Un nuovo studio sul futuro dell’umanità apre uno scenario inatteso entro il 2064
Un nuovo modello matematico sviluppato da Alessio Zaccone ipotizza scenari estremi per la popolazione mondiale in caso di crisi ambientale globale.
Per anni la crescita della popolazione mondiale è sembrata inarrestabile, quasi inevitabile. Ma oggi, tra crisi ambientali, scarsità di risorse e tensioni globali, alcuni studiosi iniziano a immaginare scenari molto diversi per il futuro dell’umanità. E un nuovo studio scientifico sta facendo discutere proprio per le sue conclusioni sorprendenti sul possibile collasso demografico entro pochi decenni.
Collasso demografico entro il 2064: lo studio shock
A lanciare l’allarme è Alessio Zaccone, fisico teorico dell’Università degli Studi di Milano, che insieme al collega Kostya Trachenko della Queen Mary University of London ha sviluppato un nuovo modello matematico capace di simulare l’evoluzione della popolazione mondiale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Chaos, Solitons & Fractals, introduce la cosiddetta equazione di Trachenko-Zaccone, una formula matematica non lineare che riesce a descrivere circa 12 mila anni di crescita della popolazione umana. Secondo il modello, se la crisi ambientale dovesse aggravarsi rapidamente, la popolazione mondiale potrebbe andare incontro a un drastico ridimensionamento entro il 2064. Nel peggiore degli scenari ipotizzati, infatti, il sistema prevede addirittura un possibile dimezzamento dell’umanità. Lo stesso Alessio Zaccone ha però chiarito che non si tratta di una previsione certa, ma di uno scenario teorico utile per comprendere quanto le dinamiche demografiche siano sensibili a eventi estremi come collasso climatico, guerre, pandemie o esaurimento delle risorse naturali.
Il modello matematico che studia la popolazione mondiale: ecco cosa potrebbe accadere
Il nuovo modello matematico nasce inizialmente in un contesto molto diverso, quello della fisica dei sistemi disordinati. Successivamente, i ricercatori hanno adattato l’equazione allo studio della popolazione mondiale, riuscendo a unificare diversi modelli demografici sviluppati negli ultimi secoli. Tra questi c’è il famoso modello esponenziale di Thomas Robert Malthus, basato sulla crescita teoricamente infinita in presenza di risorse illimitate, ma anche il modello logistico di Pierre François Verhulst, che tiene conto invece dei limiti ambientali e della capacità del pianeta di sostenere la popolazione. Nel lavoro viene inoltre richiamata la teoria iperbolica formulata da Heinz von Foerster, autore di una delle più celebri ipotesi demografiche del Novecento. Negli anni Sessanta, infatti, lo studioso aveva immaginato matematicamente una crescita infinita della popolazione mondiale intorno al 2026. Secondo Alessio Zaccone, il nuovo sistema matematico riesce a collegare tutte queste teorie in un’unica struttura, spiegando sia la forte espansione avvenuta durante l’era industriale sia il rallentamento della crescita registrato a partire dagli anni Settanta. La parte più discussa dello studio riguarda però gli scenari futuri. I ricercatori hanno simulato l’impatto di possibili crisi globali improvvise sulla capacità della Terra di sostenere l’umanità. Tra le ipotesi considerate ci sono l’aumento della crisi ambientale, il collasso climatico, nuove pandemie globali, conflitti internazionali e una crescente scarsità di risorse energetiche e alimentari. In presenza di questi fattori, il modello matematico mostra un rapido cambiamento delle dinamiche demografiche. Ed è proprio qui che emerge lo scenario più estremo: un possibile forte declino della popolazione mondiale entro il 2064. Nonostante il carattere teorico dello studio, il lavoro di Alessio Zaccone sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale perché mette in evidenza quanto il futuro dell’umanità possa dipendere dall’equilibrio tra crescita, ambiente e risorse disponibili



