Alfredo Magni
Alfredo Magni

Nella seconda puntata dell’ultimo lavoro di Fiorenzo Dosso abbiamo raccontato il momento della svolta: il 3-1 del Monza contro il Piacenza del 16 febbraio 1975, la partita che lo stesso Fiorenzo definisce lo “sliding doors” della storia biancorossa. Da lì il Monza di Alfredo Magni cambia volto, trova fiducia, ritmo e risultati e si rilancia sia in campionato sia in Coppa Italia.

La terza puntata riparte proprio da quella rincorsa, con il sogno della Serie B ancora vivo, una primavera complicata dalla pioggia e un’altra Coppa Italia che comincia a diventare un obiettivo sempre più concreto. Come nelle precedenti uscite, lasciamo integralmente la parola a Fiorenzo Dosso, intervenendo soltanto sull’impaginazione per rendere il testo più leggibile online.

IL TESTO DI FIORENZO DOSSO

PRIMAVERA AGRODOLCE

Il poker mi gasa di brutto. Papà – che se intende – frena gli entusiasmi: “Le grandi rincorse fanno spendere molto sul piano fisico e su quello nervoso …” Puntuale come una cambiale arriva lo scialbo 0-0 nella tana del Legnano, mesto ma non rassegnato fanalino di coda. E la settimana successiva solo un calcio di rigore – conquistato e realizzato dopo un’ora esatta di gioco dal solito Sanseverino su un campo ai limiti della praticabilità – consente ai bagaj di superare a domicilio la Pro Vercelli e continuare a sperare.

Ma quanto piovve nella primavera del 1975? E se lo ‘speciale’ drenaggio (ehm … ehm) del Sada – ex cimitero San Gregorio – assorbiva con storica capacità non tutti gli impianti erano attrezzati. Così, a distanza di 50 anni, mi illudo ancora di pensare che il Monza 1974-75 perse il treno promozione per colpa della pioggia di Bolzano di domenica 6 aprile 1975.

Altro che catinelle, vien giù a secchiate. La partita non sarebbe nemmeno da iniziare ma l’arbitro (Menotti di Bologna) decide diversamente. Vai a capire perché. Il Druso è un acquitrino più che un pantano. La farsa si chiude al 55’, un paio di minuti dopo che Sanseverino (di testa su calcio d’angolo) ha pareggiato il rigore iniziale dei padroni di casa.

Il pareggio di Sanseverino nell’acquitrino di Bolzano.

Mentre i giocatori sono sotto la doccia e le società provano ad accordarsi sulla data del recupero, arrivano due notizie fantastiche: la sconfitta del Piacenza a Seregno e quella casalinga dell’Udinese contro il Clodiasottomarina.

Potenzialmente il Monza è secondo a due soli punti dalla vetta. Il problema dei biancorossi sono i quarti di finale di Coppa Italia (avversario lo Spezia) che impediscono di fissare in tempi brevi il replay a Bolzano. Un peccato che si rivelerà mortale.

Perché in quel mese di aprile i ragazzi di Magni sono in condizioni psicofisiche stratosferiche. Domenica 13 al Sada una doppietta del solito Sanseverino (che sfiora il tris – negatogli dal palo – con una spettacolare semirovesciata) e la firma d’autore di Dustin Antonelli non lasciano scampo al Sant’Angelo Lodigiano.

Su Il Cittadino del 17 aprile Giovanni Fossati esalta in particolare la prova di Pat Sala. Mercoledì 16 a La Spezia in Coppa Italia mister Alfredo risparmia parecchi titolari ma le (presunte) riserve portano a casa un ottimo 1-1 pieno di rimpianti: vantaggio ospite siglato dal giovane Berlucchi, colpo del ko fallito da Ardemagni e pareggio dei padroni di casa a soli 8’ dal termine in sospetto off-side.

Domenica 20, secondo turno casalingo consecutivo. Nel Clodiasottomarina giganteggiano due ragazzi che di lì a poco diventeranno colonne biancorosse: Francesco Casagrande e Franco Fasoli. La partita è difficile e scorbustica: risolve un tap-in di Patrizio Sala. Che le cronache definiscono letteralmente ‘padrone del campo’.

8 vittorie ed un pareggio: questo l’impressionante ruolino di marcia del Monza di Magni negli ultimi due mesi. Il colpaccio del Piacenza a Padova smorza un po’ gli entusiasmi. Anche perché il nostro calendario è più duro di quello della capolista. Ed a me ronzano nella testa le parole di papà (“Le rimonte logorano …”).

Puntuale come una cambiale arriva la sconfitta di Lecco. Decide la partita il gol di un altro di quelli che sarà brillantemente dei nostri: Michele De Nadai. Pesano l’assenza di ‘Jimmy’ Fontana, libero e leader difensivo, ed un certa stanchezza fisiologica. Il Cittadino – inoltre – pone un focus sul netto calo di rendimento di Antonelli, da tempo promesso al Milan.

Il Piacenza (2-1 al Bolzano) porta a 6 le lunghezze di vantaggio. Ci sarebbe sempre il recupero di Bolzano ma comincio a farmi una ragione del fatto che le speranze di promozione siano ridotte al lumicino.

LA MIA PRIMA VOLTA IN TRIBUNA AL SADA

Mi consolo in fretta: in una splendida giornata di sole, il 1 maggio – grazie a due biglietti omaggio indirettamente ricevuti tramite la ‘roccia’ Benito Michelazzi – faccio il mio esordio assoluto nella tribuna del Sada a fianco di papà per il retour-match dei quarti di Coppa Italia con lo Spezia.

