mercoledì, Giugno 29, 2022
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ZENONI: “GIUSTO CHE IL MONZA PUNTI SUI GIOVANI. A GENNAIO? VEDREMO”

Un tira e molla che dura da inizio settembre, da quando cioè l’esperto difensore Cristian Zenoni ha cominciato a bazzicare dalle parti di Monzello per allenarsi agli ordini di mister Motta, in attesa di una chiamata dalla Serie B. Da quel momento sono iniziati i rumors e le indiscrezioni che lo volevano dapprima non rientrare nei piani del Monza, poi ad un passo dalla maglia biancorossa, infine ancora lontano dalla squadra brianzola e nel mirino del ds del Modena Fausto Pari. Per fare chiarezza sulle vere intenzioni del giocatore ex di AlbinoLeffe, Bologna, Sampdoria (dove ha giocato con capitan Iacopino, ndr), Juventus e Atalanta, Monza-News ha deciso di parlarne col diretto interessato, il quale non ha escluso un suo approdo alle corte di Motta, ma solo se entro gennaio quella tanto attesa chiamata dalla B non si sarà concretizzata.

– Cristian, come è nata la possibilità di allenarti con il Monza? E quali sono le tue aspettative future?

"Ho chiesto tramite il mio procuratore al direttore sportivo Tridico di allenarmi con loro, dato che ero senza squadra e che mi stavo allenando per conto mio. Loro hanno accettato e li ringrazio per la possibilità che mi stanno dando, visto che mi fanno allenare proprio con la Prima Squadra".

– A mister Motta è stato chiesto più volte cosa ne pensa di un tuo approdo in biancorosso e ha sottolineato come ha visto crescere la tua condizione fisica e che di certo non direbbe di no, se la dirigenza gli proponesse di ingaggiarti…

"Ero fermo da tre mesi oramai e piano piano sto acquisendo condizione fisica. Se mi fermo a Monza o meno? Quello non te lo so proprio dire. Parlo solo del fatto che loro mi hanno dato questa bella possibilità di partecipare ai loro allenamenti: ricordiamo che non tutte le società professionistiche ti offrono questa possibilità, o perché hanno già una rosa troppo ampia o perché ritengono tu possa creare problemi o per altri motivi. Loro invece mi hanno aperto le porte della Prima Squadra e di questo li ringrazio, soprattutto il mister che mi dà la possibilità anche di partecipare alle partitelle infrasettimanali, ma non solo: in pratica mi fa fare tutto ciò che fanno i suoi giocatori".

– Ma c’è stato un abboccamento con la dirigenza biancorossa per parlare di un eventuale ingaggio o tu comunque aspetti ancora una chiamata da categorie superiori?

"Io sinceramente voglio aspettare ancora un po’, per vedere se riesco a restare in Serie B. Mi sento ancora di poter giocare in Serie B: ho solo 34 anni e fisicamente sto bene, dato che non ho mai avuto grossi infortuni. Se poi a gennaio non ho ancora in mano nulla e il Monza avrà ancora bisogno – nonché società e direttore saranno ancora d’accordo – magari ne potremo parlare. Ma in questo momento il mio pensiero è quello di aspettare ancora".

– Capitan Iacopino ti ha "sponsorizzato": avete giocato insieme nella Sampdoria in Serie A…

"Con Iaco abbiamo trascorso un paio d’anni nella Samp e quindi ci conosciamo sia come giocatori sia al di fuori del campo. Lo ringrazio e poi lui è il Capitano… (ride, ndr)".

– Tu hai 34 anni: potresti avere difficoltà a trovare ingaggio in Lega Pro, vista la regola degli Under che vige al suo interno. Lo stesso Motta aveva dichiarato che nel caso di un tuo approdo in biancorosso c’era il rischio di "giocarsi Uggè", l’under che ricopre il tuo ruolo…

"Sinceramente non ho pensato al problema legato al mio ruolo, non essendo ancora un giocatore del Monza. Della regola mi sono informato attraverso i giornali e ho capito che devono essere sempre schierati un tot di giovani sotto il 1990 per avere gli incentivi della Federazione. Il Monza mi pare sia una delle società che sta seguendo questa regola e che lo stesso mister l’abbia posta come cardine nel suo scegliere le formazioni. E’ giusto che se la società ha questo obiettivo, si continui su questa strada. Poi in caso di mio eventuale ingaggio, se ne terrà sicuramente conto".

– Te la senti di commentare ciò che sta accadendo ad una tua ex squadra: mi riferisco alla Juventus e al trattamento che è stato riservato a capitan Del Piero da parte del presidente Andrea Agnelli…

"Penso che non sarà l’ultimo anno per Del Piero. Uno come il capitano della Juve deve essere lui in prima persona a decidere, non la società: è un privilegio che spetta a pochi e lui dovrebbe essere uno di questi, per come la vedo io. L’ho conosciuto come persona, prima che come calciatore: non meritava un trattamento come quello che ha avuto dal presidente. So che non ha i crismi dell’ufficialità, ma è proprio sembrato che sia stato "abbandonato". Secondo me troveranno una soluzione e Del Piero continuerà ad essere un punto di riferimento per la società. Magari non più come calciatore, ma sotto altre mansioni: comunque non finirà così. A meno che Del Piero non decida di andare a giocare da qualche altra parte: ha tutte le carte in regola per scegliere dove andare".

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Valeria Debbia
Valeria Debbia
Valeria Debbia nasce a Vimercate il 29 luglio 1983 in una famiglia a prevalenza interista. Per sua fortuna viene instradata alla saggezza calcistica dal cugino Daniele e così cresce romanista e biancorossa. A 8 anni decide che il suo futuro sarà nel giornalismo, tanto che crea il giornalino di classe e fa di tutto per realizzare il suo sogno. A 16 anni, intanto, fa il suo primo ingresso al Brianteo. Durante la laurea triennale in Linguaggi dei Media scrive una tesina su Monza-News, conosce Stefano Peduzzi e dal febbraio 2008 comincia a collaborare con lui, aprendosi la strada ad altre esperienze nel mondo del giornalismo. Dopo la laurea magistrale in Teoria e Tecniche della Comunicazione Mediale, infatti, fa uno stage presso la redazione Web di SportMediaset. Da luglio 2009, cioè dalla sua fondazione, fa parte inoltre della redazione di TuttoLegaPro.com (dal novembre 2017 divenuto TuttoC.com). Dal settembre 2010 al 2014 si occupa dell'ufficio stampa della Fiammamonza. Dal 2013 è anche giornalista pubblicista. Nel tempo libero ha cercato di convertire il fidanzato Roberto al mondo del calcio, riuscendo nell'impresa di farlo entrare per la prima volta nella sua vita in uno stadio (il Brianteo e il Sada, of course).

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