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Il capitano del Monza Matteo Pessina - Foto: AC Monza
Il capitano del Monza Matteo Pessina - Foto: AC Monza

“Un vero carattere riesce sempre a emergere nei grandi momenti”
Parole di Napoleone Bonaparte, condottiero francese che proprio in Sardegna tra il 1792 e 1793 affrontò il suo primo conflitto armato in qualità di tenente colonnello. La spedizione si rivelò un vero fallimento, con attacchi a Cagliari e a La Maddalena che terminarono entrambi con delle sconfitte per i transalpini. Ma non per Napoleone, che fuggì ad Ajaccio, sua città natale, e iniziò a preparare il terreno per la successiva scalata al potere, culminata nel 1804 con la proclamazione a Imperatore. 

Dalla débâcle in Sardegna al mitologico trionfo di Austerlitz, l'epopea di Napoleone - tralasciando l'abissale epilogo del 5 maggio 1821, tradotto poi in versi da Alessandro Manzoni - potrebbe essere riassunta in due macro atti, come i momenti di una contesa, un duello sospeso da una breve pausa prima del suo risveglio. Ed è proprio nella fugace interruzione che il carattere riaffiora, manifestandosi insieme al carisma nelle grandi occasioni. Una vita da film, come il kolossal diretto da Ridley Scott (al cinema dal 23 novembre). Un film in due tempi, come una partita di pallone e, restando al presente, come il match dell'Unipol Domus, dove il Monza ha reagito con personalità nella ripresa riscattando una prima frazione opaca e in affanno.

Il riscaldamento di Cagliari e Monza

Ranieri contro Palladino

Cagliari-Monza non poteva essere una sfida facile e tantomeno banale, sia per la classifica sia per i valori in campo e gli ideali professati dai due allenatori. 
Ranieri contro Palladino: da una parte un veterano della panchina, vincitore di una Premier League epica con il Leicester nel 2016; dall'altra un tecnico giovane e aggiornato, evoluto nell'approccio e arciere d'imprevedibilità. 
Due filosofie diverse, due modi differenti per raggiungere l'obiettivo. Sir Claudio muove i fili di un calcio capitale e pragmatico, di metodo e sostanza; Palladino predilige la forma per ottenere il risultato, espressione e armonia di un football dinamico, progettato sui fondamenti di gioco e la coralità. Perché, come sosteneva il mago Helenio Herrera,"il calcio moderno è velocità. Gioca veloce, corri velocemente, pensa velocemente, marca e smarcati velocemente".

Pensiero, azione e rapidità d'esecuzione. Una meccanica che il Monza ha nelle sue corde ma riesce a riprodurre in parte sul rettangolo verde di Cagliari.

Il portiere del Monza Michele Di Gregorio

Cagliari frenetico, Monza scarico

Primo tempo a mezzo servizio per la squadra di Palladino, gassosa nell’atteggiamento e inabissata sul piano tecnico e tattico dagli uomini di Ranieri, più infuocati e feroci nello spirito.

L'avvio è a favore dei rossoblù, corti e aggressivi nelle due fasi di gioco, bilanciati nell’assetto e intraprendenti in avanti. Giro palla, pressione alta e compattezza: il Cagliari spinge forte e mette all’angolo il Monza, mai apparso cosi in difficoltà in questo campionato. La strategia di Ranieri è veicolata a spaccare i reparti avversari, con una pressione veemente dei centrocampisti, in particolare Makoumbou, e una difesa alta a impedire l'esecuzione e il ragionamento degli attaccanti biancorossi. 

Il passepartout tattico è Nicolas Viola: l'ex Benevento e Bologna fa impallidire la retroguardia brianzola con inserimenti alle spalle dei centrocampisti e il suo mancino insidioso. 
All'ottavo minuto Prati alza la testa e vede il movimento tra le linee del 10 rossoblù, che riceve la sfera e guida la transizione, giungendo indisturbato alla conclusione dal limite dell'area. Un tiro velenoso che Di Gregorio devia in angolo.

Dagli sviluppi su palla inattiva arriva il vantaggio dei sardi. Viola pennella una parabola arcuata per la testa di Goldaniga, che a botta sicura costringe Di Gregorio a compiere un miracolo. Ma il salvataggio dura meno di un'istante, con Dossena che sfrutta la respinta del portiere biancorosso e deposita in rete. 
È 1-0 per il Cagliari.

Il passaggio in verticale di Prati per Viola, libero di agire tra le linee - Foto: DAZN

Resistere e ripartire

L'intensità del Cagliari diventa un fattore e il Monza fatica a trovare le misure, soffrendo a tratti l'asfissiante agonismo dei rossoblù. Dossena e Chatzīdiakos spengono ogni velleità offensiva dei biancorossi, con Mota, Colpani e Colombo troppo in ombra e isolati. Augello costringe Birindelli a una prolungata attività di ripiego, con Luvumbo a orbitare fra la trequarti e l'area di rigore. 

