Svolta nell'omicidio del giornalista Luigi 'Luca' Esposito: fermato un uomo nascosto in casolare
Un uomo è stato fermato dai carabinieri per l’omicidio del giornalista sportivo Luca Esposito, trovato carbonizzato il 19 luglio a Eboli.

C’è un fermo per l’omicidio di Luigi Esposito, conosciuto come Luca, il giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato nella notte del 19 luglio 2026 in località Cioffi, a Eboli, in provincia di Salerno. L’uomo sospettato del delitto è stato individuato dai carabinieri nella notte di sabato 25 luglio, mentre si nascondeva in un casolare abbandonato.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Salerno, con il supporto del Reparto indagini tecniche del Ros e dello Squadrone Cacciatori di Puglia. Le indagini sono dirette dalla Procura di Salerno. Al momento non sono stati comunicati né l’identità del fermato né il possibile movente.
Omicidio Luca Esposito, il fermato trovato in un casolare abbandonato
Secondo quanto riferito da Fanpage, i sospetti degli investigatori si erano già concentrati sull’uomo raggiunto dal provvedimento. I carabinieri lo hanno rintracciato durante la notte del 25 luglio all’interno di un casolare abbandonato.
Non sono ancora disponibili ulteriori particolari sull’operazione, sugli elementi raccolti a suo carico e sulle ragioni che avrebbero portato all’omicidio. Il fermo rappresenta una svolta nelle indagini, ma la posizione dell’uomo dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il corpo di Esposito era stato scoperto nella notte del 19 luglio in località Cioffi. A indirizzare i carabinieri verso la sua identificazione era stata l’automobile del giornalista, trovata parcheggiata e chiusa a poca distanza dal luogo del ritrovamento.
L’autopsia: l’ipotesi del soffocamento e il fumo nei polmoni
L’autopsia, svolta martedì 21 luglio, ha fornito i primi elementi sulla morte del giornalista. Secondo le risultanze riportate dalla fonte, Esposito sarebbe deceduto per «asfissia meccanica violenta»: l’ipotesi è quindi che sia stato soffocato.
Sul corpo sarebbero stati rilevati anche segni e fratture, presenti in particolare sul volto e sulle costole, compatibili con un violento pestaggio. La presenza di fumo nei polmoni farebbe inoltre ritenere che il fuoco sia stato appiccato quando il 53enne era ancora vivo.
Si tratta di risultanze e ipotesi investigative che dovranno essere confermate dagli ulteriori accertamenti medico-legali e dal prosieguo dell’inchiesta.
Il movente resta da chiarire: le indagini sulla vita privata
Fin dalle prime fasi dell’inchiesta, gli investigatori avrebbero considerato poco probabile un movente legato all’attività giornalistica. Esposito si occupava esclusivamente di sport e non aveva lavorato a inchieste giudiziarie o a vicende di cronaca nera.
L’attenzione si sarebbe quindi spostata sulla sua vita privata, con ipotesi di natura passionale o economica. Nessuna delle due piste, tuttavia, risulta al momento confermata.
Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse anche alcune circostanze da chiarire. Esposito raccontava a colleghi e amici di lavorare per l’Arpac, ma l’Agenzia regionale avrebbe smentito questa informazione. Il giornalista avrebbe inoltre riferito di essere sposato con una farmacista casertana di nome Simona: secondo quanto riportato, la donna non sarebbe stata rintracciata e nessuno tra i conoscenti di Esposito l’avrebbe mai incontrata.
Questi elementi fanno parte degli approfondimenti investigativi, ma non consentono, allo stato attuale, di indicare il movente del delitto o di stabilire un collegamento certo con l’omicidio.
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