Il rapporto tra grandi opere e territorio continua a essere uno dei temi più discussi a livello locale. Da una parte le esigenze infrastrutturali, dall’altra le preoccupazioni ambientali e sanitarie di chi vive quotidianamente quelle aree.

Negli ultimi anni, il confronto si è spesso trasformato in mobilitazione attiva, con cittadini e associazioni pronti a presidiare i luoghi interessati dai lavori. Un fenomeno che racconta una crescente attenzione verso il consumo di suolo e le trasformazioni del paesaggio.

In Brianza, questo dibattito si intreccia con uno dei progetti più controversi, diventato simbolo di uno scontro che non accenna a diminuire. E proprio nelle ultime ore si è registrato un nuovo episodio che conferma quanto la tensione resti alta.

No Pedemontana
Facebook Desio Bene Comune

Protesta Umarell contro Pedemontana: nuovo presidio a Desio

Non si fermano le proteste contro la Pedemontana. Come riportato dai colleghi di Prima Monza, domenica mattina a Desio è andata in scena una nuova iniziativa degli attivisti, ribattezzata “operazione Umarell”.

Il presidio si è svolto nei pressi del cantiere situato vicino alla rotonda tra via Mazzini e via Dalla Chiesa, nella zona di San Carlo. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato No Pedemontana, insieme a Suolo Libero e al Movimento Umarell in Lotta (M.U.L.O.).

I partecipanti, con le mani dietro la schiena in perfetto stile “umarell”, hanno osservato i lavori in corso per manifestare la loro contrarietà alla realizzazione della nuova autostrada. L’obiettivo dichiarato resta quello di denunciare la distruzione di territori ritenuti protetti e di aree naturali considerate a rischio.

Cantieri Pedemontana e impatto ambientale: le critiche

Si tratta del secondo appuntamento organizzato dalle associazioni: una prima protesta si era già svolta nel quartiere San Giorgio, dove i cantieri risultano attivi da tempo tra scavi e abbattimenti di alberi.

Siamo qui ancora una volta perché ci vogliamo opporci a questa operazione che non fa altro che creare una ferita profonda nel nostro territorio – ha affermato Iaia Piumatti, attivista e consigliera comunale di Desio Bene Comune, come raccolto dai colleghi del quotidiano locale – Continuiamo a monitorare la situazione e a opporci apertamente: non è ancora troppo tardi per fermare questo disastro.

Tra le principali preoccupazioni sollevate dai manifestanti non c’è solo il consumo di verde, ma anche l’impatto sulla salute pubblica. Secondo quanto evidenziato dagli attivisti, gli scavi e le demolizioni riporterebbero in superficie sostanze accumulate nel terreno nel corso degli anni.

Il terreno, negli anni, ha assorbito smog, anidride carbonica, polveri, che ora torniamo a respirare a causa di questi interventi – ha spiegato Piumatti – Tutto questo mette a rischio la salute della cittadinanza, oltre a privarci di zone verdi.

No Pedemontana a Desio: la protesta continua

La mobilitazione, assicurano i partecipanti, non si fermerà. L’intenzione è quella di tornare davanti ai cantieri della Pedemontana anche nelle prossime settimane, proseguendo con iniziative di presidio e sensibilizzazione.

Abbiamo intenzione di tornare davanti ai cantieri, continueremo a esprimere il nostro dissenso. A volte ci viene detto che è ormai troppo tardi per fermare la costruzione di questa opera, ma non è così: siamo ancora in tempo per evitare che siano fatti danni irreparabili - ha concluso Piumatti.

Domenica, con il coordinamento Nopedemontana siamo statə a vedere i cantieri verso San Carlo lungo via Strada Comunale...

Pubblicato da Desio Bene Comune su Lunedì 16 marzo 2026