“La calma è la virtù dei forti”. Non è ovviamente una mia affermazione, ma un detto che ha origini lontane. Qualcuno lo attribuisce addirittura ad un autore latino come Catone il Censore, altri lo reputano uscito un paio di secoli fa dalla mente fervida di Giacomo Leopardi. Non so se l’origine sia importante; ma è il concetto espresso da questa frase che mi colpisce, in quanto molto pertinente con l’attualità del calcio biancorosso. Perché, ancora una volta, una sconfitta clamorosa nella forma e nella sostanza del Monza di Paolo Bianco ha dato il via ad una serie di reazioni e commenti fuori misura che mi hanno portato alla mente la saggezza del detto citato in precedenza.

Monza, la calma è la virtù dei forti

La calma è la virtù dei forti perché occorrerà aspettare i risultati di oggi di Frosinone e Palermo per sapere l’entità del danno procurato dal clamoroso tonfo di ieri a La Spezia. La calma è la virtù dei forti perché nelle 10 giornate di ritorno il Monza ha collezionato 23 punti e, se me lo avessero detto prima, avrei firmato per ottenere questo risultato e firmerei per mantenere questa media punti da qui alla fine. La calma è la virtù dei forti, perché, senza la giusta calma, l’amarezza fa sconfinare in valutazioni fuori luogo; il che non consente di effettuare un’analisi serena che tenta di trovare i veri motivi del tonfo di ieri.

Può essere paradossale, ma io credo che il secondo gol del Monza dopo soli 16 minuti di gara sia stato deleterio per la “testa” dei biancorossi. Non me ne voglia Cutrone, che con Petagna sta facendo benissimo, ma credo che il doppio vantaggio abbia tolto concentrazione, inducendo a pensare che la partita fosse già stata definitivamente indirizzata. 

Certo, l’errore di Carboni che ha costretto il Monza all’inferiorità numerica ha complicato le cose in maniera determinante, non c’è dubbio. Ma ancora una volta credo che l’atteggiamento mentale abbia giocato un ruolo fondamentale. Più del nuovo modulo tattico voluto da Bianco, più delle assenze di Azzi e Ravanelli, più dell’inconsistenza di un giocatore come Colpani che pure potrebbe fare la differenza per i numeri di cui dispone. In più, stavolta, quelle sostituzioni che hanno consentito molte volte ai biancorossi di ribaltare i risultati non hanno portato il consueto beneficio.

C’è poi un fatto che mi faceva ritenere a rischio questa gara. Non per la consistenza dello Spezia, non per le assenze degli squalificati, non per ragioni tecniche o tattiche. In settimana Bianco si è lasciato andare ad una dichiarazione che ho percepito come del tutto inopportuna. “Noi dobbiamo guardare avanti, il nostro punto di riferimento è il Venezia, non il Frosinone o il Palermo. Noi vogliamo arrivare primi”. 

Caro mister, a mio avviso hai alzato troppo l’asticella e la tua uscita non è stata delle più felici. Voliamo basso, io firmerei perché il Monza arrivasse con un punto sulla terza in classifica al triplice fischio finale dell’ultima giornata. Non pensi che questo atteggiamento sia più saggio e motivante per tutti?

Paolo Corbetta

Spezia
foto MorAle

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