Aggredito

Era uscito per fare jogging, senza telefono né denaro. Poi, secondo il suo racconto, una persona con il volto coperto da una maschera simile a quella di Jason di Venerdì 13 sarebbe comparsa improvvisamente dai cespugli e avrebbe cercato di colpirlo al volto.

È il racconto di un uomo che riferisce di essere stato aggredito nella mattinata di mercoledì 12 agosto all’interno di un bosco vicino casa.

Nelle immagini diffuse dopo l’episodio il volto dell’uomo appare insanguinato, soprattutto nella zona della fronte e attorno a un occhio, con tracce di sangue anche sulla maglietta.

L’uomo afferma di aver sporto denuncia dopo l’accaduto. Al momento, sulla base del solo materiale disponibile, non sono però presenti comunicazioni delle forze dell’ordine che permettano di ricostruire autonomamente la dinamica.

«È saltato fuori dai cespugli con una maschera sul volto»

La ricostruzione fornita dalla presunta vittima descrive una scena particolarmente inquietante.

Dd

L’uomo racconta che stava correndo nel bosco quando una persona sarebbe comparsa improvvisamente dalla vegetazione.

Sul viso, secondo quanto riferisce, l’aggressore indossava una maschera riconducibile al personaggio di Jason, protagonista della saga cinematografica Venerdì 13.

Ma a preoccupare maggiormente sarebbe stato ciò che portava alla mano.

L’uomo descrive infatti una sorta di “tirapugni” artigianale, realizzato con stoffa o nastro adesivo e sul quale sarebbero stati applicati pezzi di vetro e lamette.

Una descrizione che, al momento, appartiene esclusivamente alla testimonianza della persona che denuncia l’aggressione e dovrà eventualmente trovare riscontro negli accertamenti.

«Ha cercato di colpirmi al volto»

Secondo il racconto, non ci sarebbe stata alcuna richiesta di soldi, telefono o altri oggetti.

La vittima sostiene peraltro di essere uscita per correre senza portare con sé denaro o cellulare, elemento che la porta a escludere personalmente l'ipotesi di una rapina.

L’aggressore avrebbe invece cercato di raggiungerlo con alcuni fendenti diretti verso il viso.

Uno di questi lo avrebbe colpito di striscio nella zona della tempia.

A quel punto l’uomo racconta di essere riuscito a reagire, colpendo l’altra persona al costato con un pugno e riuscendo così a farla allontanare.

L’aggressore, sempre secondo questa ricostruzione, sarebbe poi fuggito mantenendo la maschera sul volto.

Non è possibile stabilire dal materiale fornito chi fosse né quale fosse il movente dell’episodio.

La denuncia dopo l’aggressione

Dopo quanto accaduto, l’uomo riferisce di essersi rivolto alle autorità e di aver presentato una denuncia.

Sarà quindi l’attività investigativa, qualora confermata, a dover cercare elementi utili per individuare la persona descritta e chiarire quanto successo nel bosco.

Un problema sottolineato dalla presunta vittima riguarda la presenza di telecamere.

Secondo quanto sostiene, nell’area vicina al punto dell’aggressione non ci sarebbero sistemi di videosorveglianza.

Un elemento che l’uomo collega anche a precedenti segnalazioni riguardanti persone sospette nella zona.

Le segnalazioni sul bosco e l’accusa sullo spaccio

Su questo punto è necessaria particolare prudenza.

L’uomo sostiene che il bosco sarebbe stato più volte segnalato per la presenza di persone che lo utilizzerebbero come zona di spaccio.

Si tratta però, sulla base delle sole informazioni disponibili, di un’affermazione della persona coinvolta nell’episodio.

Non sono stati forniti documenti, interventi delle forze dell’ordine o comunicazioni istituzionali che consentano di confermare l’esistenza di un’attività di spaccio nell’area.

L’assenza di telecamere e le eventuali segnalazioni precedenti potranno comunque diventare elementi da verificare per capire se nel luogo siano già state registrate altre situazioni problematiche.

Una dinamica ancora tutta da ricostruire

Restano diversi interrogativi.

Non è noto chi fosse la persona mascherata, perché si trovasse nel bosco né se conoscesse l’uomo che denuncia di essere stato aggredito.

La stessa vittima sostiene che non ci sarebbe stato alcun motivo apparente e che l’aggressore non gli avrebbe chiesto di consegnare nulla.

È però prematuro attribuire un movente preciso.

Le fotografie mostrano le conseguenze visibili dell’episodio sul volto dell’uomo, mentre per ricostruire responsabilità, dinamica completa ed eventuali precedenti nella zona saranno necessari gli accertamenti delle autorità.

L’uomo, dopo aver raccontato quanto accaduto, ha infine ringraziato le persone che gli stanno offrendo vicinanza in queste ore.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.