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520mila euro per il 2026. È la somma impegnata dal Comune di Monza con la determina numero 1640 del 4 settembre, relativa alla concessione che comprende illuminazione pubblica, manutenzione degli impianti e servizi per la smart city. Il 7 settembre è arrivato il visto contabile che ne attesta la copertura finanziaria.

La cifra riguarda questo provvedimento. Il canone annuo richiamato nel contratto è di 2.074.042,76 euro più IVA: un importo che comprende diverse prestazioni, dalla gestione dell’illuminazione ai servizi tecnologici.

I 520mila euro e il canone annuale

L’impegno di spesa è distribuito su due capitoli del bilancio comunale: 380mila euro sul capitolo 6542 e 140mila euro sul capitolo 6543, entrambi riferiti al contratto di illuminazione pubblica.

È una distinzione utile per leggere correttamente l’atto: 520mila euro non sono il costo dell’intero anno. La determina dispone questi impegni per l’annualità 2026, senza ricostruire il totale delle somme eventualmente già impegnate con altri provvedimenti.

Non documenta neppure un rincaro o un pagamento già eseguito. Il visto del ragioniere capo certifica la regolarità contabile e la disponibilità della copertura finanziaria.

Quanto pesano illuminazione e servizi smart

Il canone annuo riportato nella determina è suddiviso in tre componenti, tutte al netto dell’IVA:

  • 1.611.682,76 euro per l’illuminazione pubblica;
  • 438mila euro per i servizi Smart Cities;
  • 24.360 euro per il sistema gestionale.

La concessione comprende gestione, manutenzione e riqualificazione degli impianti, oltre alla progettazione e realizzazione del piano di efficientamento.

La parte tecnologica prevede la predisposizione degli impianti ai servizi smart e l’integrazione di fibra ottica e reti wireless, destinate alla connettività in banda larga e banda stretta. Il perimetro del contratto, dunque, va oltre il funzionamento dei lampioni.

Una concessione di 19 anni

Il raggruppamento concessionario indicato negli atti è composto da Acinque Tecnologie, A2A Illuminazione Pubblica e A2A Smart City. Nel dispositivo della determina, Acinque Tecnologie figura come soggetto contraente.

Luci

La ricostruzione amministrativa richiama una proposta presentata nel 2016, le approvazioni e l’avvio della gara nel 2019, quindi i passaggi contrattuali e progettuali del 2023.

Per la concessione, della durata di 19 anni, l’atto riporta un importo globale dei canoni offerti in gara di 43.329.000 euro, IVA esclusa. È il valore complessivo richiamato nelle premesse, distinto sia dal canone annuale contrattuale sia dai 520mila euro impegnati con questa determina.

Prima del pagamento, la verifica delle prestazioni

Il contratto prevede fatture trimestrali pari a un quarto del canone annuo. La determina richiama inoltre il compito del Responsabile unico del procedimento: verificare durante l’esecuzione che le prestazioni contrattuali siano puntualmente adempiute, per quantificare correttamente il corrispettivo dovuto.

Il pagamento segue la verifica e la ricezione della fattura elettronica, secondo i termini previsti dal contratto.

Nei due documenti non sono riportati il numero degli impianti riqualificati, i risparmi energetici ottenuti o il dettaglio dei servizi smart già attivi. Per valutare questi risultati servono gli atti di esecuzione e le relative verifiche. La determina di settembre fissa invece un dato preciso: 520mila euro di impegni di spesa, con copertura finanziaria attestata, nell’ambito della concessione in corso.

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