Addio Mircea Lucescu: l'ultimo applauso al "Maestro" che ha segnato il calcio
Dalla Romania allo Shakhtar, passando per Inter e Brescia: scomparso un tecnico che ha lasciato un segno ovunque.
Ci sono figure che non appartengono soltanto a una squadra o a una stagione.
Restano nella memoria collettiva per il modo in cui hanno interpretato il calcio.
Alcuni allenatori hanno vinto, altri hanno innovato, pochissimi hanno fatto entrambe le cose.
Nel loro nome finisce per convivere un’idea precisa di competenza, carisma e metodo.
Mircea Lucescu, addio a un maestro del calcio europeo
È morto a 80 anni Mircea Lucescu, uno dei tecnici più autorevoli della storia del calcio europeo. Il decesso è avvenuto a Bucarest, all’Ospedale universitario di emergenza, dopo il peggioramento delle sue condizioni legate a un grave problema cardiaco. Solo pochi giorni prima, il tecnico rumeno aveva lasciato l’incarico di commissario tecnico della Romania.
Il quadro clinico si era complicato rapidamente dopo i primi malori accusati nei giorni scorsi, quando Lucescu era stato ricoverato e poi tenuto sotto osservazione. Le cronache internazionali avevano già raccontato la sua uscita di scena dalla nazionale rumena, arrivata dopo la sconfitta contro la Turchia nei playoff per il Mondiale.
Inter, Shakhtar e la carriera di Mircea Lucescu
La leggenda di Lucescu si è costruita soprattutto in panchina, ma affonda le radici anche nella carriera da calciatore, vissuta con la Dinamo Bucarest e con la nazionale rumena, fino alla partecipazione al Mondiale del 1970. Da allenatore ha poi attraversato più generazioni e più Paesi, imponendosi come uno dei profili più vincenti e innovativi del continente.
Il suo nome resta legato in modo speciale allo Shakhtar Donetsk, guidato per 12 anni e trasformato in una potenza del calcio dell’Est. Con il club ucraino ha conquistato 8 campionati, 7 coppe nazionali e una Coppa UEFA nel 2009, costruendo una squadra riconoscibile per organizzazione, qualità tecnica e identità offensiva.
Italia, Brescia e il passaggio tra le grandi panchine
In Italia ha lasciato un segno con l’Inter, ma anche con Pisa, Brescia e Reggiana, vivendo esperienze diverse e sempre sotto i riflettori. La sua carriera internazionale ha compreso pure il Galatasaray, con cui ha vinto la Supercoppa Europea nel 2000 battendo il Real Madrid, confermando una statura da tecnico capace di incidere anche nei grandi appuntamenti.
L’ultimo capitolo della sua storia professionale è stato ancora con la Romania, tornata a livelli competitivi sotto la sua guida. Nel 2024 la federazione lo aveva richiamato per affidargli la missione della qualificazione al Mondiale, obiettivo sfumato solo ai playoff. La sua uscita di scena, però, è arrivata dopo un nuovo e durissimo colpo per la salute.
Con la sua scomparsa si chiude la parabola di un allenatore che ha attraversato epoche, confini e scuole calcistiche, lasciando un’eredità enorme per metodo, visione e risultati. In un calcio sempre più veloce, Mircea Lucescu resta il simbolo di una competenza capace di durare nel tempo.



