Dal sottobosco svuotato di aglio orsino ai peschi comparsi improvvisamente nei Giardini Reali. Nel Parco di Monza continuano a verificarsi episodi che preoccupano chi ogni giorno si occupa della tutela di uno dei patrimoni ambientali e storici più importanti della Lombardia.

Negli oltre 700 ettari del Parco si moltiplicano infatti comportamenti che spaziano dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie azioni considerate incompatibili con la conservazione dell'area.

Due alberi di pesco piantati davanti alla Villa Reale

Uno degli episodi più sorprendenti si è verificato nei giorni scorsi nel grande prato dei Giardini Reali.

Gli agronomi incaricati della gestione dell'area hanno trovato due giovani alberi di pesco appena messi a dimora davanti alla facciata della Villa Reale.

Qualcuno, durante la notte, aveva scavato le buche e piantato gli alberelli scegliendo accuratamente il punto in cui collocarli.

L'intervento è stato effettuato senza alcuna autorizzazione e in un'area storica soggetta a tutela.

“Non è un giardino privato”

A commentare l'accaduto è stato l'agronomo Dante Spinelli, che da anni segue la gestione del Parco e dei Giardini Reali.

Secondo l'esperto, il gesto dimostra una scarsa consapevolezza del valore storico e naturalistico dell'area.

L'introduzione di specie vegetali non autorizzate può infatti alterare gli equilibri ambientali e compromettere il lavoro di conservazione svolto quotidianamente dagli operatori.

L'assalto all'aglio orsino

Tra i fenomeni che stanno creando maggiori problemi c'è anche la raccolta indiscriminata dell'aglio orsino.

parco

Durante la primavera il sottobosco del Parco si riempie dei caratteristici fiori bianchi della pianta, attirando fotografi, visitatori e appassionati di natura.

Negli ultimi anni però sono aumentati anche i casi di persone sorprese a raccogliere grandi quantità di aglio orsino per utilizzarlo in cucina.

Secondo quanto riferito dai responsabili del Parco, alcuni visitatori sarebbero stati trovati con borsoni pieni di piante appena raccolte.

Cani senza guinzaglio e regole ignorate

L'elenco delle criticità comprende anche problemi ormai ricorrenti.

Tra questi figurano i cani lasciati liberi senza guinzaglio, che in alcuni casi avrebbero provocato inseguimenti di animali selvatici, litigi tra cani e disagi per runner e ciclisti.

Non mancano poi episodi legati all'abbandono di escrementi, al mancato rispetto della segnaletica e all'utilizzo improprio di alcune aree del Parco.

Pane agli animali e polemiche sul laghetto

Tra le abitudini più difficili da eliminare c'è quella di dare da mangiare agli animali presenti nel laghetto della Villa Reale.

Nonostante la presenza di cartelli informativi, molti visitatori continuano a gettare pane e altri alimenti nell'acqua.

Secondo gli esperti si tratta di una pratica dannosa sia per gli animali sia per l'equilibrio ambientale dell'area, oltre a favorire la presenza di roditori e altri infestanti.

Un patrimonio da proteggere

Con i suoi 720 ettari, il Parco di Monza rappresenta uno dei complessi storici e paesaggistici più importanti d'Europa.

La sua gestione richiede interventi costanti di manutenzione, monitoraggio e tutela ambientale.

Per gli addetti ai lavori, il problema principale resta la percezione errata di molti visitatori, che tendono a considerare il Parco come uno spazio completamente libero anziché come un bene storico e naturalistico da rispettare e preservare.