Non solo sopravvivere: il progetto del San Gerardo per la ripresa dei pazienti
Il San Gerardo di Monza rafforza il programma di follow-up per i pazienti dimessi dalla Terapia Intensiva: oltre 500 persone seguite negli ultimi anni.
Uscire dalla Terapia Intensiva non significa aver concluso il percorso di cura. Anzi, per molti pazienti è proprio da quel momento che inizia la fase più delicata. È da questa consapevolezza che, all'IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, è nato un programma di follow-up multidisciplinare che oggi rappresenta un modello di riferimento anche a livello nazionale.
L'obiettivo non è soltanto salvare la vita durante la fase acuta, ma accompagnare pazienti e famiglie nel ritorno alla quotidianità, affrontando le conseguenze fisiche, cognitive, psicologiche e sociali che possono comparire anche molti mesi dopo il ricovero.
Un percorso che continua dopo la Terapia Intensiva
Il progetto è nato circa dieci anni fa all'interno della Rianimazione Generale e, nel tempo, si è progressivamente ampliato fino a coinvolgere i pazienti provenienti dalla Terapia Intensiva Cardiochirurgica, dall'Area Critica Generale e, più recentemente, dalla Terapia Intensiva Neurochirurgica.
Quest'ultimo ambulatorio è dedicato alle persone sopravvissute a gravi eventi cerebrali acuti, come ictus, emorragie cerebrali e traumi cranici, pazienti che in passato venivano raramente inseriti in percorsi strutturati di controllo dopo la dimissione.
Oltre 500 pazienti seguiti
I risultati ottenuti confermano l'efficacia dell'iniziativa. Negli ultimi anni il programma ha preso in carico oltre 500 pazienti, effettuando mediamente 150-180 visite specialistiche ogni anno.
Il follow-up permette di individuare precocemente eventuali difficoltà motorie, neurologiche, cognitive o psicologiche, indirizzando pazienti e familiari verso i percorsi riabilitativi e assistenziali più adeguati.

L'attenzione non è rivolta soltanto al paziente, ma anche ai caregiver, spesso chiamati ad affrontare cambiamenti profondi nella gestione della vita familiare dopo un ricovero in Terapia Intensiva.
Controlli fino a due anni dopo le dimissioni
Il percorso prevede visite ambulatoriali che possono proseguire fino a due anni dalla dimissione. A seguire i pazienti sono gli stessi professionisti che li hanno assistiti durante il ricovero.
Nel corso degli incontri vengono valutati il recupero funzionale, le capacità fisiche e cognitive, gli esiti neurologici, il benessere psicologico, il livello di autonomia, la qualità della vita e il carico assistenziale sostenuto dai familiari.
Il monitoraggio consente inoltre di intercettare problematiche che possono emergere anche a distanza di molti mesi, facilitando il collegamento con specialisti, servizi riabilitativi e rete territoriale.
Un modello che guarda alla qualità della vita
Per il San Gerardo il successo di una Terapia Intensiva non si misura soltanto nella sopravvivenza del paziente, ma anche nella capacità di aiutarlo a recuperare, per quanto possibile, il proprio ruolo familiare, lavorativo e sociale.
Il progetto rappresenta inoltre uno strumento prezioso anche per medici e infermieri, che hanno l'opportunità di conoscere gli esiti delle cure nel lungo periodo e migliorare continuamente l'assistenza offerta durante il ricovero.



