Da piazza Trento e Trieste a via Grigna: Monza in sciopero, ecco perché si scende in strada
Venerdì 16 ottobre il corteo di Fridays For Future attraversa Monza in bicicletta, con tappe all’ex Buon Pastore, all’Iperal e al Bosco di via Grigna.
Venerdì 16 ottobre 2026 Monza scende in piazza per lo sciopero nazionale per il clima promosso da Fridays For Future. La manifestazione partirà alle 15 da piazza Trento e Trieste e proseguirà in bicicletta attraverso alcuni luoghi simbolo del dibattito ambientale e urbanistico cittadino, fino all’arrivo previsto alle 18.30 al Bosco di via Grigna, nell’area dell’ex caserma IV Novembre. Al centro della protesta ci sono le politiche ambientali, il consumo di suolo e il futuro di alcune aree del territorio.
La mobilitazione coinvolgerà studenti, associazioni ambientaliste e comitati. Il percorso unirà temi globali e questioni locali, riportando l’attenzione su progetti di trasformazione urbana che negli ultimi tempi hanno alimentato il confronto a Monza e in Brianza.
Corteo per il clima a Monza: partenza alle 15 da piazza Trento e Trieste
Il programma diffuso da Fridays For Future Monza prevede il ritrovo alle 15 di venerdì 16 ottobre in piazza Trento e Trieste, davanti al municipio. Da qui partirà il corteo in bicicletta, con passaggi alle scuole e all’ex Buon Pastore, area interessata da un progetto di rigenerazione urbana.
Alle 17.30 è prevista una sosta al punto di ristoro di Zeguina, in via Col di Lana. La manifestazione proseguirà quindi verso l’Iperal del Rondò dei Pini, per concludersi alle 18.30 al Bosco di via Grigna.
Al termine del corteo, gli organizzatori invitano i partecipanti a ritrovarsi al bar del Nei per un momento di incontro.
Il percorso tocca luoghi differenti, ma accomunati dalle trasformazioni del territorio e dalle domande sul rapporto tra riqualificazione urbana, mobilità e tutela ambientale. Non si tratta soltanto di una protesta per il clima in senso generale: gli organizzatori intendono richiamare l’attenzione anche sulle scelte che riguardano direttamente Monza.
Il Bosco di via Grigna e l’ex caserma IV Novembre al centro della protesta
Il punto di arrivo della manifestazione è anche uno dei principali motivi della mobilitazione. Il Bosco cresciuto nell’area dell’ex caserma IV Novembre è al centro del confronto sul progetto che prevede la realizzazione di uno studentato, del capolinea della metropolitana M5 e di un grande parcheggio.
Gli ambientalisti contestano soprattutto l’impatto dell’intervento sul patrimonio verde. Secondo quanto sostenuto dai promotori della protesta, il capolinea della metropolitana inciderebbe soltanto per il 5% sul bosco, mentre l’abbattimento sarebbe legato in larga parte alla realizzazione dello studentato. I comitati hanno chiesto di trasferire quest’ultimo in altre aree dismesse della città.
La vicenda ha alimentato un confronto politico e cittadino, con posizioni differenti sul progetto e sulle priorità urbanistiche di Monza. La scelta di terminare il corteo proprio in via Grigna rende quindi il bosco il simbolo locale attorno al quale gli organizzatori intendono raccogliere le adesioni allo sciopero.
Dall’ex Buon Pastore all’Iperal: le altre tappe del corteo
Il percorso comprende anche l’ex Buon Pastore, dove è previsto un intervento di rigenerazione urbana, e il nuovo supermercato Iperal al Rondò dei Pini.
Quest’ultimo rappresenta un altro tema di confronto. L’intervento ha comportato il recupero di un’area abbandonata e la creazione di un parco urbano, ma ha ricevuto critiche da parte degli ambientalisti per il traffico che il punto vendita porterebbe in una zona già nevralgica per la circolazione cittadina.
Le tappe individuate da Fridays For Future collegano così progetti diversi, accomunati dal tema dell’utilizzo del suolo e delle conseguenze delle trasformazioni urbane. Per i promotori, la tutela dell’ambiente passa anche dalle decisioni che incidono sugli spazi verdi, sulla mobilità e sull’organizzazione della città.
Fridays For Future: le ragioni dello sciopero nazionale per il clima
Nel messaggio diffuso sui social, Fridays For Future spiega la mobilitazione con la necessità di contrastare le politiche considerate insufficienti di fronte all’emergenza climatica. Gli organizzatori contestano, tra gli altri aspetti, le prospettive di aumento delle estrazioni di gas e petrolio in Italia e il senso di impotenza che, a loro giudizio, rischia di accompagnare il dibattito sul superamento della soglia di riscaldamento globale di 1,5 °C.
Il comunicato richiama inoltre il caldo intenso e gli eventi estremi dell’estate, citando stime di oltre 30mila morti in Europa riconducibili al caldo estivo. Si tratta di un dato riportato dai promotori nel loro appello, non verificato autonomamente attraverso una fonte statistica nel materiale disponibile.
La mobilitazione avrà anche una dimensione territoriale. Nel richiamare la storia della Brianza, gli organizzatori ricordano il disastro della diossina di Seveso del 1976 e collegano le preoccupazioni ambientali attuali a temi come Pedemontana, la realizzazione di data center e il futuro del Bosco di via Grigna.
Lo sciopero del 16 ottobre porterà quindi a Monza una protesta nazionale con obiettivi che guardano anche alle scelte locali. Il ritrovo è fissato alle 15 in piazza Trento e Trieste, mentre la conclusione è prevista per le 18.30 al Bosco di via Grigna.
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