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Paolo Domante durante la premiazione dopo la maratona di Tokyo
Paolo Domante durante la premiazione dopo la maratona di Tokyo

Paolo Domante, dirigente d'azienda nell’ambito della logistica di 57 anni, ha dimostrato che l'età è solo un numero quando si tratta di perseguire le proprie passioni. Con un cospicuo numero di maratone nazionali e internazionali, Paolo, nostro concittadino, ha recentemente raggiunto un traguardo ambito fra i runners: ha completato tutte e sei le maratone più prestigiose al mondo, chiamate sei Majors, che si tengono ogni anno nei vari continenti: in America troviamo le maratone di Chicago, Boston e New York, in Europa Berlino e Londra e infine in territorio Asiatico, l’evento si tiene all’interno della città di Tokyo. Ho avuto la possibilità di incontrare Paolo, per parlare delle sue esperienze e delle sfide affrontate lungo il percorso.

LA MARATONA, UN’UNICA PASSIONE

Sei sempre stato sportivo?

Assolutamente si, ho praticato vari sport sin da ragazzino, e ho ripreso a fare attività fisica in modo più serio nuovamente intorno ai 35-40 anni, iniziando a correre. Vorrei sicuramente riprendere a sciare visto che non pratico questo sport da parecchio tempo. Diciamo che faccio fatica a rimanere fermo!

Da quanti anni pratichi la corsa e come è nata la tua passione per l’atletica?

Circa 15 anni fa, ho iniziato a fare jogging per mantenermi in forma, preferendo l'allenamento all'aperto rispetto alla palestra. Correre al mattino presto era un modo per scaricare tensione, ma col tempo il jogging è diventato running, aumentando sia in frequenza che in intensità. Ho iniziato a partecipare a gare, inizialmente di 10 km, per poi passare alle mezze maratone e infine alle maratone.

È stata continua come passione?

Sì, è stata sicuramente un crescendo. Nel corso degli anni, ho accumulato diverse maratone e un centinaio mezze maratone, con una routine settimanale che includeva quasi sempre una corsa almeno di 20 km la domenica. Nonostante un infortunio e la pandemia abbiano causato brevi interruzioni, la passione per la corsa è cresciuta costantemente fin dall'inizio delle mie prime gare podistiche circa 12-13 anni fa.

Come si partecipa ad una gara? Quali sono state le competizioni a cui hai preso parte?

Per partecipare alle gare agonistiche è necessario essere iscritti alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, ci si può iscrivere tramite un’associazione sportiva (ASD) o come privati. Personalmente, sono stato iscritto a due società sportive, tra cui gli Urban Runners di Milano, ma ora corro senza essere iscritto ad un ASD (Runcard). Ho partecipato a numerose gare, con una mezza maratona praticamente quasi ogni domenica, in un certo periodo della mia vita, in varie località italiane e città europee. Le maratone sono meno frequenti, solitamente una all'anno per città come quella che si terrà il 7 aprile a Milano. Le principali maratone italiane includono Milano, Firenze, Roma, Ravenna, Venezia e Reggio Emilia ma ce ne sono tante altre.

Paolo Domante durante l’allenamento. Su instagram: paolodomante
Paolo Domante durante l’allenamento. Su instagram: paolodomante

LE FANTASTICHE SEI, UN OBIETTIVO TANTO AGOGNATO

Tu hai gareggiato nelle sei Majors, spiegaci un pò di cosa si tratta?   

Le "sei Majors" sono le maratone considerate dal circuito internazionale come le più importanti. Hanno criteri speciali per l'organizzazione, la partecipazione e il riconoscimento internazionale. Gli atleti professionisti di fama mondiale e gli olimpionici partecipano a queste gare. Le sei Majors fanno parte del circuito denominato World Major Marathon e includono Chicago, New York, Boston negli Stati Uniti, Berlino e Londra in Europa, e Tokyo in Giappone, dove ho sostenuto il mio miglior tempo tra queste di 3 ore e 18 minuti. Nel mondo del running, completare le sei Majors è un sogno ambito.

