Intervista a Marco Frigerio, da Carate Brianza alla Serie B: il viaggio del centrocampista brianzolo
Il centrocampista del Südtirol racconta il suo percorso tra Brianza, Serie C e Serie B, tra crescita personale e calcio professionistico

Nel calcio moderno le storie dei giocatori non si costruiscono mai in linea retta. Ogni carriera è fatta di passaggi, cadute, ripartenze e ambienti diversi che contribuiscono alla crescita di un atleta. Dietro ogni maglia indossata c’è un percorso personale che spesso nasce lontano dai grandi palcoscenici. E proprio nei dettagli di questi percorsi si nasconde il vero valore del calcio professionistico.
Marco Frigerio, dalla Brianza al Südtirol: un percorso costruito passo dopo passo
La storia di Marco Frigerio, centrocampista del Südtirol, è quella di un ragazzo cresciuto a Carate Brianza e formatosi calcisticamente tra territorio brianzolo, settore giovanile del Milan, Serie C e Serie B. Un percorso che lo ha portato a costruirsi una carriera solida nel calcio professionistico, fino all’esperienza attuale in cadetteria con il club altoatesino.
Frigerio racconta un legame fortissimo con la sua terra d’origine. La Brianza non è solo il luogo dove è nato, ma anche lo spazio in cui ha costruito radici personali e familiari. La sua crescita, infatti, è stata accompagnata dalla presenza costante della famiglia e da un legame che oggi resta centrale nella sua vita. Dal punto di vista sportivo, il suo percorso è iniziato nelle giovanili del Milan, dove ha imparato cosa significhi crescere in un ambiente altamente competitivo. Da lì il passaggio al calcio dei grandi, tra Serie C e Serie B, con tappe importanti che lo hanno formato non solo come calciatore, ma anche come persona. L’ultima stagione con il Südtirol ha avuto un peso particolare, culminando con una salvezza ottenuta ai play-out contro il Bari. Un traguardo sofferto, che ha rappresentato un momento chiave nella sua esperienza professionale.

La carriera di Frigerio: crescita, difficoltà e maturazione
Nel racconto di Frigerio emerge un elemento costante: la crescita attraverso le esperienze. Le tappe con Lucchese, Foggia e Lecco hanno rappresentato momenti fondamentali della sua formazione calcistica e personale. Alla Lucchese, dopo il passaggio dal settore giovanile del Milan, ha vissuto il primo vero impatto con il calcio professionistico e con la distanza da casa. Un passaggio che ha richiesto un adattamento non solo tecnico, ma soprattutto mentale. L’esperienza al Foggia è stata invece una delle più intense della sua carriera. Una piazza passionale, esigente, dove il calcio è vissuto in modo totale. Qui Frigerio ha vissuto una crescita importante, affrontando anche una stagione complessa con cambi di allenatori e direttori sportivi, ma riuscendo comunque a raggiungere una finale playoff. Il passaggio successivo al Lecco ha aggiunto un’altra tappa significativa, tra difficoltà e ripartenze, prima dell’arrivo al Südtirol, realtà che lo ha colpito per organizzazione, struttura e mentalità. Un club che, secondo il giocatore, rappresenta un modello di efficienza, capace di lavorare con risorse limitate ma in modo estremamente razionale e strutturato.
Guardando avanti, Frigerio punta alla continuità e alla crescita personale, con un obiettivo chiaro: migliorarsi ogni anno, aumentare la propria incisività e contribuire ai risultati della squadra. Anche dal punto di vista realizzativo, il centrocampista vuole alzare il proprio rendimento, convinto che la costanza sia la chiave per consolidarsi in Serie B. Una storia che parte dalla Brianza e arriva fino al calcio professionistico, passando per sacrifici, adattamenti e crescita continua.
L'INTERVISTA COMPLETA LUNEDì 20 LUGLIO ALLE 18.00 SUL CANALE YOUTUBE DI MONZANEWS
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Alessandro Sangalli



