosciuto da tutti, ma soprattutto da mister Asta che ha sottolineato nel post-partita la tua vivacità.

"E’ stata una giornata "no" che però può capitare vista la forza del Bassano. Trovo sia positivo che proprio domenica prossima abbiamo una vera e propria finale come la gara con la Torres: loro saranno carichi, ma anche noi lo siamo e vogliamo raccogliere un buon risultato per avvicinarci sempre più alla Lega Pro unica".

– In settimana siete tornati col mister sulla sconfitta col Bassano per darvi una spiegazione del perché sia andata così?

"Non me la sento di dire che c’è una motivazione unica: è stato un insieme di cose. Purtroppo è andata male, ma c’è da dire che la reazione nel finale del secondo tempo non è mancata e sappiamo che dobbiamo trovare spunto proprio da quei minuti per la prossima partita".

– Hai già accennato all’importanza della gara con la Torres: il ruolino di marcia dei sardi nel girone di ritorno è persino più positivo della capolista Bassano.

"Come detto è una finale per entrambe le squadre, quindi sarà molto combattuta. Noi abbiamo grande rispetto per loro e per i risultati che sono riusciti a raccogliere: d’altronde hanno fatto qualcosa di incredibile. Però noi non ci sentiamo di certo inferiori. Cercheremo di portare a casa i tre punti".

– Un altro appuntamento importante sarà la finale di ritorno di Coppa a Salerno tra neppure due settimane.

"Anche quella sarà una grande partita, ma ora dobbiamo convogliare tutte le nostre energie e i nostri pensieri sulla Torres. Ripeto: è la partita dell’anno e noi dobbiamo pensare solo a quello. Ovviamente conosciamo anche l’importanza della Coppa, ma cominceremo a proiettarci ad essa solo quando sarà il momento".

– Giocherete col pallone benedetto mercoledì da Papa Francesco durante l’udienza con gli esponenti della Lega Pro.

"Speriamo che sia una benedizione favorevole al Monza perché per la Salernitana è già stata benedetta l’andata (ride, ndr). Ora tocca a noi".

– Chiudiamo con un dato che spicca analizzando la tua ancora giovane carriera. Hai avuto infatti l’opportunità di allenarti con due giocatori che hanno vinto il bronzo olimpico ad Atene 2004: Alberto Gilardino, quando eri al Genoa, ed Andrea Gasbarroni, ora.

"Non devo certo dirlo io che giocatore è Andrea Gasbarroni: è sotto gli occhi di tutti. Ha fatto una carriera importante ed è arrivato in Nazionale non certo per caso. Io spero per lui che possa tornare ai livelli che si merita: lo vediamo sia in allenamento sia in partita che non è un giocatore di questa categoria. Spero quindi che possa tornare con il Monza nella categoria che gli compete. Lui e Alberto sono comunque molto diversi, sia come giocatori sia fuori dal campo: Gas è più fantasioso, gli piace giocare con la punta, fargli l’assist e si completerebbe molto con Alberto. Trovo che siano complementari. Per me è un piacere essermi allenato con campioni come Gila, come Gas, come molti altri: Borriello, Palacio… E’ un sogno realizzato. Cerco sempre di prendere qualcosa da chiunque incontro, ma soprattutto da loro che sono di un’altra categoria".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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