Qual è stata la maratona tra le Majors che ha avuto più fascino per te e quali sono state le sensazioni provate?

Le maratone offrono esperienze uniche: Tokyo, che ho concluso nel 2024, è speciale perché è l'unica in oriente, mentre Londra, che ho fatto nel 2019, ti porta davanti a Buckingham Palace con la famiglia reale a bordo percorso, ed è molto suggestivo. A Berlino, completata nello stesso anno di Londra, attraverso la Porta di Brandeburgo, ma le tre americane sono le più coinvolgenti grazie alla forte cultura sportiva degli Stati Uniti. A Chicago, dove ho corso nel 2018, l’atmosfera era pazzesca. A New York, dove la prima l’ho compiuta nel 2016, le strade sono affollate da oltre un milione di sostenitori, e ciò rappresenta quanto ci sia una cultura dello sport popolare. A Boston, dove quest’anno la maratona si terrà a breve, il 15 aprile, l'evento coinvolge l’intera metropoli e tutte le zone limitrofe. La partenza è a circa 35 km fuori città, raggiunta dai corridori tramite pullman, e l’arrivo nei quartieri cittadini. A Boston ho gareggiato nel 2023. Per me, è la maratona per eccellenza, esistente da 128 anni, dove la corsa è una parte integrante della cultura cittadina e familiare, creando un'atmosfera unica. Quando si corre a Boston si ha la sensazione di partecipare a qualcosa di particolare.

Paolo durante la premiazione dopo la maratona di Tokyo. Su instagram: paolodomante
Paolo durante la premiazione dopo la maratona di Tokyo. Su Instagram: paolodomante

LA PREPARAZIONE ALLE MARATONE E GLI INFORTUNI 

Hai cambiato preparazione da una maratona all’altra? 

In 8 anni, dal 2016 al 2024, ho completato tutte e sei le Majors, nonostante due anni di sospensione a causa del COVID-19. La mia preparazione per le diverse maratone è rimasta costante, in quanto è composta dalle 3 alle 5 uscite di allenamento alla settimana e copre, nel mio caso, dai 60 agli 80 km. Tuttavia, la velocità è variata a seconda degli obiettivi di gara.

Che tipo di alimentazione hai per prepararti ad una maratona? 

Per prepararmi alla maratona, seguo una dieta bilanciata che include tutti i macronutrienti essenziali. Assicuro di avere una buona quantità di carboidrati per produrre energia, proteine per il recupero muscolare e grassi sani. Reintegro anche gli alimenti in base allo sforzo fisico sostenuto durante gli allenamenti. Consulto regolarmente un nutrizionista per ottenere consigli su come scegliere alimenti nutrienti e bilanciati. Diciamo che però corro anche e soprattutto per fare spazio alla buona cucina e per bilanciare gli sgarri con un po' di esercizio! 

Hai avuto infortuni che avrebbero potuto compromettere la riuscita di questo importante risultato? 

Due anni fa ho affrontato un infortunio muscolare che ha messo in dubbio la mia capacità di continuare a correre, tanto che si è pensato potesse essere legato a un problema all'anca, come un'artrosi abbastanza sviluppata. Questo momento di incertezza è emerso qualche mese prima della mia partecipazione a Boston 2022, che poi fortunatamente sono riuscito a correre appunto nell’anno successivo. Tuttavia, grazie al supporto di un fisioterapista e di un osteopata, e attraverso il potenziamento muscolare, ho superato l'infortunio e ho potuto continuare a correre nonostante le preoccupazioni iniziali.

Quali sono state le sensazioni di poter interrompere il tuo progetto?

