La crisi dell'autotrasporto comincia a farsi sentire anche nei supermercati della Lombardia. Dopo i disagi registrati nel Centro-Sud Italia a causa delle proteste dei camionisti e dei rallentamenti nelle consegne, anche alcuni punti vendita lombardi segnalano difficoltà nel rifornimento di prodotti freschi. A scarseggiare sono soprattutto uva e clementine, mentre dal mondo delle piccole imprese di trasporto arriva un allarme sempre più preoccupante sui costi del carburante.

La situazione coinvolge direttamente anche il tessuto economico della Brianza. Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani Milano – Monza Brianza, denuncia le difficoltà crescenti dei piccoli autotrasportatori, schiacciati tra rincari del gasolio, margini ridotti e contratti che non sempre consentono di adeguare i prezzi. Il timore è che, senza interventi tempestivi, la crisi finisca per mettere a rischio anche l'occupazione.

Supermercati lombardi, iniziano a scarseggiare uva e clementine

I primi segnali delle difficoltà nei rifornimenti arrivano dalla grande distribuzione. Secondo quanto riportato da Il Giorno, che riprende dichiarazioni raccolte dall'agenzia AGI, Despar Nord (Aspiag Service) ha confermato disagi temporanei in alcuni punti vendita della Lombardia.

"Stiamo riscontrando qualche disagio temporaneo a scaffale per alcuni prodotti ortofrutticoli, in particolare uva e clementine, a causa dei recenti rallentamenti nelle forniture", ha spiegato un referente della società.

La catena ha precisato di aver informato i clienti attraverso comunicazioni nei negozi e di aver adottato misure per contenere le conseguenze dei ritardi, auspicando un ritorno alla normalità nei prossimi giorni.

Non si parla, dunque, di un blocco generale dei rifornimenti in Lombardia, ma di difficoltà circoscritte che interessano alcuni prodotti ortofrutticoli. Al momento non sono stati indicati specifici supermercati della provincia di Monza e Brianza coinvolti nei disagi.

Da Monza e Milano l'allarme: "Piccoli autotrasportatori al collasso"

A preoccupare non sono soltanto i possibili effetti sulle forniture alimentari. Il caro carburante sta mettendo sotto pressione soprattutto le imprese di autotrasporto di dimensioni più contenute.

"Il caro gasolio sta portando al collasso i piccoli artigiani dell’autotrasporto", denuncia Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani Milano – Monza Brianza.

Secondo il rappresentante dell'associazione, gli operatori più piccoli si trovano a sostenere costi crescenti senza riuscire sempre a trasferire gli aumenti sui prezzi dei servizi offerti ai clienti.

"Oggi questi micro-imprenditori viaggiano con margini di guadagno sempre più ridotti, facendosi carico da soli di costi sempre più difficili da sostenere", spiega Accornero.

Da qui la richiesta di un intervento urgente: "Servono interventi immediati per calmierare i prezzi del carburante".

Il problema riguarda una componente essenziale della filiera logistica, composta da realtà che ogni giorno garantiscono ritiri, consegne e distribuzione delle merci, spesso lavorando con margini economici già limitati.

Gasolio aumentato fino al 30% per un'impresa: "Tra due o tre mesi rischiamo di non farcela"

A raccontare concretamente le difficoltà del settore è Giacomo Macchitella, responsabile legale di TDI Srl, piccola impresa milanese attiva da circa vent'anni nei servizi di presa e consegna diretta.

La società, secondo quanto riferito dal suo rappresentante, deve confrontarsi con aumenti del carburante che non riesce a recuperare integralmente attraverso le tariffe.

"Nonostante un aumento del gasolio che si aggira intorno al 25-30%, al momento abbiamo ritoccato i nostri prezzi di massimo il 10%", spiega Macchitella.

Una situazione resa ancora più complessa dai contratti di lunga durata. Se con i clienti occasionali è talvolta possibile rivedere le tariffe, con quelli abituali risulta molto più difficile modificare accordi consolidati.

"E così succede che in molti casi ci limitiamo a coprire i costi, in altri andiamo addirittura in perdita", racconta il responsabile dell'azienda.

La preoccupazione riguarda soprattutto i prossimi mesi. "Ancora due o tre mesi e questa situazione non sarà più sostenibile", avverte Macchitella, spiegando che, senza soluzioni, potrebbero diventare necessarie decisioni difficili anche sul fronte del personale.

Caro gasolio, la crisi dei trasporti rischia di pesare su imprese e consumatori

Il quadro che emerge è quello di una filiera sottoposta a una doppia pressione. Da un lato i rallentamenti nelle consegne, che cominciano a provocare disagi anche nella distribuzione di alcuni alimenti freschi in Lombardia. Dall'altro, l'aumento dei costi operativi, che riduce la sostenibilità economica delle piccole aziende di trasporto.

Le difficoltà non si traducono necessariamente in una carenza generalizzata di prodotti, ma rappresentano un segnale da seguire con attenzione, soprattutto se i problemi logistici dovessero proseguire.

Per Unione Artigiani Milano – Monza Brianza la priorità è intervenire sul costo del gasolio, così da evitare che le imprese più piccole siano costrette a sopportare da sole gli effetti dei rincari.

La crisi dell'autotrasporto, dunque, non riguarda più soltanto i camionisti e le aziende di logistica: i primi disagi nei supermercati mostrano come le difficoltà nelle consegne possano arrivare fino agli scaffali dei negozi. E il timore delle imprese è che, senza risposte, alle criticità economiche possano aggiungersi conseguenze anche per i lavoratori.