Altalena Monza: errori e up & down costano la sconfitta contro il Torino (3-2)
I biancorossi cadono in trasferta contro i granata. Un rigore negato, troppe disattenzioni e poco equilibrio macchiano la gara della squadra di Juric. L'analisi del match.
C'è un mantra di Massimiliano Allegri che recita: “Nel calcio bisogna essere bravi nella gestione e bravi tecnicamente nel giocare una buona partita”.
Il focus è su un aspetto preciso: la tecnica, fulcro del gioco, che insieme alla tattica scandisce la dimensione di una squadra. E poi c'è l'equilibrio, essenziale per dare stabilità ai reparti e connetterli nelle due fasi, difensiva e offensiva.
La sconfitta a Torino del Monza è figlia di una miscela negativa dei tre aspetti, a pochi giorni di distanza dal poker fieristico contro il Cagliari.
Dopo l'up al Brianteo, il down all'Olimpico Grande Torino, dove a settembre la formazione di Juric aveva strappato la qualificazione in Coppa Italia grazie alla rete di Mota.
In campionato il copione cambia ed è un'altra musica: nell'arco dei 90 minuti, in particolare nel secondo tempo, i granata prevalgono sui biancorossi, mostrando superiorità sul piano fisico, nell'aggressività e nella pressione.
I primi due gol sul tabellino sono un baratto di omaggi tra le due squadre, con il regalo di Foe Ondoa in costruzione a innescare la sgasata del vantaggio di Fitz-Jim e l'assist di Comuzzo per lo scavetto chirurgico di Varela ai danni di Perri. Nel primo tempo il Toro approccia con un ottimo piglio, imponendo il proprio ritmo nei 20' iniziali, poi il Monza cresce nella seconda parte, incassando gol nel suo momento migliore.
Nella ripresa, invece, dopo l'1-1 dell'attaccante portoghese, l'inerzia non gira a favore dei biancorossi, ma torna in pugno ai granata, più attivi e reattivi sulle seconde palle, dominanti nei contrasti e nell'espressione del gioco.
Perde di tecnica un Monza indeciso, che non trova precisione e pulizia nel fraseggio, faticando nei duelli e nell'uno contro uno, in cui i padroni di casa appaiono più tonici e risolutivi.
Vince di tecnica il Torino, ma anche di continuità nelle prestazioni e nella solidità generale, completando il sorpasso con Belghali - che segna un gol stupendo, destro a giro sul secondo palo - e siglando il +2 con una magia nello stretto in area di Vlašić. Decisivo è il lavoro sporco di tutti gli effettivi di Abate, con Simeone e Adams che danno sostanza e qualità all'attacco, valorizzando l'apporto quantitativo di difensori e centrocampisti.
L'autogol di Patterson nel finale non mette in discussione il punteggio finale: Torino-Monza termina 3-2.
Da matita rossa è l'arbitro Marchetti, che nega un rigore nettissimo agli ospiti per fallo di Belghali su Mangas al 45'.

Alla ricerca della continuità
Quinta sconfitta stagionale, ancora errori gratuiti e tre gol incassati: la nota dolente del Monza, dopo 8 giornate, è la vulnerabilità, unita alla difficoltà nel trovare il giusto bilanciamento nelle due fasi.
Contro il Torino la partita resta in equilibrio nella prima frazione, ma poi diventa squilibrata nella ripresa, complice lo scompenso del Monza, che non è nuovo a momenti altalenanti in questo avvio di stagione.
Sotto la lente dell'analisi c'è il centrocampo, il reparto più incostante dei tre e quello più importante nell'economia della squadra.
La nota positiva è invece la finalizzazione: Varela è letale in avanti, un cecchino che vede la porta come pochi altri e ha il fiuto del gol. Nelle 15 reti realizzate e nelle 18 subite c'è, però, tutto lo spirito biancorosso, di una squadra che segue i dettami del suo allenatore, con gioco e identità.

L'equilibrio è la chiave
Ma le intenzioni, purtroppo, non corrispondono ai risultati: il Monza è un'altalena in movimento, così imprevedibile e accesa dai giovani e al tempo stesso discontinua, tra disattenzioni croniche e inesperienza fisiologica, nel macinare punti.
C'è tanto lavoro da fare e occorre migliorare questi aspetti, perché la Serie A è un campionato che non perdona e gli errori si pagano a caro prezzo.
La squadra di Juric è attesa da un trittico ostico, prima della seconda sosta per gli impegni delle Nazionali: prima c'è il Napoli in casa, poi la trasferta a Bologna dell'ex Palladino e, infine, il derby lombardo al Brianteo contro l'Atalanta.
"Nel calcio come nella vita il tempo aggiusta tutto", sentenzia Allegri, che prosegue poi con l'adagio che racchiude croce e delizia dello sport: “Conta solo fare risultati”. Mercoledì 28 ottobre, nel turno infrasettimanale, il Monza affronterà i partenopei del tecnico livornese e dovrà scalare una montagna che sulla carta appare proibitiva. Ma, nel bene e nel male, nel pallone non esiste solo la teoria: la pratica in campo è quella che decide partite, risultati e obiettivi.
Andrea Rurali