Il pensiero di dover interrompere il mio progetto è stato piuttosto triste. Dopo 15 anni di corsa costante, mi sono sentito privato della mia quotidianità, del mio hobby e della mia principale fonte di distrazione. È stato un duro colpo quello di pensare di non poter più correre. Questo mi ha spinto a dedicarmi maggiormente alla bicicletta, poiché è meno dannosa per le articolazioni. E poi perchè per chi fa sport è difficile fermarsi sul divano improvvisamente.

I SACRIFICI, LE EMOZIONI E I PROSSIMI OBIETTIVI

Quali sono stati i tuoi sacrifici per partecipare alle maratone? 

La costanza negli allenamenti è essenziale, anche di fronte agli imprevisti come il meteo e i viaggi frequenti. Nel mio caso anche con uno o due viaggi, per lavoro, alla settimana, è necessario adattare gli allenamenti al luogo in cui ci si trova. Anche in condizioni climatiche avverse, come pioggia, neve o freddo, è importante seguire la tabella di allenamento, specialmente durante il periodo di preparazione prima di una maratona. Questo significa svegliarsi presto anche in inverno e sacrificare il sabato sera per allenamenti lunghi la domenica, essenziali per prepararsi a correre al meglio le maratone (42 km).

Come sei riuscito a conciliare il lavoro con le varie preparazioni alle maratone? 

Per conciliare il lavoro con la preparazione alle maratone, preferisco allenarmi al mattino, prima dell'orario di lavoro, tra le 5:30 e le 7. Quando viaggio sia in Italia che all’estero, scelgo hotel vicino a parchi o luoghi adatti alla corsa, dove appunto si possono trovare percorsi di runners. Essendo 20 anni che viaggio per lavoro e corro, ho imparato a selezionare i posti dove alloggiare. A Monza, i runner sono fortunati perché la città ospita un parco molto importante, dove molti si allenano, offrendo molte possibilità di scelta. In città infatti sono presenti numerosi gruppi di runners tra cui il Monza Marathon Team e i Monza Brianza Runners, ma non sono gli unici!

Chi sono stati i tuoi sostenitori che ti hanno supportato nella tua impresa?

I principali sostenitori nella mia impresa sono stati gli amici, la famiglia e i colleghi di lavoro. Poiché i runner tendono a parlare costantemente della corsa, sono stati tutti coinvolti e hanno offerto incoraggiamento e sopportazione. Gli amici che condividono la passione per la corsa hanno giocato un ruolo significativo, infatti la condivisione di allenamenti collettivi ha contribuito a creare un senso di comunità e sostegno reciproco oltre che imparare dai runners più esperti.

Quando hai ricevuto la maxi medaglia come coronamento del tuo traguardo, quali sono state le tue emozioni ?

Quando ho ricevuto la maxi medaglia con 6 micro medaglie, ognuna per ogni maratona, le mie emozioni erano di pura soddisfazione e realizzazione. Dopo aver investito tempo, denaro e anni di allenamento, provavo un senso di compimento profondo. Ero emozionato per aver raggiunto un obiettivo così importante ed ho pensato a chi mi seguiva dall’Italia. Di solito, al termine di ogni maratona, provo una grande soddisfazione e spesso scende anche qualche lacrima, poiché è il momento in cui vedo i frutti del mio duro lavoro. Ma alla fine delle sei Majors, la sensazione è stata ancora più straordinaria, sia dal punto di vista emotivo che sportivo.

La Maxi medaglia delle Sei Majors
La Maxi medaglia delle Sei Majors

Cos’è che ti gratifica nel fare questo sport in relazione anche alla grande fatica che fai?

Noi runner corriamo per divertimento e benessere e alla fine personalmente cerco di prendermi poco sul serio, ma ciò che mi gratifica nell'affrontare questa sfida sportiva, nonostante la grande fatica, è il senso di soddisfazione nel portare a termine un obiettivo che ho controllato e gestito con le mie forze. Rappresenta il risultato tangibile di un impegno costante, di una metodologia e di una disciplina che ho seguito per raggiungere il traguardo. Questo senso di realizzazione mi spinge a chiedermi cosa d’altro posso ottenere, incoraggiandomi a superare continuamente i miei limiti. Inoltre, l'attività fisica libera endorfine che mi fanno sentire appagato e in pace con me stesso dopo ogni sessione di corsa.

