Migranti marocchini in Spagna, perché aumentano gli arrivi? La verità dietro l’allarme “invasione”
Gli arrivi irregolari in Spagna stanno davvero aumentando? I dati su migranti marocchini, rotte dal Nord Africa, Ceuta, Melilla, Baleari e Canarie.

Le immagini delle imbarcazioni dirette verso le coste spagnole e degli attraversamenti a Ceuta alimentano l’impressione di un’ondata senza precedenti proveniente dal Marocco. Ma i dati ufficiali raccontano una realtà più complessa: gli arrivi irregolari complessivi in Spagna stanno diminuendo e i marocchini non rappresentano il gruppo più numeroso.
Il fenomeno esiste e alcune rotte sono sotto pressione, ma parlare di “invasione marocchina” non è corretto. Dietro le partenze ci sono disoccupazione giovanile, differenze economiche, vicinanza geografica, reti familiari e organizzazioni criminali capaci di modificare rapidamente tragitti e punti di partenza.
Gli arrivi irregolari in Spagna sono diminuiti
Cosa dicono i dati? Che tra il primo gennaio e il 15 luglio 2026 sono entrate irregolarmente in Spagna 14.479 persone, contro le 19.222 dello stesso periodo del 2025: una diminuzione vicina al 25%.
Gli arrivi via mare sono passati da 17.976 a 11.488, con un calo superiore al 36%. A incidere è soprattutto la forte riduzione registrata alle Canarie, dove gli sbarchi sono scesi da 11.454 a 4.440.
La situazione cambia osservando la Spagna continentale e le Baleari: qui gli arrivi via mare sono saliti da 6.510 a 7.032. Crescono inoltre gli attraversamenti terrestri verso Ceuta e Melilla, passati da 1.246 a 2.991. È soprattutto questa pressione concentrata su alcuni territori ad aver alimentato la percezione di un’emergenza generalizzata. I numeri sono contenuti nell’ultimo rapporto del Ministero dell’Interno spagnolo.
Sono davvero soprattutto marocchini?
I dati disponibili dicono di no. Secondo il portale dell’UNHCR, aggiornato per nazionalità al 30 aprile 2026, il gruppo più numeroso tra gli arrivi via mare e terra in Spagna era quello algerino: 2.269 persone, pari al 29,4% del totale. I marocchini erano 1.512, il 19,6%.
Sulla rotta del Mediterraneo occidentale gli algerini rappresentavano il 42,1% degli arrivi e i marocchini il 21,9%. Alle Canarie, invece, i cittadini del Marocco erano soltanto il quarto gruppo, dietro a senegalesi, gambiani e maliani. I dati completi sono consultabili nel portale operativo dell’UNHCR sulla Spagna.
C’è poi un’altra distinzione fondamentale: partire dalle coste marocchine non significa necessariamente avere nazionalità marocchina. Il Marocco è anche un Paese di transito per persone provenienti dall’Africa subsahariana.
Perché alcuni giovani marocchini cercano di raggiungere la Spagna
La prima causa è economica. Il Marocco sta crescendo e attirando investimenti, ma non riesce ancora a creare abbastanza occupazione stabile, soprattutto per i giovani. Secondo la Banca Mondiale, la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 37% nel 2024, mentre il settore privato fatica a generare posti di lavoro in quantità sufficiente. Il tasso generale di disoccupazione si mantiene intorno al 13%.
A pesare sono anche le disuguaglianze tra città e zone rurali, la precarietà e gli effetti di una siccità prolungata sull’agricoltura. Per molti giovani la Spagna viene percepita come la porta più vicina verso stipendi più alti e maggiori opportunità.
La distanza geografica conta moltissimo. Nel punto più stretto, poche decine di chilometri separano il Marocco dalla costa spagnola. A questo si aggiungono Ceuta e Melilla, le due città autonome spagnole situate sulla costa nordafricana.
Il ruolo delle comunità già presenti in Spagna
La Spagna ospita da decenni una numerosa comunità marocchina. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, i cittadini del Marocco rappresentano circa il 14% degli stranieri residenti nel Paese.
A giugno 2026 i lavoratori marocchini iscritti alla Previdenza sociale spagnola erano oltre 422 mila, il gruppo straniero più numeroso davanti a romeni e colombiani. Un dato che mostra quanto sia sbagliato sovrapporre automaticamente immigrazione marocchina e irregolarità: centinaia di migliaia di persone vivono e lavorano legalmente nel Paese, contribuendo alla sua economia. I numeri sono stati diffusi dal Ministero spagnolo dell’Inclusione e della Previdenza sociale.
La presenza di parenti, amici e connazionali può però rendere la Spagna una destinazione più accessibile, offrendo informazioni, appoggi iniziali e la speranza di trovare un lavoro.
Le organizzazioni criminali cambiano continuamente le rotte
Un altro elemento decisivo è rappresentato dai trafficanti. Quando aumentano i controlli in una zona, le partenze si spostano rapidamente verso un’altra costa.
Frontex ha rilevato che nel primo semestre 2026 la rotta del Mediterraneo occidentale è stata l’unica tra le principali rotte europee a crescere, con circa 7.900 attraversamenti e un aumento del 17%. Ma l’incremento è stato provocato soprattutto dalle partenze dall’Algeria verso le Baleari, non dal Marocco.
L’agenzia europea spiega inoltre che l’intensificazione dei controlli marocchini ha contribuito proprio a spostare una parte del traffico verso le coste algerine. Complessivamente, nello stesso periodo, gli attraversamenti irregolari delle frontiere europee sono diminuiti del 37%. I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto di Frontex.
Non un’invasione, ma un problema da governare
I numeri non autorizzano a parlare di un’invasione marocchina della Spagna. Gli arrivi complessivi sono in calo, gli algerini risultano più numerosi dei marocchini e una parte importante delle persone che parte dall’Africa nordoccidentale proviene da altri Paesi.
Questo non significa negare il problema. La pressione su Baleari, Ceuta, Melilla e alcune coste della penisola è reale e richiede controlli, accordi sui rimpatri, contrasto ai trafficanti e una gestione europea più efficace. Servono però anche canali legali di ingresso per lavoro, capaci di ridurre lo spazio occupato dalle reti criminali.
La questione, dunque, non è perché “i marocchini stanno invadendo la Spagna”, ma perché migliaia di persone continuano a rischiare la vita affidandosi ai trafficanti mentre Europa e Paesi nordafricani non riescono ancora a governare completamente un fenomeno destinato a durare.
Titolo SEO: Migranti marocchini in Spagna: perché aumentano gli arrivi e cosa dicono i dati
Descrizione SEO: Gli arrivi irregolari in Spagna stanno davvero aumentando? I dati su migranti marocchini, rotte dal Nord Africa, Ceuta, Melilla, Baleari e Canarie.
Parole chiave: migranti marocchini Spagna, immigrazione irregolare Spagna, arrivi dal Marocco, rotta Mediterraneo occidentale, Ceuta e Melilla



