Gustavo Varela continua a conquistare spazio sulla stampa nazionale. L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, con un articolo firmato da Matteo Delbue, dedica un ampio approfondimento al 21enne attaccante del Monza, protagonista di un avvio di stagione che ha superato le aspettative.

Il quotidiano parte da una parola portoghese, craque, utilizzata per indicare un talento, un fuoriclasse, un fenomeno. Varela, precisa la Gazzetta, non lo è ancora, ma ha caratteristiche e numeri che possono portarlo in quella direzione. Sono sei i gol segnati in cinque partite, considerando anche la Coppa Italia: un biglietto da visita che racconta un ambientamento immediato nel calcio italiano.

Non è però soltanto una questione di statistiche. Dopo aver già analizzato nei giorni scorsi il rendimento e i numeri del portoghese, oggi la rassegna stampa permette di aggiungere qualche elemento al ritratto del nuovo attaccante del Monza.

Varela

Varela, dal gol a San Siro alla doppietta contro il Sassuolo

L'impatto di Varela con il calcio italiano è stato immediato. Il primo gol è arrivato a San Siro, poi è arrivata la rete all'esordio al Brianteo contro l'Udinese. Infine, la doppietta contro il Sassuolo, decisiva per regalare al Monza la prima vittoria della stagione.

Tre tappe che hanno accompagnato la crescita dell'attaccante all'interno della squadra di Ivan Juric e che hanno trasformato rapidamente Varela in uno dei nomi più osservati della formazione biancorossa.

La sua striscia positiva è proseguita anche con la Under 21 del Portogallo. Venerdì Varela ha segnato nella gara di qualificazione all'Europeo giocata in casa della Bulgaria, portando a quattro i gol in sei presenze con la selezione portoghese Under 21.

La Rosea sottolinea così un dato che avevamo già evidenziato nei giorni scorsi: Varela non si è limitato a entrare rapidamente nei meccanismi del Monza, ma sta mantenendo un rendimento realizzativo importante anche a livello internazionale.

Forza, velocità e profondità: così Juric utilizza Varela

L'aspetto più interessante dell'analisi della Gazzetta riguarda però le caratteristiche tecniche dell'attaccante.

Forza fisica, presenza in area e attacco della profondità sono gli elementi principali individuati dal quotidiano. Varela non viene descritto come un centravanti statico: al contrario, la sua capacità di muoversi e accelerare permette a Juric di utilizzarlo anche come riferimento per far salire la squadra.

L'attaccante può proteggere il pallone spalle alla porta e favorire gli inserimenti dei compagni, ma allo stesso tempo attaccare lo spazio grazie a una velocità massima che, secondo quanto riportato dalla Gazzetta, ha raggiunto i 33 chilometri orari.

A completare il quadro ci sono la rapidità nella conclusione, la potenza nel gioco aereo e la precisione dal dischetto.

Sono caratteristiche che aiutano a spiegare perché il suo inserimento sia stato così rapido. E soprattutto perché il rendimento non dipenda da un'unica soluzione offensiva: Varela può partecipare alla manovra, giocare sulla profondità e diventare pericoloso dentro l'area.

Dal Benfica al Gil Vicente: il percorso prima del Monza

Dietro l'esplosione immediata in Serie A c'è un percorso costruito soprattutto nel settore giovanile del Benfica.

Con la seconda squadra del club portoghese Varela ha raccolto circa 60 presenze e 15 gol, riuscendo anche a debuttare con la prima squadra. La stagione della svolta, secondo la ricostruzione della Gazzetta, è stata però quella vissuta al Gil Vicente.

In Portogallo l'attaccante ha segnato sei gol in una trentina di partite, ma soprattutto ha trovato una continuità di prestazioni che ha convinto il Monza a puntare su di lui.

L'operazione estiva, per una cifra di circa due milioni di euro, è diventata così uno degli investimenti centrali del mercato biancorosso. Un investimento che, almeno in questo avvio, ha trovato una risposta immediata sul campo.

Il dettaglio più curioso: Varela ha sfidato suo padre in campo

Nell'articolo della Gazzetta c'è anche una curiosità che racconta una parte decisamente meno conosciuta della storia di Varela.

Nella stagione 2024/25, quando Gustavo giocava nella squadra B del Benfica, ha affrontato in due gare ufficiali proprio suo padre Fernando, classe 1987 e allora difensore dell'Alverca, all'ultima stagione prima del ritiro.

Un incrocio particolare all'interno di una carriera che Gustavo Varela ha costruito tra Portogallo e Serie A e che ora lo ha portato al Monza.

La Gazzetta ricorda inoltre le origini capoverdiane dei genitori dell'attaccante e alcuni dettagli che ne hanno accompagnato il passaggio al calcio italiano, dagli occhiali indossati alla firma del contratto fino al ciuffo biondo comparso nelle ultime settimane.

Ma c'è soprattutto un dato che resta: nessun giocatore prima di Varela aveva segnato quattro reti nelle prime cinque giornate di Serie A con la maglia del Monza.

Dopo i gol e i numeri già finiti sotto i riflettori, la rassegna stampa aggiunge dunque un altro capitolo alla storia del 21enne portoghese. Il craque, per ora, è ancora una definizione prematura secondo la stessa Gazzetta. Il Monza, però, ha già scoperto quanto possa essere importante il suo nuovo attaccante.

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