Tanto forcing per la formazione di Ranieri che cerca ripetutamente la via del raddoppio, ma il solito Di Gregorio tiene in partita il Monza. La squadra di Palladino prova a resistere e ripartire. Al 37' Gagliardini recupera palla e scatena il contropiede dei suoi, con Dany Mota che ribalta l'azione ma pecca nell'ultima scelta, servendo Colpani anziché Birindelli, completamente libero sulla corsia destra. 

Reazione a catena, rinascita collettiva

La scossa arriva nel secondo tempo. Palladino tocca le corte emotive dei suoi giocatori e spariglia le carte in tavola, puntellando l’assetto al 4-2-3-1 per togliere agli avversari la possibilità di specchiarsi su marcature e posizioni. 
Difesa a 4, miglior copertura del campo e ampiezza nella manovra: il Monza si accende e switcha, spiattella una reazione a catena (scomodando il titolo del film di Andrew Davis) sulle catene, da destra a sinistra con tempi e spazi corretti, aggiustando il tiro e conservando i soliti, essenziali, principi di gioco.

cagliari monza
Il 4-2-3-1 del Monza nel secondo tempo a Cagliari - Foto: DAZN

La prima volta non si scorda mai

Al 57’ entra Maric e risponde subito al vantaggio di Dossena pareggiando i conti al 61' con un colpo di testa su corner. È il primo centro in massima serie per l'ariete croato di origine bosniaca, un gol che regola i conti col Cagliari e ribalta completamente l'inerzia del match.

Palladino stravolge il parco attaccanti e lo fa in positivo, con Ciurria e Valentin Carboni - tocco tanguero e lampi di classe sopraffina - in sintonia sull’asse di destra e abili a sfruttare i varchi lasciati dai sardi. Ranieri corre ai ripari abbassando Augello sul segmento arretrato, ma i brianzoli pungono ripetutamente sugli esterni. 

Nel mezzo Pessina, alla sua 150^ presenza in A, e Gagliardini salgono in cattedra, toccando con frequenza la sfera e variando il gioco sulle corsie. Insieme i due si completano e costituiscono un tandem irrinunciabile, il corpus essenziale dello scacchiere di Palladino, rispettando quello che Gianni Brera considerava fondamentale nel mestiere del centrocampista, ossia avere istintivo o quasi il senso geometrico del gioco”.

Anche in difesa gli automatismi funzionano: Caldirola annulla totalmente l’ex Petagna, Andrea Carboni è il primo costruttore di gioco e lavora molti palloni, D’Ambrosio contiene efficacemente Luvumbo. Con l'ingresso di Pablo Marí la retroguardia brianzola torna nuovamente a 3 e costringe il Cagliari a riquadrarsi per affrontare gli ultimi minuti.

È un secondo tempo di spessore quello disputato dal Monza, plasmato nella testa e rinvigorito nell'animo. Arrivano le occasioni e pure due traverse, la prima scheggiata da Mota e la seconda, nel recupero, colpita da Ciurria su assist perfetto di V. Carboni; un legno che avrebbe colorato di magico la trasferta in Sardegna. 
Ma il verdetto dice X e la partita finisce 1-1.

Perché “se non puoi vincere, assicurati di non perdere” sottolinea Ranieri nel post partita - citando saggiamente Johan Cruijff - consapevole del peso che può avere un punto nella lotta salvezza. 

L'assist idi V. Carboni per Ciurria, che crossa e colpisce la traversa. - Foto: DAZN

Incontro equilibrato, risultato corretto 

All'Unipol Domus il Monza ottiene il sesto pareggio del suo campionato e sale a quota 18 in classifica. Un punto importante per i brianzoli, che restano vigili e saldamente ancorati alla zona Europa.

Dunque, cosa resta di questo Cagliari-Monza
Il rammarico di aver mancato l'approccio nei primi 45 minuti e non aver capitalizzato le occasioni nella ripresa. Una gara strana, sotto certi aspetti anche dicotomica, che poteva consegnare il successo ad entrambe le squadre, ma alla fine non ha eletto né vincitori né vinti. L'1-1 è un risultato che non delude e genera un clima di estremo fair play sugli spalti, strette di mano e abbracci fra le compagini rivali.

A tal proposito balza alla mente la celebre massima di Manlio Scopigno, che diceva: "se non ci fossero le partite, il calcio sarebbe il gioco più bello del mondo"
Forse aveva ragione il Filosofo di Paularo, lui che guidò il Cagliari di Gigi Riva allo storico scudetto nel 1970 e, tre anni più tardi, fece esordire in Serie A un giovanissimo Claudio Ranieri con la maglia della Roma. 
O forse in (bona)parte. Perché, a pensarci bene: cosa sarebbe il calcio se non ci fossero le partite? 
Questione di prospettive, questione di vedute. Lasciamo ai poster l'ardua sentenza. 

Dunque, non ci resta che attendere il match dell'U-Power Stadium di venerdì 1 dicembre 2023 alle 20.45 contro la Juventus di Massimiliano Allegri. Una super sfida, la prima interna in stagione contro una big, che darà al Monza la possibilità di trasformare - magari come lo scorso anno - l’impossibile in qualcosa di possibile.

Di Andrea Rurali