Anziano sventa truffa
Anziano sventa truffa

Conoscevano il suo nome completo e persino la targa dell’automobile. È il dettaglio utilizzato da alcuni truffatori per rendere credibile una telefonata a Tino Zogno, 81enne di Arcore, convincendolo che nella sua abitazione potesse trovarsi la refurtiva di una rapina. L’uomo, però, non si è lasciato ingannare: ha interrotto la conversazione e si è rivolto ai veri Carabinieri.

L’episodio è stato raccontato dallo stesso pensionato a PrimaMonza, con l’obiettivo di mettere in guardia soprattutto le persone anziane.

La telefonata del falso tenente colonnello dei Carabinieri

Il tentativo di truffa è avvenuto una mattina dei giorni scorsi. Zogno ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come un tenente colonnello dei Carabinieri di Milano.

Il falso ufficiale ha raccontato che le forze dell’ordine avevano fermato una Bmw blu, sulla quale avrebbe viaggiato una banda ritenuta responsabile di alcune rapine commesse a Milano.

Per dare credibilità alla ricostruzione, l’interlocutore ha pronunciato il nome completo dell’81enne e citato la targa della sua automobile. Informazioni precise che, almeno inizialmente, hanno messo in allarme il pensionato.

La richiesta di preparare oro e gioielli sul tavolo

Dopo aver conquistato la sua attenzione, i truffatori hanno chiesto di poter entrare nell’abitazione. L’81enne avrebbe dovuto raccogliere oro, gioielli e monili di famiglia, disponendoli sul tavolo del soggiorno.

Il pretesto era quello di effettuare un controllo per verificare che gli oggetti non provenissero dalla presunta rapina. I falsi carabinieri avrebbero garantito la restituzione dei beni entro quindici giorni.

La richiesta ha però fatto aumentare i sospetti dell’uomo. Quando Zogno ha mostrato le prime esitazioni, il tono della telefonata è cambiato: gli interlocutori sono diventati aggressivi e hanno minacciato di mandare nella sua abitazione anche la Guardia di Finanza.

L’81enne non ci casca e chiama i veri Carabinieri

Nonostante la pressione, l’arcorese ha mantenuto la lucidità. “Sapevano tutto di me, ma non mi sono fatto ingannare”, ha raccontato.

Zogno ha comunicato agli interlocutori che avrebbe chiuso la telefonata per contattare direttamente la Stazione dei Carabinieri di Arcore. A quel punto i truffatori hanno iniziato a urlare, intimandogli di non chiamare nessuno e sostenendo di essere loro i veri militari.

L’81enne ha riattaccato, ha contattato i Carabinieri e si è successivamente recato nella caserma di via Edison. Qui ha ricevuto la conferma che si trattava di un tentativo di truffa.

Non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, consegne di denaro o gioielli. La fonte non riferisce neppure di persone identificate o arrestate in relazione all’episodio.

Il sindaco di Arcore: «Conoscere i meccanismi delle truffe è la prima forma di difesa»

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Arcore, che ha voluto richiamare l’attenzione sul tema delle truffe ai danni degli anziani e sull’importanza della prevenzione. Il primo cittadino ha ricordato anche le iniziative promosse negli anni dall’Amministrazione comunale insieme ai Carabinieri, alle associazioni del territorio e alle realtà teatrali locali.

«Quanto accaduto al nostro concittadino ci ricorda ancora una volta quanto sia grave e insidioso il fenomeno delle truffe, in particolare quelle rivolte alle persone anziane. E ci dimostra soprattutto una cosa: conoscere i meccanismi utilizzati dai truffatori è la prima e più efficace forma di difesa.

Come Amministrazione comunale abbiamo scelto da tempo di investire sulla prevenzione e sull'informazione: attraverso incontri pubblici insieme al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Arcore e alle associazioni del territorio, come Sereni e Attivi; attraverso gli incontri che ogni anno proponiamo all'UNITRE; e anche sperimentando modalità nuove e immediate per raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Da questa idea è nato, con l'Associazione degli Avvocati di Monza Ius et Vis e con le nostre compagnie teatrali Compagnia del Quadrifoglio, Compagnia del Labirinto e Artisthis, un progetto che ha trasformato vicende tratte dalla cronaca giudiziaria in rappresentazioni teatrali capaci di spiegare, anche con il sorriso e con un linguaggio popolare, quali siano le truffe più diffuse e come difendersi. Abbiamo inoltre realizzato e distribuito materiale informativo dedicato.

Le truffe si combattono prima di tutto con la prevenzione. E per prevenire bisogna conoscere. Per questo continueremo a parlarne, a informare e a coinvolgere la nostra comunità.

Un grazie al nostro concittadino per aver raccontato quanto gli è accaduto: anche condividere queste esperienze significa aiutare gli altri a non cadere nella trappola».

La vicenda dell’81enne diventa così anche un'occasione per rinnovare l’invito alla prudenza e alla condivisione di episodi sospetti, soprattutto quando chi telefona utilizza informazioni personali per rendere più credibile la propria richiesta.

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