Supermercati 2026, non vince sempre lo stesso: le insegne più convenienti cambiano col carrello
Altroconsumo confronta 1,5 milioni di prezzi in 1.158 punti vendita: scegliendo insegna e prodotti una famiglia può risparmiare fino a 3.790 euro l’anno.
Quasi 3.800 euro in un anno. È quanto può arrivare a risparmiare una famiglia di quattro persone scegliendo con attenzione dove fare la spesa e puntando sui prodotti più economici. A dirlo è la nuova indagine Altroconsumo 2026, che ha messo sotto la lente oltre 1,5 milioni di prezzi in tutta Italia.
E la classifica riserva qualche sorpresa. Se si acquistano i prodotti meno costosi presenti sugli scaffali, infatti, Eurospin è davanti a tutti, seguito da In’s Discount e Lidl. Aldi, spesso associato alla battaglia dei prezzi bassi, arriva invece dopo Prix Discount.
Una famiglia può risparmiare fino a 3.790 euro l’anno
La cifra diventa ancora più significativa se confrontata con il budget familiare. Altroconsumo stima per una famiglia di quattro persone una spesa media annua di 9.450 euro: scegliendo i prodotti più economici nell’insegna più conveniente il risparmio potenziale arriva a 3.790 euro, praticamente il 40% del totale.
Il vantaggio non riguarda soltanto le famiglie numerose. Per una coppia, a fronte di una spesa annua media stimata in 8.360 euro, il risparmio massimo arriva a 3.355 euro. Per una persona sola, su una spesa di circa 5.740 euro, si possono invece risparmiare fino a 2.305 euro.
L’indagine è arrivata alla 37esima edizione. Tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 sono stati analizzati 1.158 supermercati, ipermercati e discount in 67 città, prendendo in considerazione 124 categorie di prodotti e rilevando complessivamente circa 1,5 milioni di prezzi.
Eurospin primo per i prodotti economici, ma il carrello cambia tutto
Per la spesa composta dai prodotti più economici, la graduatoria vede Eurospin al primo posto, seguito nell’ordine da In’s Discount, Lidl, Prix Discount, Aldi, MD e Penny. Dietro arrivano D-Più Discount, Ipercoop e Todis.
Ma parlare semplicemente di “supermercato più economico” può essere fuorviante. Le classifiche cambiano infatti in base a cosa si mette nel carrello. Se si considerano i prodotti delle grandi marche, il quadro si ribalta: Ipercoop e Spazio Conad sono ai vertici, mentre tra le insegne meglio posizionate compaiono anche Esselunga Superstore, Famila, Famila Superstore, Coop ed Esselunga. La differenza tra la prima e l’ultima insegna della graduatoria dei prodotti di marca è molto più contenuta, attorno al 7%.

Ancora diverso il risultato se si acquistano soprattutto prodotti a marchio del supermercato. In questo caso la più conveniente è Spazio Conad, davanti a Famila ed Esselunga Superstore. Il divario con Eurospar, che chiude questa graduatoria, arriva al 19%.
E per la spesa “normale”? Il risultato cambia ancora
Altroconsumo considera anche il cosiddetto carrello misto, probabilmente quello più vicino alle abitudini di molti consumatori: un insieme di prodotti di marca, private label e articoli economici.
Tra i discount, in questa categoria, Eurospin e In’s risultano davanti, seguiti da Lidl e Aldi. Tra supermercati e ipermercati tradizionali, invece, la prima posizione va a Dok, davanti a Coop, Famila Superstore e Famila.
È questo forse il dato più utile dell’intera indagine: non esiste un vincitore valido per qualsiasi spesa. Chi compra quasi esclusivamente primi prezzi può ottenere un risultato molto diverso da chi preferisce grandi marche o prodotti con il marchio dell’insegna.
Vicino a Monza spunta Iperal: davanti a Esselunga sui prodotti di marca
C’è anche un dato interessante per chi vive tra Monza, Brianza e area milanese. Nella graduatoria dei singoli punti vendita dell’area milanese relativa al paniere di prodotti di marca, l’Iperal di viale Fulvio Testi a Cinisello Balsamo risulta primo con indice 101. Segue l’Iperal di viale Monza 241 a Milano con 104, quindi due Tigros con indice 107. Il primo Esselunga della graduatoria considerata è a quota 111.
Il confronto va però letto correttamente: riguarda quel preciso paniere di prodotti di marca e quei singoli punti vendita, non permette quindi di affermare che un’insegna sia sempre meno cara dell’altra per qualsiasi tipo di spesa.
I rincari rallentano, ma la spesa resta pesante
Un altro elemento emerge dalle rilevazioni effettuate tra febbraio e marzo: i prezzi monitorati sono aumentati mediamente dell’1% rispetto all’anno precedente, contro il +2% registrato nel 2025. I rincari, dunque, hanno rallentato, ma questo non cancella il peso raggiunto dalla spesa sui bilanci familiari.
Ed è proprio qui che la classifica acquista un significato concreto. Non basta guardare il nome sulla facciata del supermercato: contano l’insegna, il singolo punto vendita e soprattutto il tipo di prodotti acquistati. Il margine, secondo Altroconsumo, può arrivare a migliaia di euro in un solo anno.



