Monza e la storia del cinema: la famiglia Cardin in mostra
A Monza la mostra “Ricordi di cinema” racconta la storia dei Cardin e delle sale cittadine: locandine, documenti e una lettera da Hollywood.
A Monza il cinema torna a raccontarsi attraverso i suoi ricordi più preziosi. Dal 1° ottobre al 29 novembre, la Sala Fellini del Teatro Binario 7 ospiterà “Ricordi di cinema”, la mostra nata dall'archivio della famiglia Cardin, protagonista per quasi un secolo della gestione delle sale cinematografiche tra Veneto, Milano e Brianza.
Locandine, listini, riviste, fotografie, materiali pubblicitari e documenti originali permetteranno di ripercorrere una storia che a Monza affonda le radici nel 1944, quando la famiglia Cardin arriva in città. Da quel momento e fino al 2005, Arnoldo, Gino, Francesco con la moglie Luisella, Nicoletta e Stefania accompagneranno generazioni di spettatori, arrivando a gestire cinque degli otto cinema cittadini attivi in quegli anni. Non è soltanto una mostra di cimeli.
È anche il racconto di una Monza nella quale andare al cinema era un'abitudine collettiva e le sale rappresentavano uno dei luoghi attraverso cui la città viveva il cambiamento sociale e culturale del Novecento.
La famiglia Cardin e quasi un secolo di cinema
“Al posto del Dna abbiamo la pellicola cinematografica”. La frase scelta per raccontare la famiglia Cardin restituisce bene il legame tra la famiglia e il mondo dello spettacolo. La loro storia comincia nel 1909, ad Abano Terme, e attraversa poi Milano e Monza.
Per quasi cento anni il cinema diventa un'attività familiare tramandata attraverso più generazioni, fino alla conclusione dell'esperienza nel 2005. A Monza l'archivio conserva così una parte della storia delle sale cittadine. La mostra metterà in particolare a disposizione del pubblico i listini cinematografici dal 1930 al 1976, oltre a locandine, riviste, documentazione pubblicitaria e altri materiali originali.
Una parte dell'archivio è stata inoltre digitalizzata grazie al lavoro dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, permettendo di conservare e valorizzare documenti che raccontano non soltanto i film proiettati, ma anche tutto ciò che ruotava attorno alla gestione quotidiana delle sale. Ed è proprio qui che il progetto assume un valore particolare per Monza: attraverso i documenti della famiglia Cardin è possibile rileggere la città non soltanto attraverso i suoi edifici, ma attraverso le abitudini di chi quei cinema li frequentava e di chi, ogni giorno, lavorava perché lo spettacolo potesse andare in scena.
Dal Cine-Teatro Manzoni a cinque sale: la Monza del grande schermo
Tra i luoghi che riemergono dall'archivio c'è il Cine-Teatro Manzoni. Nel 1955 la sala inaugurò la propria stagione cinematografica con “Sette spose per sette fratelli”. Dal 1984 il Manzoni sarebbe diventato esclusivamente teatro.
È uno dei passaggi che meglio fotografano l'evoluzione del rapporto tra Monza e il cinema. Le sale cambiano funzione, la città cambia insieme a loro e ciò che oggi può apparire come semplice materiale d'archivio diventa la traccia concreta di un'abitudine che per decenni ha coinvolto il pubblico monzese.
La famiglia Cardin, fino al 2005, arrivò a gestire cinque degli otto cinema presenti in città negli anni considerati dalla mostra. Un dato che restituisce la dimensione dell'attività svolta dalla famiglia e permette di capire quanto il suo percorso sia intrecciato con la storia dello spettacolo a Monza.
Tra i documenti più particolari conservati nell'archivio c'è anche una lettera del 1950 spedita da Hollywood da Cecil Blount DeMille a Gino Cardin, relativa al noleggio di “Sansone e Dalila”. Accanto ai nomi internazionali e ai grandi film, però, ci sono le testimonianze più quotidiane. I libretti di programmazione, con le annotazioni scritte a mano, raccontano infatti il lavoro necessario per organizzare le proiezioni e mostrano il lato meno visibile di un'attività che il pubblico viveva principalmente una volta seduto in sala.
“Ricordi di cinema”, quando l'archivio diventa una mostra diffusa
Il progetto è stato ideato da Stefania Cardin e Alberto Sironi e promosso dall'associazione Thuja Lab in collaborazione con il Comune di Monza e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La mostra è stata presentata in municipio dopo l'anteprima del 9 settembre alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nello Spazio della Regione del Veneto.
A Monza l'inaugurazione è prevista per martedì 29 settembre alle 18.30. L'esposizione sarà visitabile dal 1° ottobre al 29 novembre, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ma il progetto non resterà confinato al Teatro Binario 7. Dal 15 ottobre, al Teatro Manzoni saranno esposte vecchie locandine e fotografie legate alla costruzione dell'edificio.
Il cinema coinvolgerà inoltre alcune vetrine dei negozi cittadini, in collaborazione con Confcommercio, mentre a dicembre una parte della mostra sarà portata alla Rsa San Pietro. Anche Villasanta sarà coinvolta con un incontro alla Libreria Pagina59 e una proiezione al CineTeatro Astrolabio, come annunciato dal sindaco Lorenzo Galli. “È una storia fatta di sale cinematografiche, persone, ricordi ed emozioni che continuano a unirci”, ha sottolineato Stefania Cardin.
Ed è forse questo il punto centrale di “Ricordi di cinema”: non riportare semplicemente in superficie vecchie locandine o documenti, ma utilizzare quei materiali per ricostruire una parte della memoria di Monza. Una città nella quale, per decenni, il cinema non era soltanto quello che appariva sullo schermo, ma anche il lavoro, i luoghi e le persone che rendevano possibile ogni proiezione.
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