Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Il burqa e il niqab non potranno più essere indossati a scuola, le classi prime avranno un limite del 30% per determinate categorie di studenti stranieri e i genitori che non partecipano ai corsi di italiano potranno essere multati fino a mille euro. Sono alcune delle principali novità del decreto-legge approvato giovedì 24 settembre dal Consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni e dei ministri Giuseppe Valditara e Anna Maria Bernini.

Rispetto alle bozze circolate prima della riunione, però, il testo approvato contiene una differenza sostanziale: non è previsto l'allontanamento dei figli dalle famiglie che non collaborano al percorso di apprendimento dell'italiano. Al suo posto, il governo ha introdotto una procedura che coinvolge scuole e servizi sociali, con corsi gratuiti e sanzioni amministrative.

Burqa e niqab vietati a scuola: multe fino a mille euro

Il decreto introduce il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto o attraverso modalità che impediscano il riconoscimento della persona.

La disposizione riguarda non soltanto le studentesse, ma anche chi partecipa alle attività organizzate dagli istituti, compresi gli incontri tra scuola e famiglia.

Il divieto non si limita agli indumenti religiosi: comprende qualsiasi copertura che impedisca l'identificazione del volto. Sono previste eccezioni per ragioni sanitarie debitamente certificate oppure per esigenze legate alle attività didattiche e formative.

Le sanzioni amministrative vanno da 200 a 1.000 euro. Quando la violazione è commessa da un minorenne, la multa viene applicata al genitore.

Tetto del 30% agli studenti stranieri: chi rientra nel limite

L'altra novità riguarda la composizione delle classi, con l'introduzione di un limite del 30% che scatterà dall'anno scolastico 2027/2028.

CLASSE SCUOLA

Non si tratta, però, di un tetto indistinto a tutti gli alunni privi della cittadinanza italiana. Il provvedimento distingue tra scuola primaria e secondaria, considerando anche il percorso scolastico già compiuto.

Nelle prime elementari, il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia.

Alle medie e alle superiori, invece, la soglia interessa gli studenti senza cittadinanza italiana che non hanno frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico nazionale.

Quando le iscrizioni non consentiranno di rispettare il limite, gli uffici scolastici territoriali dovranno intervenire per distribuire gli studenti tra istituti vicini, tenendo conto della prossimità al domicilio.

Sono inoltre previste risorse per attività extracurricolari dedicate al potenziamento della lingua italiana.

Genitori stranieri, corsi di italiano e sanzioni: cosa cambia

Il decreto interviene anche sul rapporto tra scuola e famiglie.

Nei casi in cui le difficoltà linguistiche dei genitori stranieri impediscano un'efficace collaborazione con gli insegnanti, gli istituti dovranno effettuare una segnalazione ai servizi sociali.

Questi ultimi potranno prevedere la frequenza gratuita di corsi di italiano presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, con l'obiettivo di raggiungere almeno il livello A2.

Chi non parteciperà ai corsi potrà ricevere una multa da 200 a 1.000 euro, previa diffida e fatti salvi i casi di esenzione.

È proprio su questo punto che il testo approvato si discosta dalla bozza circolata nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri. L'ipotesi di collocare il minore fuori dalla famiglia in caso di mancata collaborazione dei genitori non compare nel documento finale.

Latino alle medie e nuovi fondi per i libri di testo

Il provvedimento contiene anche modifiche all'organizzazione scolastica e nuove misure economiche.

Dall'anno scolastico 2027/2028 sarà introdotto l'insegnamento facoltativo del latino per l'educazione linguistica, a partire dalla seconda media, per un totale di 33 ore annue.

Cambieranno inoltre le denominazioni degli istituti: i tecnici diventeranno licei tecnologici e i professionali licei professionali, con una revisione del relativo monte ore.

Sul fronte del diritto allo studio, il governo ha previsto maggiori risorse per la gratuità totale o parziale dei libri di testo. Dal 2027 sarà istituito un fondo da 20 milioni di euro annui, destinato a contributi diretti alle famiglie con Isee non superiore a 40mila euro.

Aumentano infine i finanziamenti per il contrasto al cyberbullismo e quelli destinati ai percorsi di educazione al rispetto e contro la violenza di genere, questi ultimi incrementati di tre milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.