"Se non puoi vincere, assicurati di non perdere".
Un mantra cadenzato a più riprese da chi il calcio lo ha rivoluzionato, in campo e in panchina: Johan Cruijff, sorgente e delta del football, non solo nella visione del gioco, ma anche nella comunicazione e nel modo di orientare le analisi. Sempre lucide e precise, puntuali nell'inquadrare lo scenario e setacciarlo nel dettaglio.

E non importa se all'epoca del Profeta l'intero malloppo valeva 2 punti, oggi 3: il concetto resta il medesimo. Soprattutto in un campionato a lungo termine, dove i valori - tecnici e caratteriali - sono fondamentali per dare continuità ai risultati. 
Le parole vivono nel presente, tanto da essere citate da allenatori in attività. Fra questi Paolo Bianco, che nel post partita di Monza-Venezia sottolinea l’importanza del punto guadagnato. Contro i Leoni alati, con lo spirito dei Leoni che dal ponte cittadino corrono all’U-Power Stadium insieme ai biancorossi. D’oro il punto, di cuore la prestazione.

La squadra di Bianco gioca, pressa, aggredisce e dirige il concerto per 60 minuti, creando diverse occasioni da gol senza però capitalizzare. E nel suo momento migliore incassa la rete di Haps, salvo poi pareggiare i conti con Capitan Pessina, impeccabile dal dischetto. 
Partita equilibrata e 1-1 corretto: Monza e Venezia razionalizzano le idee e si focalizzano sulla gestione del rischio, consapevoli della necessità di evitare la sconfitta. 

Un gol per parte, distanze inalterate in classifica, e tutto ancora aperto per la lotta promozione: brianzoli e lagunari rimangono lì, aggrappati a un calendario che separa sogni e realtà.  

monza venezia 1-1
Monza-Venezia 1-1 - Foto MorAle

Scontro tattico, duello equilibrato

"Prima di fare un errore, io non faccio quell'errore".

Torna di nuovo Cruijff, con un guizzo tautologico che racchiude verità.
Gli errori popolano il calcio: giocare d'anticipo è la cosa migliore. Prevenire le mosse avversarie significa sviluppare una capacità di lettura utile ad agire prima che gli eventi accadano.

E di fatto è quello che accade nel big match della 32esima giornata di Serie B tra Monza e Venezia. 

Scontro al vertice tra due squadre che non si lasciano abbagliare dalla sindrome di Stendhal, ma sfoderano equilibrio e testa. 

All'U-Power è un faccia a faccia in tutto e per tutto, una gara a specchio non solo a livello di schieramenti, ma anche sul piano del gioco.

Bianco sposta l'asse dall'1-3-4-2-1 all'1-3-5-2 per avere più densità nel mezzo: Thiam tra i pali; Ravanelli, Delli Carri e Lucchesi in difesa; nel mezzo Obiang, Pessina ed Hernani; Ciurria e Azzi sulle fasce; Petagna e Cutrone in attacco.

Stroppa conferma l'1-3-5-2: Stankovic in porta; Schingtienne, Svoboda, Sverko nel terzetto arretrato; Hainaut, Kike Perez, Busio, Doumbia e Haps a centrocampo; Yeboah e Adorante in avanti.

I brianzoli iniziano con personalità, cercando di spingere la manovra nella metà campo degli ospiti, che accettano di contenere e ripartire. Cutrone ci prova due volte, ma non trova lo specchio e nel momento di massimo forcing del Monza è il Venezia a colpire con un'azione bellissima Per attrarre la pressione avversaria, Yeboah porta fuori linea Lucchesi e combina con Perez, che disegna un tracciante splendido per Adorante, il quale gioca di sponda per il 10 arancioneroverde. Con spazio a disposizione, Yeboah punta la porta dal centro, la difesa biancorossa si stringe lasciando libero Haps, che riceve l'assist e buca Thiam con un mancino in diagonale. 
0-1 e punteggio stappato. La squadra di Bianco non ci sta e continua a produrre, sfiorando l'1-1 prima con Cutrone, su una mezza girata in area e poi su Hernani direttamente da calcio d'angolo.

Le due squadre lavorano sui rispettivi riferimenti e si schermano a vicenda, restando vigili in marcatura.

Nella ripresa il Monza trova il pareggio al 52': Guida ravvede un tocco di mano da parte di Hainaut e fischia il rigore. Dagli 11 metri Pessina è glaciale: portiere a destra, pallone a sinistra. 

La sfida si fa sempre più intensa, con la tattica a togliere respiro alle manovre: è la partita a scacchi tra Bianco e l’ex Stroppa, attenti a muovere le proprie pedine per scardinare rispettive strutture. Le retroguardie sono attente, i quinti sono applicati nelle due fasi, le mediane si equivalgono.

Il Monza tenta il tutto per tutto, imbastisce qualche potenziale occasione, ma contiene il ritorno del Venezia, che negli ultimi 20 minuti si fa sotto.

Al triplice fischio di Guida, il risultato non subisce variazioni: le due squadre si accontentano e Monza-Venezia termina 1-1.

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Paolo Bianco e Giovanni Stroppa - Foto MorAle

Risultato giusto, il marcia continua

“È proprio così, è tutto un correre, uno stare, un aspettare, è tutto così, come nella vita”, esattamente come sosteneva il sommo Gianni Mura. Perché ogni partita ha una storia a sé e tutte saranno fondamentali per raggiungere l’obiettivo. Senza fare calcoli o tabelle, ma rispondendo in campo, provando a determinare con i propri mezzi e accettando le circostanze inevitabili che non si possono cambiare. Nel pieno rispetto della filosofia Shoganai, spesso menzionata da Bianco.

Monza e Venezia fanno split, nel risultato e nel bottino: 1-1 e un gettone per parte, che muove la classifica e soddisfa entrambe le squadre. Allenatori compresi, Bianco e Stroppa, che si rispettano e riconoscono il merito altrui. Un elogio all'avversario che non è di facciata (come spesso accade), ma sincero e sentito, umano e professionale, onesto e sportivo. 

Quota 65 per i biancorossi, sempre a -3 dai lagunari: all'U-Power Stadium la volontà di non cadere assorbe la fame di successo, complice il peso dell'incontro e della posta in gioco.

Il Monza è superiore nella prima ora, il Venezia esce fuori sulla distanza, avanzando il baricentro nell'ultimo terzo di gara: alla fine le forze in campo si annullano, oscurando la possibilità di incoronare vincitori e vinti.

I chilometri da percorrere sono ancora tanti, la strada è tutta in salita. Non solo per le corazzate di Bianco e Stroppa, ma anche per le dirette concorrenti, Frosinone e Palermo, poiché i punti pesano per tutti.

“Una battaglia dopo l’altra”, a rievocare il titolo del film di Paul Thomas Anderson vincitore di 6 statuette agli Academy Awards: nelle prossime 6 gare servirà un Monza da Oscar – di scocca, forza e freschezza - per arrivare fino in fondo, lottando e soffrendo da grande squadra. 
Dopo la sosta, il Monza ripartirà dalla trasferta insidiosa del Ceravolo. Contro il Catanzaro, per dare continuità al percorso mettendo la vittoria nel mirino.

Di Andrea Rurali