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Si brucia il vecchio e si fa spazio al nuovo. Questo il significato del falò. Il giorno di Sant'Antonio, domani 17 gennaio, sarà celebrato con questo rito che affonda in radici antiche. Non solo a Vimercate, ma in altre parti della Brianza, si accenderanno dei grandi fuochi.

La storia

Il falò di Sant'Antonio ha origine precristiane. Si celebrava la fine dell'inverno, del periodo buio, dando spazio alla primavera e alla luce. Quindi, il fuoco era proprio il massimo simbolo dell'alba di un nuovo anno, soprattutto per le civiltà contadine. 

L'evento

Nova Milanese è una delle città brianzole in cui questo rito è più sentito. Purtroppo, dopo il Covid, molti paesi non hanno più ripreso questa usanza. Quello che non è successo, per fortuna, nel paese del sindaco Pagani.

Domani, quindi, ci si ritroverà alle 19 presso l'oratorio di San Bernardo, sito in via Venezia. Gli alpini organizzeranno l'evento che inizierà con la benedizione degli animali, per poi proseguire, intorno alle 20, con l'accensione del falò. Gran cerimoniere sarà Don Luigi Caimi, il parroco della comunità di San Grato.

Tutto è pronto, dunque, per rinnovare quest'antica tradizione, ricca di significati anche nel 2024. 

La piazza principale di Nova Milanese

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