Un Monza ancora con poca “testa”. Stavolta è mancata la capacità di cogliere l’attimo
Il punto di Paolo Corbetta dopo il pareggio col Frosinone, i dettagli
Nessuno è in grado di dire oggi quanto potrà pesare a fine stagione il risultato finale di parità nel big match di ieri tra Monza e Frosinone. E’ certo comunque che il rammarico è tanto, battere la capolista avrebbe consentito ai biancorossi di rendere cortissima la classifica al vertice.
Però, come sempre, basta un episodio (perché il gol del 2 a 2 della squadra di Alvini non è altro che un episodio) per generare un pessimismo eccessivo e mettere in secondo piano ogni valutazione oggettiva. Perché senza quell’episodio, qualcuno, preso dall’entusiasmo, avrebbe subito cominciato a sostenere che il Monza fosse ormai lanciato verso una sicura promozione diretta. L’equilibrio, l’equilibrio…che gran dote.
Cerco quindi di effettuare la mia consueta analisi senza gli eccessi accennati. Anzitutto, dopo il disastroso inizio (subendo un gol assurdo in contropiede in cui l’uomo biancorosso più arretrato era Colpani!), la squadra di Bianco ha gradualmente cominciato a macinare gioco, trovando il pareggio e controllando l’avversario.
Una volta passato in vantaggio un po’ oltre metà ripresa, grazie alla bellissima combinazione Azzi-Petagna, il Monza non ha compreso che il momento in cui la gara aveva preso la svolta che doveva essere decisiva era quello in cui il Frosinone è rimasto in inferiorità numerica per l’espulsione di Kone. Lì i biancorossi hanno creato i presupposti per farsi raggiungere, rinunciando da quell’episodio in avanti a giocare per mettere al sicuro il risultato.
Monza-Frosinone, dopo Chiavari un altro errore di "testa"
Dopo Chiavari, un altro errore di “testa”. Contro l’Entella un approccio alla gara totalmente sbagliato, durato per tutto l’arco della partita. Contro il Frosinone l’incapacità di cogliere l’importanza dell’attimo decisivo, quello in cui era stato servito su un piatto d’argento l’assist per chiudere il match.
Una squadra matura e di grande personalità non può non comprendere che in soli due minuti, quelli trascorsi tra il gol di Petagna e l’espulsione di Kone, l’avversario era stato messo mentalmente in grande difficoltà e occorreva rifilargli il colpo del KO.
Questa mancanza di “testa”, questa incapacità nel comprendere l’importanza dell’attimo decisivo mi pare più preoccupante di quanto possano essere i punti persi in questa circostanza. Perché le gare sono ancora tante, ma non si possono più buttare al vento certe occasioni, che sicuramente ricapiteranno.
Davvero un peccato. In più, oltre che per la classifica, sarebbe stato bello battere il Frosinone per sancire la validità di ciò che ha dichiarato Bianco venerdì commentando le indisponibilità di alcuni suoi giocatori per qualche “capriccio” o per infortunio: “Siamo tutti importanti, ma nessuno è indispensabile”.
Lo attesta il fatto che chi era in campo ieri e che finora aveva giocato poco ha disputato un’ottima gara. E non mi riferisco solo a Petagna, che, come sostengo da tempo, sarà il miglior “acquisto” per il girone di ritorno.
Paolo Corbetta

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