venerdì, Luglio 1, 2022
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Tridico: “Se oggi il Monza vive è grazie a Clarence Seedorf. I soldi sono i suoi”

Queste le dichiarazioni del direttore sportivo biancorosso Vincenzo Tridico al termine della sconfitta casalinga patita ad opera del Sorrento.

– Direttore, ha trovato offensivo leggere che la Gazzetta ha messo il Monza come ultima squadra della sua griglia o secondo Lei il Monza è ultimo come valori tecnici espressi all’interno del Girone?

"Siamo stati gli ultimi ad essere inseriti all’interno di quel girone e forse siamo ultimi anche per quello. Non lo ritengo offensivo. Oggi abbiamo mostrato dei limiti e il risultato non è dalla nostra parte, ma questa squadra può solo crescere. Il mister ha avuto a disposizione i rinforzi venerdì e ha avuto il coraggio di metterli in campo. Avevano condizioni fisiche anche precarie, visto che sono stati ai margini della loro ex prima squadra e non si sono allenati con continuità. Era una situazione difficile. Abbiamo incontrato una squadra che è una delle tre candidate alla vittoria finale, insieme a Benevento e Taranto. E’ attrezzatissima".

– Seedorf tornerà allo stadio quest’anno?

"Bisognerebbe chiedere a lui".

– Ma avete contatti diretti con lui?

"Oggi questa società ha bisogno di serenità e tranquillità. E dovete crearla soprattutto voi. Non bisogna sempre creare polemiche. Se oggi questa società è in vita è perché Seedorf ancora mette i soldi. Quando lui smetterà, chiudendo i rubinetti e non arriveranno altri soci, probabilmente questa società sparirà".

– Nessuno ha detto a Seedorf di comprare questa società due anni fa…

"Ha fatto i suoi passi, ha fatto le sue cose – buone o negative che sono – e oggi l’ha messa in vendita. Non lo si può accusare ora. E comunque nessuno si è fatto avanti per rilevare la società e lui sta mettendo impegno per portarla avanti. Il giorno in cui arriverà qualcuno a sostituirlo probabilmente le cose cambieranno. Io dovrei rispondere solo dal punto di vista tecnico, c’è stata una conferenza stampa in cui il dottor Rigamonti ha esplicitato bene la situazione attuale della società. Mettetevi nei panni di chi lavora con quello che c’è, come ho fatto io col mercato negli ultimi tre giorni. Anche se nell’aria c’era la promozione in C1 molti giocatori contattati erano titubanti: "Ma siamo in C1 o in C2?". Noi abbiamo perso tanti ragazzi interessanti per questo: preferivano una categoria superiore. Oggi forse non avete visto il meglio di questi ragazzi: Velardi ha avuto un approccio negativo, ma so che potrà dare di più. Hanno bisogno di una condizione fisica più accettabile".

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