Dopo le sei maratone adesso quale è il prossimo obiettivo?

Nei prossimi anni, oltre alla corsa, concentrerò più attenzione sulla bicicletta, mantenendo comunque l'allenamento di entrambe le discipline. Infatti mi piacerebbe molto partecipare alla maratona delle Dolomiti, una gara ciclistica piuttosto prestigiosa. Non ho ancora deciso quali saranno i miei prossimi obiettivi di gara. Anche se alcuni podisti affrontano il secondo giro delle sei Majors, personalmente non credo di farlo, anche se ho già corso New York più volte e ho il tempo di qualificazione per Boston 2025 e correrò Chicago ancora nel 2024. Ecco, vedi, cambiamo discorso, perché sto già pensando al secondo giro!

LA CORSA, SPORT CHE CREA UNIONE TRA LE PERSONE

Anche se viene riconosciuto come sport individuale con obiettivi personali, è uno sport che tende a creare tanta unione tra i runners? 

Sebbene si corra da soli con i propri pensieri e obiettivi, la pratica della corsa è estremamente sociale. Partecipo alle gare insieme agli amici, ci si incontra prima, durante e dopo le gare, si organizzano allenamenti collettivi e ci si riunisce per mangiare e bere insieme. Gruppi di corridori si incontrano regolarmente nei parchi e in varie località della città per correre insieme, e quando io viaggio per lavoro, cerco sempre un gruppo locale con cui correre. La corsa è dunque uno sport che favorisce la socializzazione e la condivisione tra gli appassionati e porta a creare buone amicizie.

Quanti italiani e monzesi hanno concluso le sei Majors?

Sfortunatamente, non è possibile stabilire quanti monzesi abbiano completato le sei Majors poiché le informazioni raccolte riguardano solo la nazionalità degli atleti e non la città di provenienza. Tuttavia, prima di Tokyo e senza l’aggiunta dei dati della prossima maratona di Boston che si terrà il 15 aprile, tra gli italiani che hanno conseguito questo traguardo nel corso degli anni, si contano 649 persone, di cui 539 uomini e 110 donne. Nel Monza Marathon Team, mi hanno riportato che diversi runners abbiano già completato da tempo le sei Majors, quindi a Monza sono sicuramente in ottima compagnia.

PARLIAMO UN PO’ DI CALCIO…

Parlando un po’ di calcio, che squadra tifi?  come giudichi la stagione del Monza finora?

Sono milanista! Ma nutro simpatia anche per il Monza. Ho l’abbonamento allo stadio per il Milan, ma ho la carta del tifoso del Monza. Riguardo alla stagione del Monza finora, la giudico grandiosa considerando che siamo nella parte sinistra della classifica, tra i primi 10. Nonostante le cessioni, la squadra si è dimostrata solida nel gioco e nell'ossatura, e ci sono buone prospettive per migliorare rispetto alla stagione precedente. Attualmente siamo decimi, ma c'è spazio per fare ancora meglio.

La storia di Paolo Domante dimostra che con determinazione, impegno e passione, è possibile superare ogni sfida. Il suo successo nelle sei maratone del World Marathon Majors è un esempio ispiratore per tutti coloro che perseguono i propri sogni, indipendentemente dalle difficoltà incontrate lungo il percorso. Grazie Paolo per la tua testimonianza e ti aspettiamo alla prossima partita del Monza all’ U Power Stadium per supportare i Bagaj!

Canale Instagram di Paolo Domante:https://www.instagram.com/paolodomante?igsh=d2J0MmU0aDA3a251

Alessandro Sangalli

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