Il Brianza Pride 2026 esce dai confini: scelta la data e un percorso simbolico
Nel 2026 il corteo attraverserà due province, da Cologno Monzese a Brugherio, con un messaggio politico preciso
In ogni territorio esistono luoghi che vengono raccontati come margini, spazi di passaggio più che di centralità. Eppure è proprio lì che spesso nascono reti, relazioni e percorsi collettivi capaci di incidere sul dibattito pubblico. La Brianza, negli ultimi anni, ha dimostrato di saper costruire momenti di partecipazione che vanno oltre i confini amministrativi e simbolici.
La forza delle iniziative condivise risiede nella capacità di mettere insieme esperienze diverse, trasformando la pluralità in valore politico e culturale. Non solo eventi, ma processi che prendono forma nel tempo, alimentati da confronti, assemblee e visioni comuni.
In questo solco si inserisce un appuntamento che, anno dopo anno, ha assunto un significato sempre più ampio, diventando punto di riferimento per una comunità che rivendica visibilità, diritti e autodeterminazione.

Brianza Pride 2026: data, percorso e territori coinvolti
È ufficiale: il Brianza Pride 2026 si terrà sabato 12 settembre 2026. Il corteo partirà da Cologno Monzese per arrivare a Brugherio, attraversando simbolicamente due province, la Città Metropolitana di Milano e la Provincia di Monza e Brianza. Una scelta che segna un passaggio significativo per il Brianza Pride, deciso a uscire dai confini tradizionali del territorio brianzolo per allargare il proprio raggio d’azione.
Il percorso rappresenta una presa di posizione chiara: unire comunità, storie e rivendicazioni che vivono quotidianamente relazioni sociali, lavorative e culturali profonde, ribadendo la necessità di connessione tra territori spesso considerati periferici.
Brianza Pride 2026 e slogan: “La periferia di nessun⊗”
Il motto scelto per l’ottava edizione del Brianza Pride è “La periferia di nessun⊗”. Uno slogan che nasce dalla volontà di contestare la narrazione della marginalità legata ai territori prossimi alle grandi città e, allo stesso tempo, di denunciare come la comunità LGBTQIA+ sia sempre più ai margini delle agende politiche, delle tutele e del dibattito pubblico.
La “o” barrata diventa così un simbolo esplicito di lotta al patriarcato e di rivendicazione dell’uguaglianza di genere e della parità sociale, ancora lontane dall’essere pienamente realizzate. L’obiettivo dichiarato è affermare che nessun territorio e nessuna persona possano essere considerati periferici per natura.
Brianza Pride: il coordinamento organizzatore
Anche per il Brianza Pride 2026, l’organizzazione è affidata a un coordinamento ampio e composito. Ne fanno parte Brianza Oltre l’Arcobaleno, Brigate Rosa, CGIL e FLC CGIL, Cooperativa Canonica, BRIO – Brianza Operativa, LaicItalia, Nello Porcello, Polibrí, Famiglie Arcobaleno e AGEDO Como–Lecco.
Le realtà coinvolte sono già al lavoro sul piano logistico, culturale e burocratico, forti dell’esperienza maturata nelle edizioni precedenti e in particolare del successo del Brianza Pride 2025, capace di portare in piazza migliaia di persone nonostante le difficoltà.
Brianza Pride 2026, tra rivendicazione politica e comunità
Gli organizzatori ribadiscono che il Brianza Pride 2026 non sarà soltanto una sfilata, ma uno spazio di rivendicazione politica, festa, cultura e comunità. Attraversare due province significa anche affermare che dignità, diritti e autodeterminazione non possono diventare un privilegio geografico.
Dopo le polemiche e gli scandali che avevano accompagnato l’edizione 2025, il messaggio resta chiaro: il Brianza Pride è un momento collettivo per unire territori e persone, riportando al centro il valore politico e sociale della manifestazione.



