Charles Waru si laurea al Politecnico di Milano: è il primo studente Unicore a riuscirci
Dal campo profughi alla laurea al Politecnico di Milano: Charles Waru conclude Ingegneria biomedica e punta a lavorare negli ospedali milanesi.
Laurearsi dopo un percorso iniziato in un campo profughi e con l'obiettivo di contribuire a salvare vite attraverso la tecnologia. È la storia di Charles Emmanuel Waru, 31 anni, originario del Sud Sudan, che il 23 luglio 2026 ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, diventando il primo studente del progetto Unicore (University Corridors for Refugees) coordinato da UNHCR, l'Agenzia ONU per i Rifugiati, a raggiungere questo traguardo nell'ateneo milanese. Ora il suo obiettivo è rimanere a Milano e iniziare a lavorare nel settore biomedicale.
Charles Waru, dal campo profughi in Uganda alla laurea al Politecnico di Milano
Nato in Sud Sudan, Charles Emmanuel Waru si è trasferito in Uganda nel 2007, prima dello scoppio della guerra civile. Grazie al sostegno di alcuni amici, ha potuto proseguire gli studi fino a conseguire una laurea triennale in Ingegneria biomedica. Con il peggioramento della situazione nel suo Paese, ha trovato rifugio in un campo per rifugiati in Uganda, proprio dal quale ha presentato la candidatura al bando del progetto Unicore, che offre a studenti rifugiati la possibilità di proseguire gli studi universitari in Italia. Arrivato a Milano nell'ottobre 2023, dopo aver ottenuto una delle borse di studio messe a disposizione dalle università italiane aderenti all'iniziativa, ha completato il percorso magistrale al Politecnico. Il professor Luca Mainardi, docente di Bioingegneria, ha ricordato il primo colloquio sostenuto da Charles in videoconferenza direttamente dal campo profughi: oggi è stato lui stesso a proclamarlo dottore magistrale, definendo questo momento "un cerchio che si chiude" e sottolineando il valore dell'accesso all'istruzione come diritto fondamentale.

"Voglio contribuire ad abbassare il tasso di mortalità grazie alla tecnologia"
Charles racconta che il suo primo sogno era diventare medico, ma i costi e l'elevata selezione lo hanno spinto a scegliere l'ingegneria biomedica. "Oggi non potrei essere più felice della mia scelta: voglio dare il mio supporto alla medicina come ingegnere contribuendo ad abbassare il tasso di mortalità grazie alla tecnologia", ha spiegato. Durante il percorso universitario ha svolto un tirocinio che è diventato anche la base della sua tesi, occupandosi dei processi logistici e di assistenza ai dispositivi medici e facendo da collegamento tra chi realizza le apparecchiature sanitarie e chi le utilizza. Il prossimo passo è entrare nel mondo del lavoro. "Adesso vorrei restare a Milano per iniziare a lavorare, non ho preferenze tra ospedali e altre aziende. In futuro, chissà. Il mio obiettivo è aiutare le persone." Pur guardando al futuro in Italia, Charles non esclude di mettere un giorno la propria esperienza al servizio dell'Africa, anche attraverso progetti sviluppati a distanza grazie alle nuove tecnologie.
Il progetto Unicore e il sostegno del Politecnico di Milano
La cerimonia di laurea è stata anche l'occasione per ribadire il valore del progetto Unicore, che consente a studenti rifugiati di accedere all'università attraverso borse di studio dedicate. "La nostra università non è solo il luogo della conoscenza: è una comunità. Dimostriamo che i talenti non hanno confini", ha dichiarato la prorettrice Isabella Nova, portando i saluti della rettrice Donatella Sciuto. Anche la docente Maria Gabriella Signorini, relatrice della tesi, ha espresso soddisfazione per il percorso dello studente. Nel corso dei tre anni trascorsi a Milano, Charles ha costruito una rete di amicizie, in particolare con gli altri studenti rifugiati del Politecnico coinvolti nel progetto Unicore. Al termine della proclamazione sono stati proprio loro a festeggiare insieme a lui, consegnandogli la tradizionale corona d'alloro. Prima della discussione della tesi ha potuto condividere il momento anche con i genitori, collegati dall'Africa in videochiamata. "Erano raggianti", ha raccontato.
Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.



