Sassoli

Ci sono progetti infrastrutturali che, con il passare degli anni, finiscono per trasformarsi in una questione identitaria per un territorio. Tra promesse, rallentamenti e ostacoli burocratici, il prolungamento della metro M5 fino a Monza è diventato uno dei dossier più seguiti in Brianza.

Il recente passaggio istituzionale che ha sbloccato il finanziamento della linea lilla rappresenta senza dubbio un segnale importante, ma non basta ancora per considerare conclusa la partita. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il cronoprogramma riuscirà davvero a rispettare le scadenze.

Tra il sollievo per un passo avanti atteso da anni e la prudenza per i possibili rallentamenti tecnici, dal mondo politico arrivano nuove reazioni al via libera arrivato in Conferenza Stato-Regioni.

Martina Sassoli
Martina Sassoli

Metro M5 a Monza e finanziamento: Martina Sassoli invita alla prudenza

Dopo il sì della Conferenza Stato-Regioni al finanziamento del prolungamento della metropolitana M5 fino a Monza, interviene anche la consigliera regionale Martina Sassoli (Lombardia Migliore – Noi Moderati), che invita a leggere il risultato con soddisfazione ma senza eccessivi entusiasmi.

La consigliera definisce il passaggio approvato oggi come importante, ma non ancora conclusivo per il futuro dell’opera. 

Dopo anni di start and stop snervanti per tutti noi, cittadini e politici, siamo di fronte a un passaggio concreto sul prolungamento della M5 fino a Monza. Dopo anni in cui sono stata al limite del monotematismo soprattutto in Consiglio regionale, il via libera della Conferenza Stato-Regioni è una notizia importantissima per il territorio della Brianza perché costituisce un tassello essenziale, ma non definitivo.

La politica brianzola aggiunge poi: 

Da tempo chiediamo prudenza prima degli entusiasmi: tutte le opere infrastrutturali soffrono anni di gravissimi ritardi. Oggi è giusto riconoscere che un avanzamento reale c’è stato e che si tratta di un passaggio politico e istituzionale significativo. Ma proprio perché questa infrastruttura ha già accumulato troppi extracosti, adesso il tema diventa passare al prossimo livello e recuperare il tempo perduto.

Corte dei Conti e metro M5 a Monza: il timore di nuovi ritardi

Nel suo intervento, Sassoli individua già il prossimo snodo decisivo per il progetto: il passaggio alla Corte dei Conti, che dovrà verificare e registrare il decreto dopo il via libera politico arrivato oggi.

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La consigliera usa anche una metafora per spiegare la complessità del momento: 

Come in un videogame anni 80, quando pensi di aver superato un ostacolo, ti ritrovi catapultato in un nuovo livello di difficoltà. Oggi questo si chiama “Corte dei Conti”.

Il timore espresso riguarda la possibilità che la fase tecnica possa rallentare ulteriormente il cronoprogramma dell’opera. 

La preoccupazione concreta è che le procedure successive, ad esempio la registrazione e verifica di compatibilità della Corte dei Conti, possano trasformarsi in un nuovo incubo: sarebbe paradossale riuscire finalmente a chiudere il nodo politico dei finanziamenti per poi impantanarsi nella fase tecnica e amministrativa.

Metro M5 e bando entro giugno: la sfida per evitare nuovi stop

Il tema centrale, secondo la consigliera regionale, resta ora quello delle tempistiche. L’obiettivo condiviso è arrivare al 30 giugno con atti concreti in grado di garantire il rispetto del cronoprogramma e mettere al riparo il progetto da ulteriori rallentamenti.

Oggi è giusto essere soddisfatti, ma la vera partita inizia adesso: accelerare gli iter per arrivare alla data del 30 giugno con qualcosa di concreto per mettere in sicurezza i cronoprogrammi e arrivare finalmente all’apertura reale dei cantieri. La Brianza ha già aspettato abbastanza.