Ruben Buriani firma il gol qualificazione con una sventola all’incrocio, Marziano Colombo la blinda con un paio di grandi parate. Il mio pomeriggio è indimenticabile: il confronto tra l’angusto fossetto dei distinti e la comoda tribuna è impietoso. Fosse per me resterei lì fino a domenica 4 maggio per la gara col Venezia.

Invece devo tornare nel solito angolino e, mannaggia, torna pure l’inverno: pioggia, vento, freddo. Terreno – ancora una volta – ai limiti della praticabilità. Battaglia nel fango. Un golletto di Sanseverino a metà ripresa regala il successo al Monza.

Ma la capolista passa a Mestre e mantiene 6 punti di margine a 6 turni dal termine. Magni ed i suoi sono attesi da ben tre trasferte consecutive: Udine, Bolzano per il famoso recupero e Solbiate Arno.

SECONDO POSTO E FINALE DI COPPA ITALIA

In Friuli tramontano definitivamente le (residue e flebili) speranze di Serie B. Pat Sala sigla presto l’illusorio vantaggio, i bianconeri pareggiano in fretta e poi sorpassano su rigore fatto ripetere (Colombo aveva parato il primo tentativo). Al 10’ della ripresa l’arbitro concede un penalty anche agli ospiti ma il ‘mio’ Gigi (alla centesima in biancorosso) commette uno dei pochi errori dal dischetto della sua carriera. Poi arriva il terzo gol dei padroni di casa.

Il Piacenza liquida il Casale e ipoteca la promozione. Mister Magni capisce che è il momento di ricaricare la truppa per mettere nel mirino l’obbiettivo stagionale ancora raggiungibile (la Coppa Italia) ed attua una sorta di turn over ragionato.

Sia a Bolzano (Frascolla) che a Solbiate Arno (Vincenzino) il Monza passa in vantaggio e subisce il pareggio nei minuti finali. Il tecnico approfitta della sosta del 25 maggio per lavorare sulla freschezza fisica e psicologica dei suoi ragazzi che giovedì 29 maggio attendono al Sada il Mantova per l’andata delle semifinali di Coppa.

Il Monza – privo di due pezzi da novanta come Antonelli e Sanseverino – vince (gol di Corti al 33’), sciupa un paio di clamorose opportunità per chiudere il discorso qualificazione e tira sospiro di sollievo per il rigore sbagliato da Jori al 55’.

Da qui in poi Magni raccoglie i copiosi frutti di quanto splendidamente seminato durante la sosta: i suoi ragazzi recuperano brillantezza atletica e convinzione nei loro mezzi.

Il campionato è ormai (con merito) del Piacenza ma proprio in questo periodo il Monza pone le basi per quella che sarà la marcia trionfale della prossima stagione. Il presidente Cappelletti si rende conto di aver fatto la scelta giusta affidando la squadra al giovane allenatore di Missaglia.

Nelle ultime quattro gare i biancorossi fanno poker. Si comincia dal 3-0 casalingo al Belluno, con Ardemagni sugli scudi, e si prosegue con la vittoria in rimonta a Mestre grazie alla doppietta di Vincenzino.

Giovedì 12 giugno a Mantova è in programma la semifinale di ritorno di Coppa Italia: i padroni di casa – deludenti in campionato e ferocemente intenzionati a riscattare la stagione negativa – partono forte e dopo appena 120 secondi Jacovone rimette in parità il doppio confronto.

Il Monza soffre, Colombo sbroglia un paio di situazioni difficili, il triestino Celli nega un evidente penalty ai virgiliani. Forse perché tra campionato e andata di Coppa ne avevano già falliti due contro i brianzoli …

Si va ai supplementari dove emerge la maggior freschezza atletica degli ospiti. Sembra però inevitabile la lotteria dei rigori quando al minuto 118 Mauro Pasqualini inventa irresistibile slalom suggellato da conclusione beffardamente vincente.

Un (parziale) riscatto per lo sfortunatissimo talento di Crevalcore: giunto dal Cesena nell’estate del ‘73 come elemento di qualità del centrocampo, Pasqualini dovette fare i conti prima con un gravissimo infortunio al ginocchio destro – operato dal celebre Professor Trillat – poi con un debilitante enfisema polmonare.

La prodezza dell’esterno scuola Bologna regala al Monza la seconda finale consecutiva in Coppa Italia. Avversario sarà il Sorrento, piazzatosi a metà classifica nel giorne C.

A proposito di classifica: i biancorossi chiudono il campionato al secondo posto. Prima triturando 4-0 il Padova al Sada con le reti di Sanseverino, Gamba, Pat Sala (un gol ‘alla Mortensen’ la definizione de Il Cittadino di giovedì 19 giugno) e Antonelli. Poi espugnando con autorità e disinvoltura Vigevano (Sanseverino ed Antonelli).

Come sono lontani i tempi della tournée della nazionale argentina che all’andata aveva spinto alle dimissioni il povero David ...

FINE TERZA PUNTATA

La quarta puntata si aprirà con “Bis in Coppa nella battaglia di Sorrento”: la finale del 29 giugno 1975, i rigori, la seconda Coppa Italia consecutiva e la conclusione della prima stagione di Alfredo Magni sulla panchina del Monza.

Meta title: Fiorenzo Dosso, il Monza di Magni tra Serie B e finale di Coppa Italia

Meta description: Terza puntata del libro incompiuto di Fiorenzo Dosso sul Monza di Alfredo Magni: la rincorsa alla Serie B, la pioggia di Bolzano e la conquista della finale di Coppa Italia.