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Gli stadi di calcio nel mondo sono attualmente 2.127; un numero destinato a crescere nel breve periodo: a livello globale, infatti, sono 248 gli impianti in fase di costruzione e ben 990 i progetti per futuri stadi[1]. Intanto, l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il Green Deal promosso dalla UE e le ulteriori iniziative delle Nazioni Unite – come il Climate Neutral Now e la Convenzione UNFCCC Sports for Climate Action Framework – pongono le società sportive davanti a determinati obiettivi di riduzione delle emissioni non più rimandabili. 

Obiettivi che la UEFA ha fatto propri nella sua Football Sustainability Strategy 2030 e su cui si basa anche la Carta sulla sostenibilità ambientale del calcio della FIGC, secondo cui stadi e centri sportivi dovranno essere progettati nel pieno rispetto dell’ambiente e realizzati mediante l’utilizzo di materiali sostenibili, efficienti dal punto di vista energetico e delle risorse naturali, nonché intelligentemente integrati nel contesto urbano e cittadino. 

Il legno oggi rappresenta il materiale ideale per rispondere a queste nuove sfide. Naturale e riciclabile, è l’unico materiale che mantiene un bilancio di CO2 equilibrato assorbendo la CO2 presente nell’aria e restituendola all’ambiente solo dopo la combustione o il macero. Ecco perché costruire in legno può ridurre della metà le emissioni di CO2 degli edifici. 

“Sul piano della sostenibilità, il legno è l’unico materiale che consente un’economia circolare che non produce rifiuti e protegge attivamente il clima” – spiega Peter Rosatti, CEO di Rubner Bressanone. “Inoltre, è l’unico materiale da costruzione in grado di immagazzinare il carbonio che l'albero di provenienza ha sottratto all'atmosfera durante il suo corso di vita, in media 1 tonnellata di CO2 per ogni m³.” L’attuale evoluzione della tecnologia e delle tecniche di costruzione consente performance del legno mai viste prima, oltre che un design all’avanguardia. 

Ne è un esempio il Westhills Stadium di Langford, in Canada, il primo stadio al mondo costruito interamente in legno lamellare. Modulare e a basso impatto ambientale, confortevole e totalmente green, il Westhills Stadium è stato realizzato in soli cinque mesi da Rubner, società del Gruppo Rubner specializzata in grandi strutture in legno ingegnerizzato, in collaborazione con Bear Stadiums, società di advisor e design. Lo stadio – teatro delle partite casalinghe del Pacific FC e di alcuni incontri di rugby organizzati dalla federazione del Canada – ospita 5.500 spettatori distribuiti nella Main Stand, dotata di 18 skybox, chioschi e servizi, e nella West Stand. Il lato nord ospita invece un Beer Garden all'aperto per tifosi e famiglie. Il Westhills Stadium non è l’unico stadio che vede il legno di Rubner protagonista. Ne esistono altri, come l’Eric Tweedale Stadium, in Australia, sede del Two Blues Rugby Union Club. Costruito per la maggior parte in legno lamellare, l’impianto, oltre alla tribuna da 750 posti, è dotato di sale polivalenti, un parcheggio, un campo da rugby e un chiosco. Il viaggio della struttura in legno lamellare è iniziato via gomma da Bressanone, 1

Fonte: http://stadiumdb.com/stadiums