La strada brianzola che nasconde un segreto legato alla Gioconda
A Oreno una strada ricorda Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaino, allievo e collaboratore di Leonardo da Vinci legato alla storia della Gioconda.
A prima vista è una strada periferica di Oreno, frazione di Vimercate. Via Gian Giacomo Caprotti, conosciuta anche come via del Salaino, attraversa i campi vicino alla provinciale 45 ed è interessata in queste settimane da lavori idraulici di BrianzAcque contro gli allagamenti.
Dietro il nome della strada si nasconde però una storia legata a Leonardo da Vinci. Gian Giacomo Caprotti, originario di Oreno, entrò giovanissimo nella bottega del maestro e divenne uno dei suoi allievi più conosciuti.
Leonardo lo soprannominò “Salai” o “Salaino”, termine tradizionalmente associato al suo carattere vivace e irrequieto.
Chi era Gian Giacomo Caprotti, il Salaino
Caprotti nacque nel territorio di Oreno e si trasferì ancora ragazzo nella bottega di Leonardo da Vinci.
Il suo ruolo nella vita del maestro è stato oggetto di numerose ricostruzioni. Viene indicato come allievo, collaboratore e modello di alcune opere leonardesche. Secondo alcune interpretazioni, mai dimostrate in maniera definitiva, avrebbe inoltre ispirato alcuni volti dipinti da Leonardo, compreso quello della Gioconda.
Renato Ornaghi, scrittore e ideatore del Cammino di Sant’Agostino, ha ricordato come il soprannome “Salaino” richiamasse il carattere irrequieto del giovane.
«Caprotti era figlio di contadini di Oreno. Leonardo lo volle con sé nella sua bottega», ha spiegato Ornaghi.
Il Salaino non fu però soltanto un modello. Fu anche un pittore legato alla scuola leonardesca, anche se l’attribuzione precisa delle opere associate al suo nome resta in alcuni casi discussa dagli studiosi.
Il legame con la Gioconda
Dopo la morte di Leonardo, avvenuta nel 1519, Caprotti ricevette alcuni beni del maestro.
Nelle ricostruzioni storiche viene spesso citata anche la Gioconda, ma il passaggio dell’opera nelle mani del Salaino e la sua successiva vendita sono temi sui quali esistono interpretazioni differenti.
È quindi più prudente parlare di un possibile legame con il dipinto, senza presentare come definitivamente accertata l’ipotesi secondo cui Caprotti ne sarebbe stato proprietario o modello.
Gian Giacomo Caprotti morì nel gennaio del 1524 in seguito a un colpo d’arma da fuoco.
Nel 2008 il Comune aggiornò il nome della strada
Per molti anni la strada di Oreno è stata indicata semplicemente con il soprannome “Salaino”.
Nel 2008 l’amministrazione comunale di Vimercate intervenne sulla toponomastica, aggiungendo il vero nome del personaggio storico.
«Di quella giunta ero assessore alla Cultura», ha ricordato Roberto Rampi, ex senatore e garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
«Sotto la dicitura Salaino facemmo aggiungere il nome di battesimo del nostro illustre concittadino», ha spiegato Rampi.
L’obiettivo era restituire visibilità a una figura legata alla storia di Oreno e alla bottega di uno degli artisti più importanti del Rinascimento.
Una sala del Must e un monumento ricordano Caprotti
La memoria del Salaino non è affidata soltanto alla strada.
Una sala del Must, il Museo del territorio vimercatese, è dedicata a Gian Giacomo Caprotti. Nella frazione di Oreno è stato inoltre realizzato un monumento all’incrocio tra via Lodovica e via Arcore.
La figura del Salaino è stata riscoperta nel corso degli anni anche grazie a iniziative culturali e studi dedicati al rapporto tra Vimercate, Oreno e Leonardo da Vinci.
Via Gian Giacomo Caprotti resta così una strada solo apparentemente ordinaria. Tra i campi e le abitazioni di Oreno conserva il nome di uno dei personaggi più enigmatici passati dalla bottega di Leonardo.
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