In ospedale il tempo sembra spesso scorrere in modo diverso. Le attese, gli esami, i colloqui con i medici e le terapie scandiscono giornate che possono diventare lunghe e cariche di pensieri. In particolare nei reparti oncologici, ogni momento è accompagnato da emozioni intense e da una forte attenzione verso la propria salute.

Proprio per questo motivo, negli ultimi anni molte strutture sanitarie hanno iniziato a sviluppare iniziative dedicate non solo alla cura della malattia, ma anche al benessere delle persone. Piccoli gesti, attenzioni quotidiane e progetti pensati per rendere l’esperienza ospedaliera più umana e più vicina ai bisogni dei pazienti.

Anche a Monza si va in questa direzione, con un’iniziativa che punta a trasformare l’attesa delle terapie in un momento diverso dal solito. Un gesto semplice, ma capace di portare colore e leggerezza in un contesto spesso difficile.

Mani in cura
Foto IRCCS San Gerardo

Mani in Cura: manicure per pazienti oncologiche al San Gerardo

Al Centro Ricerca Fase 1 della Fondazione IRCCS San Gerardo di Monza nasce “Mani in Cura”, un progetto pensato per offrire manicure gratuite alle pazienti oncologiche durante i momenti di attesa delle terapie.

L’iniziativa consente alle donne in cura di prenotare, su base volontaria, manicure estetiche nelle mattinate di lunedì e giovedì, proprio mentre attendono chemioterapia o partecipano a protocolli sperimentali. Smalti colorati, lime allegre, prodotti anallergici e creme idratanti diventano così strumenti semplici per regalare un momento di benessere.

A spiegare il senso dell’iniziativa è la professoressa Marina Cazzaniga, oncologa e da otto anni alla guida del centro: 

Nel nostro Centro ci sono molti momenti di attesa. Abbiamo pensato che offrire un trattamento di manicure estetica potesse essere un piccolo gesto di benessere, per rendere l’attesa non solo più sopportabile, ma anche significativa. Un modo per dire alle nostre pazienti: ci prendiamo cura di voi, in ogni dettaglio, non solo della malattia.

Il progetto ha preso il via lunedì 9 marzo e coinvolge l’intero personale del centro, dai medici agli infermieri fino agli study coordinators, con l’obiettivo di integrare l’eccellenza clinica con una maggiore attenzione alla qualità della vita delle pazienti.

San Gerardo e Salute Donna: cura oncologica e benessere

Il progetto “Mani in Cura” nasce anche grazie alla collaborazione con Salute Donna ODV, associazione impegnata da anni nel sostegno alle pazienti oncologiche.

Nel centro di ricerca, situato al decimo piano e affacciato sulle Prealpi, la sala d’attesa rappresenta un luogo sospeso tra la quotidianità e il momento della terapia. Qui, tra controlli, esami e chiamate dei medici, il tempo può diventare carico di incertezza. L’iniziativa punta proprio a trasformare quell’attesa in uno spazio di attenzione verso sé stesse.

Vogliamo che il tempo trascorso in ospedale non sia solo quello della terapia, ma anche un momento di attenzione verso sé stesse - aggiunge la prof.ssa Cazzaniga -. Questo gesto vuole essere anche un ringraziamento simbolico a chi oggi partecipa a protocolli di ricerca, aprendo la strada a cure migliori per le pazienti di domani.

Un approccio che mette al centro la persona e non soltanto la patologia, come sottolinea Anna Mancuso, Presidente dell’associazione Salute Donna ODV:

Ascoltare il paziente, prendersi il tempo necessario per capire la sua storia, le sue preoccupazioni e considerarlo nella sua interezza, tenendo conto degli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali significa curarlo in modo olistico – spiega Anna Mancuso, Presidente dell’Associazione Salute Donna ODV -. Significa riconoscere che il paziente non è la sua malattia, o un caso clinico. Il paziente è una persona con sentimenti, pensieri, speranze e paure. È quello che fanno la professoressa Cazzaniga e la sua équipe: si prendono cura della persona con amorevolezza nei momenti più delicati come il periodo delle cure chemioterapiche. “Mani in Cura”, infatti è un progetto che offre alle pazienti oncologiche momenti per trasformare un’attesa, spesso fastidiosa, in coccole, è un modo per rafforzare la loro convinzione che non sono la loro malattia, ma donne che continuano ad essere tali anche durante un percorso di cura. Collaborare con il Centro di Ricerca guidata da clinici sensibili alla cura dell’anima oltre che del corpo, rientra tra gli obiettivi primari di Salute Donna, pertanto siamo ben liete di essere state utili alla realizzazione di questo progetto.

A chiudere è il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati:

Grazie a Salute Donna per la preziosa collaborazione, all’estetista che ha contribuito alla realizzazione del progetto e a tutto il personale del Centro Ricerca Fase 1 per l’impegno, la dedizione e la sensibilità dimostrata. Grazie al loro lavoro e alla loro passione, l’attesa della terapia si trasforma in un momento di cura, vicinanza e attenzione verso le pazienti, rendendo l’esperienza ospedaliera più umana e ricca di significato.