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Esattamente il giorno successivo la sconfitta con l’Atalanta, maturata alla quinta giornata, avevo rivelato proprio su queste pagine quella che doveva essere la mia tabella di marcia ideale stilata alla compilazione dei calendari: 4 punti prima della sosta per le nazionali. Mai avrei sperato di centrare il traguardo dopo la gara con gli uomini di Gasperini. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta ed ecco che quello che poteva sembrare impensabile si è verificato. Come hanno già scritto i colleghi ed amici Gianni Santoro e Fiorenzo Dosso, tra un po’ di anni racconteremo ai nipoti che il primo storico successo del Monza in serie A fu conquistato ai danni della Juventus…Da non credere! Entrando in considerazioni più tecniche, mi sento di scrivere che la scossa mentale conseguente alla sostituzione di Stroppa con Palladino ha dato i suoi frutti immediati. A livello di cuore ed intensità il Monza è parsa un’altra squadra. Tatticamente, ho trovato una sola sostanziale differenza, forse anche questa determinata da un diverso approccio mentale: la squadra era più “corta” in campo, il che ha consentito di occupare meglio gli spazi e di dare maggior protezione ad una difesa che per la prima volta non ha subito gol. In più, ho visto i biancorossi in crescita fisicamente, sebbene sia giusto sottolineare che la superiorità numerica ha dato una mano a Rovella e compagni a sembrare più tonici e duraturi lungo l’arco dei 90’. Dopo qualche settimana di allenamento senza intoppi, Pablo Marì, Izzo e Pessina hanno sfoderato prestazioni finalmente all’altezza delle loro qualità, anche caratteriali e di leadership. Non posso però non effettuare un‘altra considerazione, che deve imporre a noi tutti di tenere i piedi ben saldi a terra. A mio giudizio, a livello di prestazione fornita in campo, la Juventus è la peggior squadra affrontata in questo inizio di torneo, oltretutto penalizzata dall’inferiorità numerica in cui ha giocato per più di un tempo. Prima ancora di essere, come lui sostiene, un ottimo suggeritore di schemi e moduli, ho la sensazione che Silvio Berlusconi abbia la capacità di leggere il futuro e di coglierne di conseguenza i vantaggi. La decisione dell’avvicendamento in panchina è stata presa lunedì della scorsa settimana, prima che la Juventus mostrasse il suo momentaccio nella gara col Benfica, poi confermato a Monza. Carpe diem, Berlusconi ha colto l’attimo e, alla fine, ha avuto ragione, nonostante l’apparente inopportunità della scelta di tempo. Una scelta che, come spesso accade alle scelte fatte dai grandi personaggi, ha beneficiato del vento in poppa della buona sorte. Paolo Corbetta