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Ci sono giocatori che sono destinati a restare nel cuore dei tifosi. Uno di questi è senza ombra di dubbio Vinicio Edwards Espinal Marte. Centrocampista con il vizio del gol che, con la maglia del Monza, ha vissuto annate splendide sia dal punto di vista personale che da quello più generale dei risultati di squadra. Vinicio, che ringraziamo, ci ha concesso una lunga chiacchierata da cui, tra le altre cose, è emerso soprattutto l'amore che prova per i colori biancorossi e per la città di Monza.

Vinicio Espinal nasce il 14 novembre del 1982 a Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana. Il suo racconto inizia proprio dal mar dei Caraibi: "Ho iniziato a giocare a pallone perché il mio quartiere era uno dei pochi della zona che aveva tanti ragazzini appassionati di calcio."

La svolta per la sua vita, e come scopriremo per la sua carriera, arriva quando sua madre decide di spostare il nido di famiglia in Italia, più precisamente in Sicilia. Il suo racconto continua: "Il primo periodo è stato molto difficile, non sapevo parlare italiano ma per fortuna il calcio parla un linguaggio globale. In Italia avevo finalmente l'opportunità di giocare in veri e propri campi di calcio. Ero talmente voglioso di integrarmi che in un primo tempo accettai anche di giocare in porta. Poco dopo però fu chiaro che non era il mio ruolo adatto e iniziai così a giocare come centrocampista."

In tutto questo fu importantissima la figura del fratello gemello di Vinicio che iniziò a giocare a calcio con lui fin dall'FC Taormina. Dopo l'esperienza siciliana la famiglia si sposta ancora, questa volta rimanendo sempre in Italia ma puntando la bussola verso nord. Qui prosegue il racconto di Vinicio: "A Cornaredo mi trovai subito bene giocando molto in oratorio, un giorno vennero anche degli osservatori dell'Atalanta ma purtroppo la pioggia che cadeva senza sosta rese impraticabile un campo dove si faceva fatica a stare in piedi. La vera svolta arrivò con la Bollatese dove, sempre insieme a mio fratello, vincemmo il provinciale della Nike Cup grazie ad un suo gol proprio contro l'Atalanta, poi il nazionale per perdere solamente l'europeo contro lo Sporting Lisbona a Monaco di Baviera. Per me quella fu un'esperienza indimenticabile che mi permise di mettermi in mostra agli occhi degli osservatori. Un piccolo aneddoto di questa esperienza è il fatto che mi presentai con un solo paio di scarpe che usavo ormai da tanto tempo e me ne andai con una sponsorizzazione con la Nike che volle dire scarpe nuove, un sogno."

Le grandi prestazioni nella Nike Cup furono decisamente il crocevia della sua carriera tanto che venne contattato da Inter e Atalanta. Vinicio scelse di sposare il progetto bergamasco dove fece la trafila delle giovanili prima di esordire in prima squadra a soli 18 anni in Serie A contro il Pescara. "Gli anni passati all'Atalanta sono stati fondamentali per la mia crescita. A Bergamo ho trovato un'organizzazione incredibile a cui mi sono dovuto abituare ma che allo stesso tempo rappresentava uno stimolo incredibile per crescere giorno dopo giorno."

Ecco allora che da giovanissimo esordisce in Serie B a soli 16 anni con la maglia del Pescara mentre la prima in A arriva due anni dopo con il Perugia. L'arrivo al Monza avviene nell'estate del 2004, Vinicio ce lo racconta così: "Ero a Santo Domingo per curarmi dopo un brutto infortunio, arrivò la chiamata di Begnini che mi disse di volermi al Monza, non esitai ad accettare. Dopo un inizio di preparazione complicata visto l'infortunio appena passato, cominciai a prendere fiducia e a giocare sempre meglio. Ben presto diventai un elemento inamovibile nello scacchiere tattico biancorosso tanto che diventai anche vicecapitano nonostante avessi da poco superato i 20 anni. A Monza conobbi anche la mia attuale moglie."

Con la maglia del Monza Vinicio diventa fondamentale per la promozione dalla C2 alla C1 e anche nella cavalcata che porta i biancorossi alla finale playoff, poi persa, contro il Genoa nel 2006. Nella stagione successiva varie vicissitudini lo portano a cambiare aria scegliendo Crotone nel mercato di gennaio. Con la sua nuova maglia, anche grazie alla tanta voglia di continuare il suo percorso di crescita, Vinicio segna 6 gol in 6 mesi mancando solamente in semifinale playoff la promozione in Serie A. Nella stagione successiva fu costretto a lasciare un Crotone primo in classifica per stare insieme alla moglie che stava per partorire. In tutto con la maglia della squadra calabrese collezionerà poco più di 60 presenze con 13 gol. La sua carriera procede con la vittoria del campionato di C1 con la maglia del Portogruaro con conseguente partecipazione al campionato cadetto. L'anno dopo vince ancora il campionato di C1, questa volta con la maglia della Pro Vercelli. Dopo la bella esperienza in Piemonte Vinicio vivrà altre importanti annate con le maglie, ad esempio, di Benevento, Crotone e Venezia prima di smettere a causa dei troppi infortuni tra cui 2 volte la rottura del perone e la rottura del tendine aduttore.

Ora però i progetti del 38enne ex Monza sono molto ambiziosi. "Voglio con tutto me stesso diventare un allenatore, sto studiando molto e punto a prendere il secondo patentino UEFA. Le mie idee sono molto chiare, voglio prima di tutto dominare il gioco ma soprattutto non voglio precludermi nulla, si può assolutamente giocare bene e vincere, nei miei pensieri le due cose vanno di pari passo. Ora come ora alleno la squadra Juniores del Mapello. L'obiettivo è quello di guidare nella prossima stagione la prima squadra."

In conclusione, Vinicio nel 2020 ha avuto un grande riscontro rispetto ad un camp estivo, chiamato JV Academy, creato insieme ad un suo grande amico, Inacio Joelson, che ha accolto circa 320 bambini. Numeri importanti soprattutto se calcoliamo che stiamo vivendo nel bel mezzo di una pandemia mondiale.

Non ci resta che ringraziare ulteriormente Vinicio Espinal per la disponibilità e la simpatia con cui ci ha concesso una bellissima chiacchierata, augurandogli tutto il bene e un grande futuro da allenatore.