Paolo Bianco, il retroscena sul Monza: cos'è cambiato dopo la A e perché ha deciso di andar via
Paolo Bianco torna a parlare del Monza: dalla promozione conquistata ai playoff alla separazione con il club, fino al confronto con il Pisa.
Paolo Bianco è tornato a parlare della sua esperienza al Monza, della promozione in Serie A conquistata soltanto attraverso i playoff e della decisione di lasciare il club brianzolo dopo la vittoria nella post-season. Lo ha fatto in un’intervista a La Gazzetta dello Sport firmata dal collega Nicola Binda, nella quale l’attuale allenatore del Pisa ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua ultima stagione in biancorosso.
Dalla mancata promozione diretta al rapporto con la società, passando per il paragone tra il Monza e il Pisa: Bianco ha risposto anche alle domande sulla sua separazione dal club brianzolo, spiegando di aver percepito che la stima nei suoi confronti fosse venuta meno.

Bianco e il Monza, il rammarico per una promozione arrivata ai playoff
Il primo passaggio riguarda proprio il cammino del Monza. Alla domanda se la promozione avrebbe potuto arrivare prima, Bianco non nasconde il rammarico per non aver chiuso il campionato nelle prime posizioni utili per la salita diretta in Serie A.
Ho un po’ di rammarico. Vuol dire che non eravamo pronti, ma vanno riconosciuti i meriti del Frosinone che ha fatto 26 punti nelle ultime 10 partite.
Il tecnico ha poi spiegato come aveva vissuto i playoff, trasformandoli in un'occasione di crescita dopo una stagione particolarmente intensa:
Ho voluto vivere i playoff come un’esperienza nuova, un’opportunità di crescita. E così è stato, una full immersion incredibile, come quando a Sassuolo con De Zerbi avevamo fatto 13 partite in 40 giorni dopo il covid.
La promozione del Monza è quindi arrivata attraverso un percorso diverso da quello inizialmente ipotizzato, ma Bianco rivendica il valore dell'esperienza maturata durante la fase decisiva della stagione.
Perché Paolo Bianco ha lasciato il Monza
È sulla separazione dal club brianzolo che l'intervista entra maggiormente nel dettaglio. Bianco racconta di non essersi aspettato il mancato proseguimento del rapporto e spiega di aver preso personalmente la decisione di non restare.
È stato un momento particolare, non me lo aspettavo. Alla fine ho deciso io di non restare, capivo che la stima era finita.
Una risposta che chiarisce, dal punto di vista dell'allenatore, il passaggio che ha portato alla conclusione dell'esperienza al Monza dopo la promozione.
Bianco si è quindi ritrovato ad affrontare una nuova sfida in Serie B, questa volta sulla panchina del Pisa. E proprio il confronto tra le due realtà è uno degli elementi più interessanti dell'intervista di Binda.
Monza e Pisa dopo la retrocessione: il confronto di Bianco
La Gazzetta dello Sport gli chiede direttamente se il Pisa di oggi sia paragonabile al Monza che aveva appena lasciato la Serie A.
La risposta di Bianco parte da un elemento comune:
Entrambe hanno chiuso malissimo la stagione e questo pesa.
Ma secondo l'allenatore esistono anche differenze importanti tra le due squadre e soprattutto tra i rispettivi contesti.
A Monza c’eran giocatori con tanti anni di A, a Pisa c’è chi ne ha fatto solo uno: c’è meno depressione, i ragazzi hanno la B come dimensione e vogliono vincere ancora.
Bianco aggiunge poi un riferimento diretto alle società:
Non solo. A Monza mi scelse Galliani, poi la proprietà è cambiata e ho dovuto conquistarla, mentre a Pisa mi ha voluto una proprietà forte con grandi prospettive.
È uno dei passaggi nei quali l'ex tecnico del Monza mette maggiormente a confronto le due esperienze, sottolineando il differente contesto nel quale si è trovato a lavorare.
Bianco: il Pisa ricorda un po’ il suo Monza
Il paragone torna anche quando la Gazzetta gli chiede se, tatticamente, il Pisa assomigli al Monza.
La risposta è netta ma accompagnata da una precisazione:
Un po’ sì, ma i giocatori sono diversi.
Bianco spiega quindi cosa ha trovato nella nuova squadra:
Sono arrivati elementi con le caratteristiche giuste per questo campionato, che alzano il livello, mentre a Monza erano rimasti giocatori forti, ma poco adatti alla B.
È probabilmente il passaggio più diretto sul piano tecnico rispetto alla sua precedente esperienza in Brianza. Il giudizio non mette in discussione il valore dei calciatori rimasti al Monza, ma evidenzia la differenza tra le caratteristiche di una rosa costruita per la Serie A e le esigenze della Serie B.
Il confronto con il Monza ritorna dunque sia sul piano societario sia su quello della costruzione della squadra: due club reduci dalla retrocessione, ma secondo Bianco con condizioni differenti per affrontare il campionato cadetto.
Per l'ex allenatore biancorosso, oggi al Pisa, il percorso riparte quindi da un progetto biennale. Ma il Monza resta inevitabilmente una parte importante del suo recente percorso professionale, quello che lo ha portato alla promozione in Serie A e, subito dopo, alla decisione di intraprendere una nuova strada.
Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.



