Warren Bondo: bocciato a Cremona ora ritornerà a Monza?
Bondo alla ricerca del riscatto: dopo la retrocessione a Cremona il Milan valuta il ritorno a Monza

Il flop a Cremona e l'insufficienza in pagella
Il rientro alla base di Warren Bondo, tuttavia, è tutt'altro che trionfale. Il centrocampista francese classe 2003, acquistato dal Milan nel gennaio del 2025 per ben 10 milioni di euro, ha vissuto una stagione molto complicata in prestito secco alla Cremonese, culminata con la retrocessione del club grigiorosso.
Nonostante le 28 presenze complessive, la critica locale (cuoregrigiorosso.com) lo ha bocciato senza appello con un pesante 4.5 in pagella per la sua stagione.
A Cremona le sue prestazioni convincenti si sono contate sulle dita di una mano. Nella prima parte di stagione ha palesato una condizione precaria e ritmi insostenibili, mentre in seguito sono emersi i veri limiti tecnici e tattici. Schierato in regia da Nicola per sostituire Grassi, ha mostrato enormi lacune nell'impostazione. Nel girone di ritorno il suo rendimento è crollato, tra troppi passaggi sbagliati e un atteggiamento a tratti indolente, caratterizzato da un rassegnato trotterellare per il campo. L’unica nota lieta è stata la gara contro il Torino, dove è stato sollevato da compiti di possesso palla per incollarsi a uomo su Vlasic, annullandone le giocate.
Bondo si è confermato un mediano di pura sostanza, un mastino che l'ex tecnico del Monza Nesta ha addirittura paragonato a Gennaro Gattuso per grinta e fisicità. Il ragazzo ha il baricentro basso e la tendenza a tenere troppo il pallone tra i piedi, eccedendo nei tocchi supplementari prima di scaricare la sfera. Sebbene lui si senta maturato dall'esperienza italiana rispetto alla concezione calcistica francese, i nodi tattici sono venuti al pettine.
Il desiderio di rivalsa e il caos societario rossonero
Nonostante l'annata storta, l'entourage di Bondo e il giocatore stesso hanno manifestato la chiara volontà di restare in rossonero. Il francese vorrebbe giocarsi le sue carte in estate a Milanello per dimostrare il proprio valore e convincere il nuovo allenatore durante il ritiro estivo.
Il problema principale è che, al momento, al Milan manca proprio la catena di comando deputata a prendere queste decisioni. Il club ha azzerato l'area tecnica licenziando in tronco Furlani, Moncada, Tare e l'allenatore Massimiliano Allegri. Prima di valutare i giovani e i rientri dai prestiti, il Diavolo deve scegliere la propria guida per il futuro. Attualmente si profilano due filosofie opposte: la linea tedesca con Ralf Rangnick capo assoluto dell'area tecnica, oppure la soluzione internazionale con Planes come direttore sportivo e Mauricio Pochettino sulla panchina rossonera.
Le prospettive future e l'ipotesi del ritorno a Monza
Proprio a causa di questo vuoto di potere e della necessità di sfoltire l'organico, la permanenza di Bondo a Milano appare molto improbabile. La sensazione forte è che il centrocampista francese sia destinato a cambiare nuovamente maglia per trovare maggiore continuità.
La pista più concreta porta a un clamoroso ritorno al Monza, il club in cui Bondo si era inizialmente consacrato nel grande calcio prima che i rossoneri investissero su di lui nell'inverno del 2025. I contatti tra le dirigenze potrebbero decollare sulla base di un nuovo prestito, in cui il Milan punterebbe a inserire un obbligo di riscatto fissato a circa 6 milioni di euro. Questa clausola diventerebbe effettiva nel caso in cui il club brianzolo dovesse centrare la salvezza al termine della stagione 2026/2027. Per il Milan si tratterebbe di una minusvalenza rispetto alla cifra spesa un anno e mezzo fa, ma ad oggi rappresenta la via d'uscita più realistica per un talento che ha bisogno di ritrovarsi.



