martedì, Giugno 28, 2022
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Trainotti: ‘Ecco come ho convinto il Monza a puntare su di me. Critiche Sottil? Era logico abbassarsi. Dico grazie a Fresco e Jurić perchè…’

In campionato due scampoli di partita con Carrarese ed Arzachena, poi tanta panchina, intervallata dai 120' in coppa A Bergamo contro l'AlbinoLeffe. Ma nelle ultime due giornate, a Piacenza contro il Pro di Pea e in casa col Livorno, mister Zaffaroni ha deciso di puntare su di lui: Andrea Trainotti, terzino e all'occorrenza difensore centrale. Ai microfoni di Monza-News.it il biancorosso ripercorre la sua carriera, gli anni alla Virtus Vecomp Verona di Gigi Fresco ("Un papà, lui è la Virtus") e quelli al Mantova ("Mi sono trovato molto bene con Jurić", l'ex tecnico del Genoa). Poi l'infortunio che lo ha frenato, ma il Bassano ha creduto in lui e gli ha permesso di rientrare. Quindi in estate il Lumezzane ("Ero lì in attesa di un eventuale ripescaggio"), infine la chiamata del Monza.

– Andrea, hai trascorso un periodo di prova prima di essere ingaggiato dal Monza: quanto è durato e come credi di aver convinto lo staff tecnico a puntare su di te?

"Ho passato più o meno dieci giorni in prova, ma già alla fine della prima settimana mi avevano detto che potevo restare. Come ho convinto il mister? Credo con la mia voglia e con le mie caratteristiche che sono quelle di difensore".

– A proposito dell'essere difensore: puoi giostrare in un doppio ruolo, ma tu ti senti più terzino o centrale?

"Tutti e due. Ho iniziato la mia carriera come terzino sia in Serie D sia in parte nel mio primo anno in C2. Poi sono stato spostato al centro. Ma ho giocato tanto a tre, quindi finivo per essere il terzo di destra, un ruolo simile a quello che faccio a Monza. Dato che qui è vero che giochiamo a quattro, ma è una falsa difesa a quattro. Mi trovo bene nel ruolo in cui il mister mi fa giocare".

– All'inizio non hai trovato moltissimo spazio. Ti abbiamo visto titolare in queste due ultime uscite: nella sconfitta di Piacenza e nel pari contro il Livorno. Pensavi di essere lanciato dal 1' subito o va bene così?

"Sinceramente sono arrivato in una squadra forte che stava facendo bene. Non pretendevo e non pretendo neanche adesso di giocare sempre. Io comunque mi impegno tutte le settimane per mettere in difficoltà il mister".

– Passiamo all'attualità: ingenerose le critiche post-partita del tecnico del Livorno, mister Andrea Sottil (leggi qui)? O è stato un Monza veramente troppo arretrato?

"Sicuramente loro nella ripresa hanno inserito tanti attaccanti, quindi noi ci siamo un po' abbassati. Era logico: loro avevano vinto dieci partite, non avevano mai perso, hanno qualcosa in più di noi a livello qualitativo. Era normale tirarsi indietro. E' un peccato aver preso il gol: dal campo avevamo la percezione che loro attaccassero tanto, ma allo stesso tempo avevamo buone sensazioni, tenevamo bene in difesa. In fin dei conti è stato un pareggio giusto e il punto è stato ottimo per noi".

– La prossima a Pontedera: i toscani hanno un ruolino di marcia che recita una sola sconfitta nelle ultime sei gare, dopo un avvio alquanto balbettante. Quest'ultima sconfitta è giunta tra le mura amiche ad opera del Cuneo.

"Il mister ci ha ricordato che sono riusciti a conquistare 13 punti nelle ultime sei partite. Sono in formissima e ci aspetta quindi un'altra battaglia domenica".

– Facciamo un excursus lungo la tua carriera: le tue prime tre stagioni le hai passate alla Virtus Vecomp: inevitabile chiederti un parere su Fresco, allenatore-presidente del club veronese.

"E' un papà. E' un grande. E' partito dal niente: sono oramai più di trent'anni che è presidente. Lui è la Virtus. Non ci vogliono tante parole per descriverlo. Lui è tutto per quella società".

– Poi due stagioni a Mantova, la prima hai segnato il gol salvezza contro il Real Vicenza, la seconda ti sei salvato solo ai play-out.

"Ho fatto due stagioni a Mantova: la prima è andata molto molto bene ed è stata bellissima sotto tutti i punti di vista, culminata col gol salvezza. Oltre tutto fu la mia migliore a livello realizzativo con ben 4 reti, ma avevo un mister che fino a poco tempo fa era in Serie A: Ivan Jurić. Mi ero trovato molto bene con lui".

– In quel periodo qualcuno ti aveva cercato anche in B (si parlva di Brescia, Cittadella e Crotone): come mai non si è concretizzato nulla?

"Sì, c'erano state delle voci di Serie B, ma avevo un altro anno a Mantova e il club virgiliano non ha voluto ascoltare alcuna di queste voci e sono rimasto lì".

– La seconda stagione però è stata sfortunata, visto che ad aprile ti sei infortunato al ginocchio con interessamento del crociato. Dopo esserti ripreso, sei ripartito da Bassano.

"Alla penultima di campionato, mi sono fatto male. Sono rientrato a gennaio, mi ha tesserato il Bassano e lì ho trascorso sei mesi".

– Questa estate ti sei infine allenato col Lumezzane.

"Sembrava che potesse essere ripescato, invece poi non è successo. Sono stato fortunato che mi ha chiamato il Monza".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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