Adriano Galliani scopre l'Agriparco Solidale: il suo messaggio per la Fondazione Tavecchio
La visita all'Agriparco Solidale della Fondazione Tavecchio riaccende i riflettori sul progetto SaporFare e sul valore dell'inclusione sociale.
In una città che guarda al futuro, le realtà capaci di coniugare inclusione, formazione e partecipazione rappresentano un patrimonio prezioso per l'intera comunità. Sono progetti che nascono dal territorio ma che, nel tempo, riescono a diventare punti di riferimento ben oltre i confini locali, offrendo opportunità concrete a persone di ogni età e condizione.
La capacità di creare percorsi di crescita, autonomia e valorizzazione delle fragilità è oggi una delle sfide più importanti per il mondo sociale. In questo contesto, esperienze che uniscono sostenibilità, lavoro e solidarietà assumono un significato ancora più rilevante.

Galliani visita l'Agriparco Solidale della Fondazione Tavecchio
Nel pomeriggio di giovedì 4 giugno il senatore Adriano Galliani ha visitato l'Agriparco Solidale Accolti e Raccolti di Monza, realtà gestita dalla Fondazione Tavecchio e impegnata da anni nella promozione dell'inclusione sociale, dell'autonomia e delle pari opportunità per persone fragili e con disabilità.
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Monza Egidio Longoni, il prefetto di Monza e Brianza Enrico Roccatagliata e numerosi rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale e associativo.
Attraverso le attività di agricoltura sociale ed ecologica, l'area di oltre 12 mila metri quadrati si è affermata come uno spazio dedicato a percorsi terapeutici, formativi e occupazionali rivolti a persone con disabilità, studenti, anziani e cittadini.
Al termine della visita, Galliani ha affidato ai propri canali social un messaggio che riportiamo integralmente:
L’Agriparco Solidale “Accolti e Raccolti” di Monza, sapientemente gestito dalla Fondazione Tavecchio del Presidente, Cavaliere Alessio Tavecchio, rappresenta un’importantissimo punto di riferimento di inclusione sociale, autonomia e pari opportunità per persone fragili e svantaggiate della Brianza e non solo. Grazie alle attività di agricoltura sociale ed ecologica, i 12 mila metri quadri del Parco diventano strumenti terapeutici, formativi e occupazionali per persone con disabilità, soggetti fragili, studenti, anziani e cittadini. Una realtà che ho avuto il piacere di visitare ieri, alla presenza del Vicesindaco di Monza, Egidio Longoni, del Prefetto Roccatagliata e di tutti coloro i quali con il loro impegno portano avanti questa importante attività della Fondazione Tavecchio. A loro e al Presidente va il mio ringraziamento più grande per tutto ciò che fanno e auspico che questa realtà cresca e abbia sempre più risorse per migliorare ogni giorno e dare speranza e futuro a chi ne ha bisogno.
Il progetto SaporFare e il futuro della Fondazione Tavecchio
La visita è stata anche l'occasione per fare il punto sul futuro Centro Polifunzionale SaporFare, struttura di circa 800 metri quadrati destinata a sorgere all'interno dell'area dell'Agriparco Solidale.
Il progetto prevede la realizzazione di un polo dedicato alla formazione e all'inclusione, con un ristorante agricolo pensato per favorire percorsi lavorativi rivolti a persone fragili e con disabilità, una scuola di cucina, una sala polifunzionale per eventi e conferenze e una Wine School.
L'intervento ha un valore complessivo stimato di 1,7 milioni di euro e può già contare su circa 1,2 milioni di euro raccolti grazie al contributo di BCC Milano e di diversi partner che sostengono l'iniziativa.
Un punto di riferimento per l'inclusione sociale a Monza
Oggi l'Agriparco Solidale Accolti e Raccolti accoglie ogni anno circa 5 mila visitatori tra studenti, volontari, cittadini e aziende coinvolte in attività di responsabilità sociale.
All'interno dell'area trovano spazio orti didattici, orti cittadini, un frutteto, un apiario, un giardino sensoriale e un vigneto che ha contribuito a riportare la produzione di vino a Monza dopo oltre un secolo e mezzo di assenza.
Un progetto che negli anni è diventato un simbolo di inclusione sociale, formazione e partecipazione, confermandosi tra le realtà più significative del territorio brianzolo.



