metrotranvia
metrotranvia

La metrotranvia Milano-Seregno finisce al centro di una nuova protesta sindacale. FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Milano e Monza Brianza hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori di Cmc Ravenna Spa, denunciando il distacco della corrente elettrica al campo base di Paderno Dugnano, ritardi nei pagamenti e condizioni abitative giudicate inaccettabili. Una situazione che si inserisce nel quadro di un'opera infrastrutturale ferma da tempo e con un avanzamento dei lavori molto lontano dalle previsioni iniziali.

Secondo la ricostruzione dei sindacati, dal 13 ottobre 2026 il campo base di Paderno Dugnano è rimasto senza elettricità per il mancato pagamento dei fornitori. La conseguenza, denunciano le organizzazioni dei lavoratori, è stata la chiusura della struttura e la necessità per numerosi operai, molti dei quali arrivati da fuori zona, di trovare una sistemazione alternativa anticipando le spese.

La protesta riguarda quindi non soltanto il futuro della linea che collegherà Milano a Seregno passando anche per la Brianza, ma soprattutto le condizioni in cui si trovano le maestranze impegnate nella commessa.

metrotranvia

Metrotranvia Milano-Seregno, campo base senza corrente e lavoratori costretti a cercare un alloggio

Nella nota congiunta, FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil riferiscono che il distacco dell'energia elettrica ha lasciato i lavoratori davanti a due possibilità: rientrare nelle proprie abitazioni oppure cercare una sistemazione in albergo, sostenendo nuovamente di tasca propria le spese di soggiorno.

Una situazione particolarmente pesante per i trasfertisti, che vivono lontano dalle proprie famiglie e dipendono dagli alloggi messi a disposizione per lavorare sul cantiere.

I sindacati descrivono una crisi che si trascinerebbe da mesi. Oltre all'emergenza del campo base di Paderno Dugnano, segnalano ritardi nel pagamento delle retribuzioni, dei rimborsi spese e dei versamenti alla Cassa Edile. Alcuni lavoratori, inoltre, avrebbero dovuto lasciare gli appartamenti assegnati loro a causa dei mancati pagamenti degli affitti, con il rischio di procedure di sfratto.

Nella loro denuncia, le organizzazioni sindacali lamentano anche condizioni igienico-sanitarie degradate, legate alla mancanza di pulizia degli alloggi e di servizi essenziali.

«La regolarità delle retribuzioni non può diventare un alibi: la dignità del lavoro significa potersi realizzare nella propria professionalità, conoscere il proprio futuro e non essere trattati come persone da parcheggiare e richiamare a piacimento», affermano FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Milano e Monza Brianza.

Lavori fermi e avanzamento al 7,7%: i numeri della crisi della metrotranvia

La vertenza sindacale si intreccia con le difficoltà che da tempo interessano il prolungamento della metrotranvia Milano-Parco Nord–Seregno, un'infrastruttura destinata a collegare l'area milanese con diversi comuni della Brianza, tra cui Desio e Nova Milanese.

Il dato più significativo riguarda lo stato di avanzamento dell'opera. Secondo la relazione annuale di MM Spa citata dai sindacati, al 31 dicembre 2025 i lavori risultavano completati soltanto al 7,7%, a fronte del 90% previsto dal cronoprogramma.

Uno scostamento rilevante, che fotografa le difficoltà del progetto già alla fine del 2025. Le organizzazioni sindacali sostengono che da allora l'opera sia rimasta ferma, con lavoratori costretti a restare a disposizione senza poter svolgere regolarmente la propria attività.

A complicare ulteriormente il quadro, secondo quanto riportato nelle ricostruzioni giornalistiche fornite, ci sarebbe anche la questione delle risorse necessarie a sostenere gli extracosti e completare l'infrastruttura. Un nodo che riguarda direttamente le prospettive di ripartenza dei cantieri, oltre alle ricadute occupazionali e alle condizioni delle persone coinvolte.

Per i territori interessati, il problema non si limita dunque ai ritardi nella realizzazione della linea: la crisi della commessa coinvolge anche la gestione dei lavoratori e la continuità delle attività nei cantieri.

I sindacati chiedono garanzie a Cmc Ravenna e l'intervento delle istituzioni

Nel mirino delle tre organizzazioni sindacali c'è Cmc Ravenna Spa, indicata come società responsabile della gestione dei lavori. I rappresentanti dei lavoratori affermano di non essere riusciti a ottenere un confronto con la dirigenza, nonostante le ripetute richieste.

«Ad oggi la dirigenza di Cmc è del tutto irreperibile», sostengono i sindacati, che chiedono risposte immediate e impegni formalizzati per affrontare l'emergenza.

Le richieste riguardano quattro aspetti principali: la ripartenza dei cantieri, il ripristino delle condizioni di agibilità dei campi base, il pagamento delle somme dovute ai lavoratori e il rimborso delle spese sostenute per trovare sistemazioni alternative.

Le organizzazioni hanno quindi proclamato lo stato di agitazione e annunciato la disponibilità a intraprendere ulteriori iniziative di protesta per tutelare salute, diritti e dignità delle maestranze.

Nella nota congiunta, FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil chiedono inoltre l'intervento della stazione appaltante e delle istituzioni. Al momento, sulla base delle informazioni fornite, non risultano dettagli sufficienti per indicare eventuali date di ripartenza dei lavori o un calendario di interventi risolutivi.

La vertenza resta quindi aperta su due fronti: le condizioni immediate dei lavoratori e il futuro di una metrotranvia che, tra ritardi e difficoltà economiche, continua ad attendere una prospettiva concreta di completamento.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.