sabato, Giugno 25, 2022
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“Vi racconto l’esperienza dei try out e la battuta di mister Motta sul video-salvezza”

Ore 18, il mio sbarco al centro sportivo di Monzello. Grazie alla disponibilità del direttore sportivo Vincenzo Tridico, entro a far parte per un giorno del pianeta biancorosso.

Per la verità a Monzello avevo già vissuto un’esperienza analoga anni fa, quando da promettente 16enne avevo partecipato ad una serie di provini con l’allora responsabile del settore giovanile Carlo Fossati. Ero un ragazzino, con la voglia di dimostrare e con la tensione di chi sa di essere sotto esame.

Esattamente le stesse emozioni che intravvedo negli sguardi delle decine di ragazzi che martedì si sono presentati a "Monzello". C’è chi, ormai passati i 20 anni, si aggrappa forse all’ultimo treno per realizzare un sogno, e chi, ancora in età per raggiungere i palcoscenici che contano, ha gli occhi lucidi dall’emozione e i brividi della tensione.

Moltissimi italiani, ma anche una massiccia presenza di ragazzi di origine africana, senza contare i giocatori provenienti dal Brasile o dai paesi dell’Est-Europa. Insomma, un variegato numero di giovani alla ricerca di un sogno chiamato professionismo

Il centro sportivo di "Monzello" è stupendo: tanti campi tenuti in maniera rigorosa. Molte volte si elogiano le strutture che vediamo in televisione, soprattutto inglesi e spagnole, ma nel quartier generale biancorosso non manca proprio niente e l’impatto è notevole.

Anche l’organizzazione è esemplare. Martedì mattina consegna dei documenti (società giustamente intransigente: senza nulla osta delle società di appartenenza e visita medico-sportiva valida la candidatura decade) e due chiacchiere per ognuno con il simpatico, a dispetto del ruolo, direttore sportivo Vincenzo Tridico (sarà l’aria di ripescaggio in Prima Divisione che lo rende così affabile?).

Per i tanti ragazzi provenienti da fuori Milano/Monza la società brianzola ha predisposto una convenzione con ristorante ed albergo, con tanto di navetta per gli spostamenti; insomma, non c’è nulla lasciato al caso.

Ci ritroviamo poi tutti intorno alle ore 16: si inizia a fare sul serio!

Veniamo divisi in 5 squadre e ad ognuno di noi viene fornita una divisa ufficiale. Le squadre sono contraddistinte da pettorine di colore diverso: il mio nome è accostato alla squadra dei "blu", il numero è il 4 (avrei preferito il "mio" 8, ma mi accontento).

Negli spogliatoi si cerca di smorzare la tensione con qualche battuta: i più grandi, tra cui il sottoscritto, sono i più estroversi, anche con i ragazzi africani che con l’italiano e l’inglese non vanno d’accordo; il calcio in sè ed il contesto in cui siamo, tuttavia, creano comunque un clima di condivisione che ci permette di sorridere e stemperare il comprensibile nervosismo.

Assisto alla prima gara, "neri" contro "rossi", a bordo campo. Osservo, oltre ai miei "colleghi" impegnati sul terreno di gioco, anche gli spalti: ci sono molti spettatori e, tra i semplici curiosi affezionati al Monza, ci sono tanti osservatori di squadre di categorie inferiori (ma non troppo) invitati dalla società; qualcuno di noi potrebbe trovare fortuna pur non entrando dalla porta principale.

In campo i ritmi sono alti nei primi minuti, c’è tanta voglia di mettersi in mostra e tutti dimostrano di non difettare in personalità.

Senza dubbio, il gran caldo ed il fatto che per tutti la stagione si è conclusa ormai un paio di mesi fa condizionano la performance dei protagonisti, ma l’atmosfera ed il gioco sono godibili. I ragazzi di colore fanno della fisicità la loro arma migliore, marocchini e algerini sfoggiano una buona tecnica mentre gli italiani sono quelli che, ovviamente, parlano di più fra loro e sono meglio posizionati in campo.

La prima sfida termina 0-0, con la tensione a farla da padrona.

Tocca a me!

Dopo un breve riscaldamento con il preparatore atletico della Prima Squadra, mister Motta si presenta e ci dispone in campo con un 4-3-3: "E’ il mio modulo preferito", penso io.

E’ vero che a 24 anni e con mille provini fatti da ragazzo, dovrei avere una certa familiarità con questa situazione… ma è innegabile che l’attesa e la posta in palio un piccolo brivido lo creino. Una volta varcata la linea bianca, però, tutto scompare ed in me, come nei miei compagni, restano solamente la determinazione e la voglia di ben figurare.

Più passano i minuti più prendo confidenza con la squadra ed il campo. Nonostante sappiamo che siamo lì ognuno per giocarsi le sue chances, siamo uniti e ci aiutiamo molto.

25′ a tempo passano lentamente, i 35 gradi si fanno sentire ed in qualche occasione sarebbe meglio essere un po’ più lucidi ed allenati; tuttavia gioco e giochiamo bene, vinciamo la nostra partita 1-0 e in soli 50′, da ragazzi sconosciuti che si guardano timidamente, siamo già diventati un gruppo che vuole fare bene.

Le squadre sono dispari, quindi giochiamo anche il primo tempo dell’ultima gara: lo vinciamo 2-0.

Al termine dei 75′ giocati sono molto soddisfatto. Probabilmente, a 24 anni suonati, il treno "per il successo" è oramai passato, ma la soddisfazione personale per essermi ben comportato ed aver onorato l’opportunità concessami è qualcosa che mi rimarrà dentro.

Saluto e ringrazio il direttore Tridico, e non mi faccio mancare nemmeno una piccola "gaffe" con mister Motta: "Mister, la ringrazio per l’opportunità. Io sono il ragazzo che ha dato la voce per il video della salvezza". Lui, fra l’ironia e l’amarezza, mi corregge:

"Beh… video della salvezza non direi … "

Vuoi vedere che alla fine avrò ragione io ed il Monza sarà ancora in Prima Divisione?

Con una "foto rubata" in maglia biancorossa che riesco a farmi scattare da un compagno al termine della partita, la mia giornata sul pianeta Monza termina qui. Per tanti di quei giovani la selezione prosegue nei due giorni successivi, con selezioni che alla fine, forse, diranno chi può davvero ambire a calpestare l’erba del glorioso "Brianteo".

Per quanto mi riguarda resta la gioia di aver sognato ad occhi aperti per un’intera giornata, la soddisfazione di non aver sfigurato e, non potrebbe essere altrimenti, uno spicchio del mio cuore che da oggi tiferà A.c. Monza Brianza!

Andrea Eusebio

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