Caldo record e piogge estreme: cosa sta succedendo al clima in Brianza
2025 è il quarto anno più caldo in Lombardia. Temperature in aumento ed eventi estremi colpiscono anche la Brianza.
Il 2025 ufficialmente tra gli anni più caldi mai registrati in Lombardia. A certificarlo è l’analisi climatica annuale del Servizio Meteorologico di Arpa Lombardia, che colloca l’anno appena concluso al quarto posto assoluto nella serie storica.
Un dato che non sorprende più, ma che continua a preoccupare: dal 1991 a oggi, la temperatura media regionale cresce di circa 0,7 gradi ogni dieci anni, confermando un trend di riscaldamento ormai strutturale.
Temperature in aumento, ma con estremi sempre più marcati
Nel 2025 l’anomalia termica media è stata di +1,25 °C rispetto al trentennio di riferimento.
L’estate ha fatto registrare picchi importanti anche in Brianza, con temperature che tra Monza e hinterland hanno sfiorato i 37 °C nel mese di agosto, valori in linea con le punte registrate in altre aree lombarde.
Colpisce però soprattutto il dato di dicembre, risultato decisamente più caldo della norma, con uno scarto positivo di oltre 3 gradi. Un’anomalia che conferma come il riscaldamento non riguardi solo i mesi estivi, ma stia alterando l’intero ciclo stagionale.
Il gelo di gennaio: un’eccezione che non smentisce il trend
Nel quadro di un clima sempre più caldo, spicca il picco di freddo di metà gennaio, quando in Brianza il termometro è sceso fino a -7 °C.
Un valore che in passato rappresentava una normalità invernale, ma che oggi assume i contorni di un evento raro.
Questo apparente paradosso non contraddice il riscaldamento globale. Al contrario, ne è una conseguenza. Il surriscaldamento dell’Artico indebolisce il vortice polare, favorendo la discesa di masse d’aria gelida verso latitudini più basse. Così, mentre al Polo si registrano temperature insolitamente elevate, l’Europa centrale può sperimentare improvvise ondate di freddo intenso.
Piogge nella norma, ma sempre più violente
Sul fronte delle precipitazioni, Arpa Lombardia segnala nel 2025 un surplus medio del 14%, con un incremento particolarmente evidente nelle zone di alta pianura, tra cui rientra la provincia di Monza e Brianza.
A livello statistico il dato può apparire contenuto. Nella realtà, però, si è tradotto in eventi estremi concentrati in brevi periodi, con conseguenze rilevanti sul territorio.
Brianza fragile: dall’esondazione del Seveso al Tarò

Tra gli episodi più significativi dell’anno figura l’esondazione del Seveso a Milano il 22 settembre, con oltre 220 millimetri di pioggia in 24 ore.
Ma per la Brianza quella data resta legata soprattutto all’esondazione del torrente Tarò a Meda, che ha causato danni ingenti nel centro cittadino.
Eventi che confermano una tendenza ormai chiara: piogge meno distribuite nel tempo, ma molto più intense, capaci di mettere in crisi corsi d’acqua e sistemi di drenaggio progettati per un clima che non esiste più.
Un territorio sempre più esposto
Il bilancio idrico annuale può ancora risultare “nella norma”, ma il modo in cui le precipitazioni si concentrano rende la Brianza sempre più vulnerabile.
Il 2025 non è stato un anno isolato, bensì l’ennesima conferma di un cambiamento climatico che sta già producendo effetti concreti, tra caldo record, anomalie stagionali ed eventi estremi.
Un quadro che impone una riflessione seria sulla gestione del territorio, perché il clima che cambia non è più una previsione futura, ma una realtà quotidiana.



