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Il neuroma di Morton è una nevralgia localizzata nella pianta anteriore del piede. Si tratta di una neuropatia (patologia a carico dei nervi) diffusa dovuta all’infiammazione e all’ispessimento del nervo interdigitale che innerva le dita del piede. 

Questa neuropatia poco conosciuta è stata trattata dal Dott. Davide Varotto, medico ortopedico dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia sez. I dell’Istituto Clinico Città di Brescia.

“La sindrome di Morton o neuroma di Morton - spiega il dott. Varotto sul sito Grupposandonato - è una metatarsalgia di tipo nevralgico dovuta ad un processo di irritazione/compressione di probabile origine meccanica che, generalmente, interessa il 2° o il 3° nervo digitale del piede e che può evolvere sino alla formazione di un piccolo nodulino il cui diametro spazia tra i 3,5 e i 12 millimetri”. 

I sinomi quali sono? “Immaginate di camminare in presenza di un piccolo nodulo sottocutaneo localizzato a livello plantare. Un fastidio non da poco che può ulteriormente aggravarsi non solo con l’utilizzo di calzature strette, ma anche con la fisiologica irritazione del nervo e la sensazione estremamente dolorosa che ne consegue" ha proseguito il dottore. “I sintomi  più frequenti che lamentano i pazienti affetti da questa sindrome sono una fitta bruciante (simile a quella derivante dal contatto con corpi roventi, molto caldi) sotto le teste dei metatarsali, che spesso si irradia anche alle dita (2° e 3° dito o 3° e 4° dito, a seconda che sia interessato il 2° o 3° nervo digitale), con una sensazione di intorpidimento,  
bruciore e scossa alle dita stesse. Per tutti, l’esigenza più comune è quella di sfilarsi la scarpa e massaggiarsi il piede per avere un’immediata sensazione di sollievo. La diagnosi - sottolinea il Dott. Varotto - coniuga un’anamnesi accurata ad un percorso clinico ben definito. Gli esami più efficaci per la conferma del sospetto diagnostico di questa sindrome sono una risonanza magnetica e un'ecografia dinamica. Quando la patologia riscontrata risulta essere ad uno stadio molto avanzato, l’intervento di neurectomia, ossia l’asportazione chirurgica del nervo con il nodulino neuromatoso, risulta necessario. E i tempi di recupero? 

Una volta asportato chirurgicamente il neuroma e rimarginata la ferita, è previsto un periodo riabilitativo che generalmente consiste in:

esercizi di mobilizzazione delle dita dei piedi per riprendere mobilità ed elasticità; 
esercizi di stretching per il tendine d'achille; 
esercizi di mobilizzazione attiva e passiva della caviglia. 
In questa fase di recupero può essere d’aiuto anche ricorrere alla tecar terapia o a massaggi linfodrenanti. 

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