Una prima squadra, quattro giorni di allenamento alla settimana più la partita della domenica e un'opportunità rivolta a laureandi o neolaureati in Scienze motorie. C'è però un dettaglio destinato inevitabilmente a far discutere: non è previsto alcun rimborso.

È questo l'annuncio pubblicato dalla Caronnese, storica società del calcio lombardo che ha aperto la ricerca di un collaboratore del preparatore atletico della prima squadra. Un'occasione per entrare nel mondo del calcio e fare esperienza sul campo, certo, ma con un impegno tutt'altro che simbolico e senza compenso economico.

Per i tifosi del Monza, quello della Caronnese non è peraltro un nome qualunque. Le strade delle due società si sono incrociate più volte negli anni della Serie D, dentro e fuori dal campo, con diversi protagonisti passati da Caronno Pertusella alla Brianza.

Caronnese e Monza, una storia fatta di sfide, giocatori e allenatori

Ai tempi della Serie D, la Caronnese ha sfidato il Monza in campionato, in stagioni molto diverse da quelle che avrebbero poi portato i biancorossi fino alla Serie A.

Ma il filo che lega le due società va oltre le partite giocate sul campo. Proprio alla Caronnese aveva iniziato a costruire la propria carriera da allenatore Marco Zaffaroni, tecnico destinato successivamente a diventare un protagonista della rinascita biancorossa, riportando il Monza in Serie D.

Dalla Caronnese erano inoltre arrivati in Brianza giocatori capaci di lasciare il segno come Luca Guidetti, Matteo Barzotti e Lorenzo Carissoni. Nomi che i tifosi biancorossi ricordano bene e che rendono ancora più stretto il rapporto calcistico tra Caronno Pertusella e Monza.

Zaffaroni
Zaffaroni

Caronnese, il collaboratore della prima squadra lavorerà quattro giorni più la partita

La società cerca un candidato appena laureato o laureando in Scienze motorie, desideroso di fare esperienza all'interno di uno staff tecnico.

Il ruolo prevede l'affiancamento al preparatore atletico e il supporto nell'organizzazione, ideazione e svolgimento degli allenamenti.

Il calendario settimanale indicato dalla Caronnese è preciso: allenamenti il martedì e il mercoledì dalle 15 alle 17, il giovedì dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12, ai quali si aggiunge la partita della domenica, generalmente alle 14.30 o alle 15.30.

La preparazione inizierà inoltre il 3 agosto, con un calendario specifico per tutto il mese e una pausa prevista a cavallo di Ferragosto.

Lavorare gratis nel calcio per fare esperienza: opportunità o richiesta eccessiva?

Ed è qui che nasce la discussione. Perché nell'annuncio viene specificato chiaramente che non è previsto alcun rimborso.

Da una parte c'è la possibilità, soprattutto per un giovane laureando o neolaureato, di entrare concretamente in uno staff, confrontarsi con una prima squadra e maturare un'esperienza che può avere valore nel proprio percorso professionale.

Dall'altra, però, c'è un impegno settimanale significativo, distribuito su più giornate e comprendente anche la domenica. E in un momento in cui si parla sempre più spesso del valore del lavoro dei giovani, la domanda nasce spontanea: è giusto chiedere una presenza così importante senza prevedere nemmeno un rimborso spese?

Non si tratta necessariamente di puntare il dito contro una singola società. Il tema è molto più ampio e riguarda una pratica ancora diffusa nel mondo dello sport: quella di considerare l'esperienza come una forma sufficiente di ricompensa per chi sta muovendo i primi passi nel settore.

Un'opportunità vera per entrare nel calcio o un impegno che meriterebbe almeno un riconoscimento economico? Il dibattito è aperto. 

L'annuncio della Caronnese fa discutere: «Perché lavorare senza rimborso?»

E sui social la discussione è già accesa. Sotto l'annuncio della Caronnese sono comparsi diversi commenti critici, soprattutto sul fatto che a fronte di un impegno così articolato non sia previsto alcun rimborso.

C'è chi si chiede, in maniera molto diretta, per quale motivo una persona dovrebbe accettare di collaborare gratuitamente, e chi ironizza sostenendo che una proposta del genere potrebbe essere rivolta soprattutto a chi non ha bisogno di un reddito.

Il commento più articolato mette però a fuoco una contraddizione che nel calcio dilettantistico viene sollevata spesso: società organizzate con modalità sempre più vicine al professionismo, allenamenti pomeridiani, obiettivi ambiziosi e strutture importanti, ma collaboratori ai quali viene chiesto di prestare la propria opera gratuitamente.

Un utente osserva, in sostanza, che allenarsi al pomeriggio è una scelta tipica del calcio professionistico, mentre la ricerca di personale senza compenso appartiene a una logica molto diversa. E sottolinea come il tema faccia ancora più discutere quando riguarda una società ambiziosa, indicata tra quelle intenzionate a recitare un ruolo da protagonista nel campionato di Eccellenza.

Altri commenti sono ancora più netti: c'è chi definisce inaccettabile il lavoro gratuito e chi, con sarcasmo, si domanda se alla fine non sarebbe addirittura il candidato a dover pagare per avere l'opportunità di fare esperienza.

Il tono di alcuni interventi è duro, forse anche eccessivo, ma il punto centrale resta. Nel calcio di oggi, soprattutto ai livelli dilettantistici, quanto vale davvero l'esperienza e dove finisce l'opportunità per un giovane e comincia invece il lavoro che meriterebbe di essere riconosciuto economicamente?

È probabilmente questa la vera domanda sollevata dall'annuncio della Caronnese. Una domanda che va ben oltre una singola società e che riguarda un intero sistema.

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