In molti comuni italiani gli informatori comunali rappresentano uno degli strumenti principali con cui le amministrazioni comunicano con i cittadini. Si tratta di periodici distribuiti direttamente nelle case, che ospitano notizie sull’attività istituzionale, aggiornamenti sulla vita cittadina e spesso anche spazi dedicati ai gruppi politici presenti in consiglio comunale.

Proprio per la loro natura pubblica e per la diffusione capillare, questi giornali locali finiscono spesso al centro del dibattito politico. La gestione degli spazi e dei contenuti, infatti, può diventare terreno di confronto – e talvolta di scontro – tra maggioranza e opposizione.

In Brianza, in questi giorni, un episodio curioso legato proprio a un informatore comunale ha acceso la polemica politica locale. Tutto nasce da un articolo pubblicato su un periodico distribuito alle famiglie del territorio.

Il Besanese

Besana Brianza, gaffe sul referendum nel notiziario Il Besanese

A Besana Brianza, nel cuore della Brianza, una clamorosa svista è finita sulle pagine de “Il Besanese”, il notiziario comunale distribuito gratuitamente alle famiglie della città.

Nel numero in distribuzione in questi giorni, nello spazio riservato al gruppo Centrodestra Besana – che riunisce Fratelli d’Italia e Forza Italia – è comparso un articolo dedicato al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Il testo invita i cittadini ad andare alle urne e votare , spiegando i contenuti dei quesiti.

Il problema è che i quesiti descritti nell’articolo non riguardano la consultazione prevista nel 2026. Il testo fa infatti riferimento ai referendum sulla giustizia del 12 giugno 2022, quelli relativi tra le altre cose alla Legge Severino, alla responsabilità civile dei magistrati e alla custodia cautelare. Una consultazione che, tra l’altro, non raggiunse il quorum.

In sostanza, nel notiziario comunale è stato pubblicato un invito al voto accompagnato da spiegazioni relative a un referendum già svolto quattro anni fa.

Polemiche politiche e critiche sull’uso dell’informatore comunale

A segnalare l’errore sono stati i gruppi di opposizione Besana per tutti, Besana4future e Pd Besana, che hanno denunciato pubblicamente l’episodio.

Secondo le minoranze, la questione non riguarda solo la gaffe sul referendum, ma anche l’uso dell’informatore comunale Il Besanese come strumento di propaganda politica. Il periodico, infatti, viene distribuito direttamente nelle case dei cittadini.

I gruppi di centrosinistra hanno criticato l’accaduto chiedendo chiarimenti sulla revisione dei contenuti prima della stampa e sollecitando il centrodestra a rettificare quanto pubblicato.

Nel dibattito locale è emersa anche una provocazione legata all’uso dell’intelligenza artificiale. In un commento ironico sui social, l’opposizione ha insinuato che l’errore possa essere legato proprio a un utilizzo superficiale di strumenti digitali, ricordando che la tecnologia può aiutare ma non sostituire il controllo umano sui contenuti.

Ci permettiamo di segnalare ai nostri amici del CENTRO DESTRA BESANESE che fanno “un po’ di confusione” sul Referendum....

Pubblicato da Besana per Tutti su Giovedì 12 marzo 2026

Referendum 2026 e referendum 2022: due consultazioni diverse

La confusione nasce dal fatto che il testo pubblicato sul notiziario comunale descriveva i contenuti dei referendum abrogativi sulla giustizia del 2022, mentre gli italiani saranno chiamati alle urne per una consultazione diversa.

Il referendum del 22 e 23 marzo 2026, infatti, è un referendum confermativo sulla riforma costituzionale riguardante la separazione delle carriere dei magistrati. A differenza dei referendum abrogativi, per questa tipologia di voto non è previsto il quorum.

Una differenza sostanziale che rende ancora più evidente la svista finita sulle pagine del periodico comunale.