È morta la figlia di Lea Garofalo: il ricordo dell'assessora Bettin e il legame con Monza
È morta a 35 anni Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. La sua storia è legata anche a Monza e al quartiere San Fruttuoso.
Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, è morta a 35 anni. La notizia riporta al centro una storia che riguarda da vicino anche Monza, e in particolare il quartiere di San Fruttuoso. Proprio qui, nel 2012, vennero ritrovati i resti della madre, testimone di giustizia uccisa dalla 'ndrangheta nel 2009.
Denise aveva seguito da giovanissima la strada della madre, arrivando a testimoniare contro il padre Carlo Cosco nel processo per l'omicidio di Lea. Aveva 35 anni, la stessa età della madre quando venne assassinata.
Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo che testimoniò contro il padre
La storia di Denise è rimasta per anni legata a quella di Lea Garofalo. Dopo la scomparsa e l'uccisione della madre, Denise divenne una figura centrale nel procedimento giudiziario contro gli uomini ritenuti responsabili del delitto e testimoniò contro il padre Carlo Cosco.
Lea Garofalo aveva scelto di collaborare con la giustizia e per questo fu uccisa nel novembre 2009. Le indagini e il successivo processo portarono anche alla ricostruzione di quanto accaduto ai suoi resti, ritrovati in un terreno di San Fruttuoso a Monza.
Il legame con la città è quindi concreto e non soltanto simbolico. Il Comune di Monza ricorda Lea attraverso i luoghi a lei dedicati nel quartiere: tra questi ci sono i giardini Lea Garofalo e il cimitero di San Fruttuoso. L'amministrazione ha inoltre inserito la sua storia in progetti rivolti ai giovani e dedicati ai temi della memoria, della legalità e del contrasto alle mafie.
Il messaggio dell'assessora Arianna Bettin: "Anche Denise è una vittima di mafia"
La notizia è stata commentata anche da Arianna Bettin, assessora del Comune di Monza con deleghe, tra le altre, alla Cultura e alle Tutele ambientali, che ha ricordato Denise in un post sui social.
«La figlia di Lea Garofalo, Denise, si è tolta la vita a 35 anni», ha scritto Bettin, sottolineando subito dopo il rapporto con la città: «La sua storia è legata anche alla nostra città, al quartiere di San Fruttuoso, dove nel 2012 vennero ritrovati i resti della sua mamma».
Nel suo messaggio l'assessora ha ricordato anche la scelta di Denise di testimoniare, giovanissima, contro il padre e ha definito la donna «anche Denise una vittima di mafia», spiegando che le conseguenze della violenza mafiosa hanno segnato la sua vita ben oltre la perdita della madre.
Bettin ha quindi richiamato il valore della memoria a Monza, ricordando il giardino dedicato a Lea e auspicando che «a tempo debito» possa essere fatto altrettanto per Denise.
«Due donne di giustizia e di coraggio», è la conclusione del messaggio dell'assessora.
La memoria di Lea Garofalo a Monza
A Monza il nome di Lea Garofalo è oggi legato soprattutto a San Fruttuoso, il quartiere nel quale furono ritrovati i suoi resti e nel quale negli anni sono stati costruiti diversi percorsi dedicati alla memoria.
Il Comune ha promosso iniziative rivolte soprattutto alle nuove generazioni, mettendo in relazione la storia di Lea con quella di altre figure simbolo della resistenza e della lotta alla criminalità organizzata. Nel 2025, ad esempio, l'amministrazione aveva inserito il suo nome nel progetto "Resistenza è donna: sulle tracce di Angela e Lea", con attività nel quartiere e nei luoghi della memoria.
La morte di Denise aggiunge oggi un nuovo capitolo a quella storia. Un capitolo che riporta inevitabilmente a Monza, dove la memoria di Lea Garofalo è diventata parte del tessuto del quartiere di San Fruttuoso.
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